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al testo di Alberto Rizzi
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Prima della forra vengono case basse e grigie le spesse lastre di calcare vi gravano sopra come vertebre a un serpente che qui s’arrotolò nel tempo dopo un lungo strisciare
La giovane che stende il bucato non ha punti di bellezza ma bene s’insinuano i suoi gesti quotidiani
(come pure il viola della maglietta)
sul nitore di bianche lenzuola insolate e i grigi anzidetti delle case
L’unica attenzione che le lanci in questa domestica normalità del giorno è quando di spalle la lunga treccia castànoramàta spicca d’un’immobilità stanca su quel viola
(Tratta dalla raccolta inedita “I ritratti”) |
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