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Marinella della Memoria

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Dal freddo e dal terrore,
ignari della sorte,
a passi spediti
scappammo dalla morte
verso terre straniere,
lasciando alle spalle
d’esistenza fardelli,
case avite e ricordi.

Il sentiero prendemmo
dalla vita tracciato
coi bimbi in braccio,
in fuga dall’addiaccio,
dall’abbraccio mortale
dei carnefici slavi.

Per l’ultima volta
Marinella, d’un anno,
sgranò i suoi occhi,
spirò senza gloria
e senza rintocchi
nel campo triestino
di Padriciano.

Tra stenti e fatiche,
ci accolse l’Italia,
che però non comprese
il nostro esodo infame,
oltreoceano molti spinse,
verso terre più amiche.

Delle Foibe di Fiume,
di Gorizia e d’Istria
per tanta vergogna
s’era persa memoria,
di recente riesumata
dai nuovi libri di Storia.


 Jacob l. - 10/02/2016 14:14:00 [ leggi altri commenti di Jacob l. » ]

Molto è ancora da dire su questo argomento, che la tua bella, toccante, poesia ci riporta oggi alla memoria. Memoria di crimini, prima gravissimi atroci nazifascisti poi altrettanto orribili quelli di altra matrice politica. Che se ne parli finalmente con giustizia e, soprattutto, pietà per le tante vittime innocenti.
Ciao

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