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Le tue mani

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Non possono mentire,

le tue mani,

le tue mani che prendono le mie

e piangono l’umido della tua carne

gettando il legno contorto

oltre i confini delle mie ali

che avvolgono il tuo petto,

con le mie mani.

 

Perché il tuo pianto di bambino ottuso

trattenuto dal gelo delle tue correnti

scende nelle tue mani

attraverso le tue oscure gallerie

e lascia su di me, col tuo sudore

la sillaba del muschio e dell’oro.

 

E nulla è più certo,

di quando mi prendi le mani

e la mia corolla scivola lunga i fondali

delle pietre azzurre;

 

e trovo la mia carne,

nelle tue mani

e posso ancora,

con la sabbia e col fango

risorgere dall’antica stregoneria.

 Lorenzo Tosco - 07/05/2019 11:14:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Tosco » ]

Anche se, a mio pettegolo parere, pubblichi un po’ troppo oltre il limite, devo dire che questa poesia è veramente sensibile e bella, degna di ogni considerazione e ben impostata secondo i canoni della poesia attuale. Detto da uno che sembra (o almeno è considerato) solo estimatore della rima, non è poco!

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