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al testo di Annalisa Scialpi
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E noi stavamo, scavati dal piacere in un punto d'alba.
Stavamo come un paesaggio disfatto, come il rosa che sporca le dita, e tutti gi angoli e tutti i dubbi, le carezze; le certezze.
Come le ciliegie, col rosso che sporca la bocca.
Non chiesi, ma bruciai la carta e parlai al fumo come a un corvo o alla vertigine.
E se non avevi nome fu perchè lo barattai col canto sulle case rotte, sui comignoli estinti, sugli ossimori che tolgono il fiato.
Ebbro, il vascello andava, che tu accendesti col verde sporco delle tue usure.
Tutto fu rogo.
Pure tu. |
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