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al testo di Alessandra Ponticelli Conti
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A volte un ricordo irrompe chissà come chissà da dove e si fa chiave che apre.
Marzo Millenovecentonovantatré
-Mamma, ma si può dare una faccia al mondo?- Mi chiedesti un giorno.
Non so, non so dirlo, dissi. Va' nel cortile a giocare al pallone.
Mi guardasti come se mi fosse scivolato un anello dal dito.
-Allora?- insistesti. Non so, non so dirlo, ti ho detto.
Forse è lì la faccia che cerchi: spostati e guarda a lungo la gente in strada dalla grande finestra.
Non senti come ogni persona che passa è un orologio che ticchetta.
Nella casa di fronte intanto una donna apriva una porta fissando la strada dalla parte opposta.
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