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La falange armata

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L'apparenza incanta

trasecola ibride vastità d'atomi a furor d'anime

senza cavare ghiandole

dall'elemosina mattutina di una preghiera d'acchito.

Quello che ho provato bastarda, è la prova provata

che non valga la pena essere sinonimi fantastici di due dati di fatto.

Contrari, come appetiti, parapetti, archetipici.

Una pioggia di aghi di pino dello stesso manto arboreo fraterno.

Basta per consolarsi, un sorriso distratto di mezza stagione

o un cuore di plastica, una formidabile tenuta stagna

oppure una presa di posizione: forma e sostanza non sono la stessa cosa.

Basta!

Previa maturazione. Ed ecco che sorge.

Un amore che possa concedere tregue mai la pace.

Un sussulto di saturazione.

Una densa falsificazione d'amianto, da smaltire nei simualcri del lavoro

per i prossimi tredicimila anni

fino ad aver perso di vista

gli insegnamenti di un re dalle infinite ragioni:

tempo galantuomo ma pur sempre purgatorio.

Sclero del buon pastore, fatiscenza salmodiorum: sorella abbracciami

non tenermi distante. E' cosi che ho perso il lavoro.

Confondendo uno stato con un altro.
Avessi almeno corrotto qualcuno saprei come farmi perdonare.

Ecco, un attimo, sebbene muovessi gli scaffali con lo sguardo,

avevo difficoltà a farmi rispettare, sul lavoro

e in casa mi sfogavo:

madri e mogli formidabili saccheggiavano conti corrente

apocalissi da camera diventavano cerniere, per non farsi disperare:

il resto è storia recente: giudizio universale, tornare in te

al tuo piano segreto di conquista del mondo.

 

 

 

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