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Alba

“Alba” di Luigi Pirandello

Vedi tu come, non ancor dal fumo
dei pensieri il cervello annebbiato,
al tuo spirito (l’alba t’ha destato)
io vita, io mondo un altro aspetto assumo? ….

Ti parlerò meglio all’aperto: vieni!
fuori le porte de l’a te funesta
città! Slarga il tuo petto intanto a questa
aura ristoratrice. Ecco i miei beni:

l’aria, il verde, la luce… non le case
degli uomini ammucchiate! non le oscure
chiese, o le sedi socïali impure,
d’ogni viltà, d’ogni miseria invase!

Ben venga a te, che questa mane, avanti
che il sol nascesse, abbandonavi il letto;
e fuori or vieni insolito diletto
a trâr da me, come da strani incanti.

Guarda! Nel sogno de la terra assorti,
sorgono a l’aria gli alberi: li scuote
invano il vento, invano li percuote
la pioggia… Forte, come lor son forti,

non sei tu in me! Nel grembo mio profondo
stendi le tue radici. Tu potrai
vivermi sempre, non morir giammai,
abbracciar tutto e divenire il mondo!

Non tendi a questo? Gli alberi tue membra
saran; la terra, il corpo; in ogni fiume
le tue vene, il tuo spirito nel lume
del dí vedrai… Già divenir ti sembra

quel che vedi… Lo senti? Orbene, questo
che tu senti son io: sono te stesso;
di me tu vivi, io di te vivo. Adesso
ritorna in mezzo agli uomini modesto,

ne la città rientra. Primavera
nuova presto verrà. Bisbiglia intanto
a chi ti passa triste e fosco a canto,
come un augurio, ne l’orecchio: – Spera.

 Arcangelo Galante - 29/05/2025 06:37:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

Questa poesia di Luigi Pirandello, che hai voluto proporre ai lettori, un inno panico alla natura e al risveglio spirituale che essa pu offrire alluomo, soprattutto a quello moderno, smarrito nella citt e nella corruzione sociale.
In pochi versi, lalba diviene un momento di rivelazione, in cui il poeta, o meglio, la voce della natura stessa, invita luomo a staccarsi dal grigiore urbano e ad aprirsi al mondo naturale, alla sua forza rigenerante e alla possibilit di fusione cosmica: laria, il verde, la luce sono beni autentici, in contrasto con la miseria morale delle chiese e delle sedi sociali impure.
Lapice del componimento la promessa di immortalit: radicandosi nella natura, luomo pu vivere sempre, non morir giammai, fondersi con il mondo, diventare parte del tutto. unesperienza mistica e panteistica, ma al tempo stesso concreta e terrena, carica di luce e respiro.
Eppure, Pirandello non si rifugia nellevasione: lestasi si chiude con un ritorno. Luomo chiamato a rientrare in citt, ma con dentro di s un seme nuovo, da portare tra gli altri come un augurio: Spera.
In breve, un invito a ritrovare se stessi nella natura per poter poi affrontare il mondo umano con uno spirito rinnovato, umile, ma consapevole di una verit pi profonda.
Grazie per la cortese attenzione e a rileggerci con mutuo interesse.

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