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Poesia riveduta e corretta su consiglio di Salvatore Santoro

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 Franca Colozzo - 06/03/2018 12:14:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Arcangelo Galante. Mi trovi d’accordo su tutti i punti da te toccati. L’ho chiesto esplicitamente io a Salvatore Santoro di poter pubblicare entrambe le versioni, quella mia originale e quella sua modificata. Ovviamente, nella prima c’è la spontaneità del primo momento creativo, nella seconda la rettifica dello studio metrico. Per questo chiedo agli autori di commentare in maniera spassionata, proprio per poter crescere continuando così ad imparare dagli altri. Ho apprezzato molto lo sforzo del Santoro che avrebbe potuto ignorare il mio testo, cui invece ha dedicato il suo tempo per armonizzare la metrica. Quindi, al di là delle sfumature e dei gradimenti personali da parte degli autori, non posso che essergli grata dell’apporto costruttivo. Ti auguro una buona giornata.

 Franca Colozzo - 06/03/2018 11:29:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@salvatore Pizzo. Grazie per il tuo commento che mette bene in luce i pro e i contro. Per questo ritengo utili i commenti, proprio perché la persona che scrive può essere troppo di parte o incapace di modificare il proprio testo.
Sull’immediatezza dell’ispirazione poetica concordo con te, in quanto una poesia che esce di getto difficilmente risulta poi modificabile da chi l’ha scritta o da altri.
Cordialmente ti saluto e ti ringrazio, augurandoti una buona giornata.

 Arcangelo Galante - 06/03/2018 09:18:00 [ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]

@ Franca Colozzo
Gentile Franca,
al di là dell’esperimento fatto, precedentemente all’aiuto del poeta Salvatore Armando Santoro, ritengo che la musicalità ed il ritmo, che si ottengono scrivendo una lirica in rima sono unici, senza per questo demonizzare la spontaneità e la libertà di comporre un testo secondo l’ispirazione ricevuta.
Resta chiaro che la poesia, nella propria originale definizione metrica, come “produzione” letteraria riferibile a peculiari schemi ritmici e stilistici, che si contrappone al genere chiamato prosa, è cambiata nel corso dei tempi, forse pure in funzione delle nuove interpretazioni sociali, che hanno apportato un cambiamento, su tale concetto.
Sapendo che apprezzi la sincerità vera, sdoganando la falsa modestia, la differenza tra le due pubblicazioni ha trasformato, nel tuo caso, l’osservazione della natura amata, con un lirismo che mi è piaciuto molto di più. D’uopo, rimane lasciare i meritati complimenti all’aiutante, sottolineando che, quando prevalgono armonia e confronto, motivati da costruttive intenzioni, persino un lavoro a quattro mani, ne beneficia notevolmente.
Grazie per questa collaborazione che, talvolta, non sempre è attuabile, nel caso non si abbia l’obiettività di riconoscere che, umanamente, tutti possono errare nell’essere eccessivamente convinti delle proprie ragioni letterarie e personali.
Anche a questa crescita dovrebbe servire lo scambio da farsi in un sito bello, come quello de La Recherche.
Un solare saluto, come consueta abitudine!

 Salvatore Pizzo - 05/03/2018 23:49:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Ad un’attenta lettura, la versione di Santoro sembra più quadrata, completa e di lettura ancor più scorrevole oltre che musicale. Però la tua versione ha qualcosa di più sentito, di più immediato che, il rispetto delle regole, in un certo senso toglie alla lettura.Almeno, per quel che può valere il mio modestissimo parere.
Della seconda versione mi piace molto l’incipit e la chiusa anche. Però, per il resto, la leggo molto meglio nella versione Franca...
Un saluto

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