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Tracce in endecasillabi

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Vagando lungo il senso d'ogni giorno,
nascondo la mia fede alle frontiere:


quando l'alba mi accoglie con un nome
e con un altro se ne va il tramonto.

Crude, le tracce mie racconteranno
donde provenni e dove mi recai: 


la loro mappa nuda svelerà
se il viaggio fu sapiente o senza senno.

*

 Klara Rubino - 01/05/2019 13:58:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Antonio Grazie a te per la considerazione che hai dato alle mie personali variazioni.
Condivido il tuo giudizio sulla preferibile scorrevolezza della tua chiusa, ma ti giuro che c’è qualcosa che dovresti , se vuoi, insegnarmi perché io ne conto undici di sillabe al sesto verso:
don-de-pro-ven-ni e-do-ve-mi-re-cà-i
Non mi era inoltre chiaro che il soggetto del secondo verso fosse "il tramonto",
forse così è più chiaro:
con- un- al-tro il -tra-mon-to- se- ne- va
Inoltre così c’è accento sulla sesta ed è verso tronco, corrispondendo al penultimo verso.
grazie ancora comunque e auguri per la festa di oggi!

 Antonio Ciavolino - 01/05/2019 12:30:00 [ leggi altri commenti di Antonio Ciavolino » ]

Klara Rubino, PS. :)

Accetto ben volentieri e accolgo quello "svelerà" in chiusura, al posto del "mostrerà" che avevo usato io. Grazie Grazie Grazie!

 Antonio Ciavolino - 01/05/2019 12:28:00 [ leggi altri commenti di Antonio Ciavolino » ]

Klara, lo sai, la tua lettura e le tue note mi giungono sempre gradite. Non di meno, tengo a notare che la prima variazione da te proposta, al sesto verso, non la trovo accettabile poiché il verso altera la metrica, essendo di dodici sillabe. Inoltre, nel primo verso del distico il soggetto è "l’alba", di conseguenza trovo più accettabile la costruzione del secondo verso con soggetto "il tramonto". Quanto all’ultimo verso, il che vale anche per il buon commento di Lorenzo Tosco, prescindendo dalla diversità semantica tra saggio e sapiente, lo lascerò come è, dal momento che prediligo, dove possibile, costrutti semplici, senza alterazioni sintattiche stranianti. A ogni buon conto, ringraziamenti a te, Klara, per la tua sosta e il commento. Vale!

 Antonio Ciavolino - 01/05/2019 12:15:00 [ leggi altri commenti di Antonio Ciavolino » ]

Grazie a Ferdinando Battaglia per il commento articolato e gli apprezzamenti personali. Ho trovato, nella tua nota, una lettura avvertita ed esatta, specialmente nella distinzione tra il saggio e il sapiente, figure tanto differenti. Il sapiente, infatti, come ben scrivi, Nando, possiede una "scienza infusa" che è ben diversa dalla saggezza che è di chi ha già commesso tutti gli errori e da lì trae la sua conoscenza. Ti ringrazio ancora per la bella attenzione che hai inteso riservarmi e ti saluto fraternamente.

 Klara Rubino - 28/04/2019 13:32:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Con grande stima nei confronti di Antonio e grande apprezzamento per questa sua poesia, ci metto un po’ di quella mia consueta arroganza, spinta da un senso per me bello di collaborazione, proponendo personali variazioni :


Vagando lungo il senso d’ogni giorno,
nascondo la mia fede alle frontiere:


quando l’alba mi accoglie con un nome
con un altro, me ne vado via al tramonto.

Crude, le tracce mie racconteranno
donde provenni e dove mi recai.


Nuda la loro mappa svelerà
sapiente, il viaggio oppure senza senno?

*

 Ferdinando Battaglia - 28/04/2019 12:47:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

Se proprio volessimo accogliere lo spunto del Tosco, allora potremmo riscriverlo così, a mio modesto parere più armonioso nel suono: "se fu saggio il viaggio o senza senno", che rispetto alla riscrittura di Lorenza mi pare più fluido nel suono; tuttavia, sia perché siamo im oresenza di un autore certo della sua capacità poetica, certo e saldo nella consapevolezza dei suoi mezzi tecnici ed espressivi, sto parlando evidentemente di Antonio, in questo caso, sia perché, seppure della stessa area semantica (credo si dica così) e quai o del tutto sinonimi, le due parole connotano il discorso in modi assai distanti tra loro: il saggio è colui che ha imparato l’arte di vivere, ha appreso la virtù della moderazione, il cui orizzonte è esclusivamente terrestre, il suo orizzonte valoriale, mentre il sapinte ha compiuto un percorso iniziatico, ha perforato la "materia oscura" del nostro esistere, della nostra condizione umana, del nostro essere terreno, affacciando il proprio sguardo interiore su di un altrove ovvero un Altrove assoluto, esperito con le facolta spirituali che conducono l’anima a sfiorare il Non Visibile extramondano o trascendente il mondano. In tal senso sono ben formulati i distici, di cui ogni coppia meriterrebbe un commento a sé; su tutti sottolineo il nome che varia dall’alba al tramonto, dove, alla fine, il nudo delle tracce sarà la definitiva spoliazione di ciò che siamo stati e ciò che forse saremo: conoscenza d’Eterno o insipiente nulla.

 Antonio Ciavolino - 27/04/2019 13:15:00 [ leggi altri commenti di Antonio Ciavolino » ]

Lorenzo Tosco, grazie per l’attenzione, la disamina e il suggerimento. Ad maiora.
Vale!

 Lorenzo Tosco - 26/04/2019 09:35:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Tosco » ]

Buona ed originale lirica che comporta un forte sentimento dell’animo espresso in endecasillabi non rimati. A proposito di endecasillabi, tanto per trovare qualcosa su cui ridire, io mi permetto dire (e l’autore ha tutto il diritto per mandarmi a quel paese) che l’ultimo verso lo trovo meno musicale degli altri, ed io (con infinita superbia e maleducazione) lo preferirei così: "se fu il viaggio saggio o senza senno" (è un endecasillabo, anche se a taluni potrà sembrare un decasillabo).Mi scuso per l’indebita intromissione in uno scritto a mio parere apprezzabile e di buon valore poetico. Salutissimi.

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