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Vertigine

 

 E noi stavamo,

scavati dal piacere

in un punto d'alba.

 

Stavamo

come un paesaggio disfatto,

come il rosa che sporca le dita,

e tutti gi angoli

e tutti i dubbi, le carezze;

le certezze.

 

Come le ciliegie,

col rosso che sporca la bocca.

 

Non chiesi,

ma bruciai la carta

e parlai al fumo

come a un corvo

o alla vertigine.

 

E se non avevi nome

fu perchè lo barattai col canto

sulle case rotte,

sui comignoli estinti,

sugli ossimori che tolgono

il fiato.

 

Ebbro, il vascello

andava,

che tu accendesti col verde sporco

delle tue usure.

 

Tutto fu rogo.

 

Pure tu.

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