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La figlia del re

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Solo lei sa cos'è l' amore

e se ne langue sconsolata sugli allori

predice il futuro per pochi danari

dal palmo di una mano

non vive e non muore

come i comuni mortali

si oppone agli eventi naturali

guarda lontano

 

Il suo occhio immacolato

giudica il gusto dal palato

per saggio che sia il boccone

per quanta sia la fame

la figlia del re mangia da sola

quando gli altri sono addormentati

che non sentano i suoi conati

di quando poi si vuota nel cesso

 

Il senso del potere primo all' amplesso

e il suo esercizio nell' universo

fonte di piacere da non confessare a se stessi

nel frattempo ti ferisci

guardandoti allo specchio

il solo modo in cui ti vedi

in terza persona

per sentirti diversa

da quella riflessa che compie le azioni

 

E la pelle è un vestito di seta

e le forbici hanno punte sottili

 

Ti guardo che ti guardi

poi ti reggo la fronte

mentre cerchi di vomitare

 

complici e solidali

di un antico reato 

contro la natura stessa di essere Dio

e di un identico destino

 

se sia il tuo 

che sia il mio.

 

 Adielle - 09/06/2015 11:22:00 [ leggi altri commenti di Adielle » ]

Un commento fortissimo, il tuo, Lorenzo! Per qualcuno sicuramente troppo forte, provocatorio quantomeno, strano che non abbia ancora suscitato un vespaio ma questo forse dipende dal fatto che la mia poesia non è molto frequentata. Ciao un caro saluto.

 Lorenzo Mullon - 08/06/2015 16:17:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

è contro la natura stessa di essere Dio
vomitare ubriaco e giudicare
eppure Dio sta rubando e sta maledicendo
si sta persino prostituendo da qualche parte
spaccia droga
vende armi
tortura
condanna
uccide i poeti
e chissà cos’altro ancora
pur di fare esperienza di se stesso e riconoscersi Dio

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