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Vecchio borgo

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 L'immagine può contenere: cielo, spazio all'aperto e acqua

 

  VECCHIO BORGO 

  L'immagine può contenere: oceano, cielo, spazio all'aperto, acqua e natura

  

Dormono i lontani lidi

tra fronde amiche,

che al passar del vento,

chinan le chiome 

tra canti di pennuti

in nidi ameni,

sospesi ai rami

di nodosi tronchi

a contrastar

la forza del maestrale. 

 Cantano i monti,

 da cui sgorga

  acqua fin al mare

      e fan da scudo

        al Golfo di Gaeta,

              tra armonie di colori,

                    laggiù dove la linea

                            si confonde e s'annulla 

nell'abbraccio universale.  

 

L'immagine può contenere: cielo, montagna, spazio all'aperto, natura e acqua

      Lo sciacquio dell'onda
     sulla scogliera,
      che il vecchio borgo
     protegge dai marosi,
    il rullio delle paranze
     segue e consola.

        Scesa è ormai sera.  

L'immagine può contenere: oceano, cielo, nuvola, natura, spazio all'aperto e acqua

 

 

 
 

 

 

 

 

 Franca Colozzo - 24/04/2018 16:40:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Caro Salvatore, l’amore per la terra che mi ha dato i natali affonda le radici nel passato, nell’infanzia e nei ricordi di gioventù. Speriamo ch non continuino a guastarla, prima era un vero paradiso. Adesso troppi pendolari (soprattutto dall’hinterland napoletano e frusinate) vengono, lasciando spazzatura ovunque. Il weekend comincia già ad essere un inferno. Spero almeno di godermi queste fresche giornate primaverili, anche se faccio il bagno in acqua fredda.
Ti auguro una buona serata ed una felice giornata per domani. Grazie del commento.

 Salvatore Pizzo - 24/04/2018 14:16:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Che dire, se non restare assorti nella contemplazione delle immagini, cullati da questo tuo splendido e colorato canto d’amore?
Letta e riletta, così ricca di d’eleganza...
Un più che caro saluto

 Sabina Spielrein - 23/04/2018 18:54:00 [ leggi altri commenti di Sabina Spielrein » ]

dai tuoi versi entra luce, aria; un nodo di vento che si scioglie, luoghi fermi lì, come sospesi in un quadro, schiudono varie trame.

stai stupire, immancabilmente.

ciao
carissima franca

 Franca Colozzo - 22/04/2018 21:40:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Grazie Graced per il tuo apporto critico, che ha colto così bene emozioni e luoghi, da me molto amati e di cui cerco di cogliere gli istanti più spettacolari. Luci ed ombre, aurore e tramonti si riverberano nelle acque specchianti, che circondano la vecchia penisola di Gaeta, aggettante sull’omonimo Golfo, a cui i Monti Aurunci (sede di un’antichissima civiltà megalitica) fanno da corona, proteggendola dagli sbalzi estremi di temperatura.
Da qui nasce l’epiteto: "Zizza di vacca", per intendere che stiamo troppo bene, come un vitello allattato e coccolato dalla madre, grazie alla catena montuosa che ostacola l’infiltrazione dei gelidi venti di maestrale. Perciò, il nostro microclima è particolarmente gradevole anche d’inverno, salvo quello passato che ha coperto di neve anche il centro storico di S.Erasmo, come si rileva dalla foto.
Ti ringrazio per il tuo gradito passaggio e ti auguro buona notte.

 Graced - 22/04/2018 20:52:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Una lirica evocativa che è una dedica al proprio luogo d’origine, e si evince dai versi, molto amato e descritto magnificamente, con immagini che ce lo rendono vivo e vivibile in tutta la sua bellezza e splendore al momento della lettura. Versi scorrevoli e musicali che ho molto gradito. Complimenti Franca, un caro saluto da Graced

 Franca Colozzo - 20/04/2018 20:15:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

@Edi, @Laura, @Antonio, avevo scritto un lungo commento a voi tre e l’ho perso. Mi scuso, soprattutto con Laura ed Antonio, per il ritardo con cui rispondo. Presa dal mare e dalle belle giornate, ho perso il controllo della situazione. Il mio primo bagno mi ha dato alla testa e sto ancora ripensando all’acqua fresca e tonificante del mare. Oggi è stata una giornata di intensa bellezza, di cui mi sono inebriata, trascorrendo tre ore al mare. Per me è iniziata la lunga stagione balneare, che è fonte di gioia e di buoni proponimenti (almeno lo spero!).
Gaeta è bella ad aprile, maggio e giugno, perché selvaggia e piena di profumi e fiori. Poi il turismo di massa arriva a frotte, soprattutto a luglio e agosto (quest’ultimo mese è da evitare assolutamente e così me ne scappo in montagna).
Antonio, che la conosce bene vivendo alquanto vicino, sa più o meno come funziona. Viverci è diverso e ne vedi tutte le contraddizioni. Certo la mia bella "Venezia del Tirreno" non è paragonabile alla magica Istanbul, sogno incantato in bilico tra Occidente ed Oriente!
Laura poi ha colto il senso di quell’orizzonte lontano, in cui spesso mi perdo, per cui ho voluto inserire altre immagini, con in calce la linea di orizzonte con l’isola di Ischia.
Cara Edi, non c’è molto da consolarsi qui, a parte le bellezze naturali. La politica del sud fa acqua da tutte le parti.
Poi vi spiego l’etimologia del nome Gaeta, che sembra provenire da Cajeta, nutrice di Enea, morta e sepolta su questi lidi. Così il mitico Ulisse ha legato il suo nome alla nostra riviera.
Un caro saluto a voi tutti con l’auspicio di una splendida serata.

 Edi Davoli - 20/04/2018 18:25:00 [ leggi altri commenti di Edi Davoli » ]

Una bella scenografia Franca di immagini e parole per celebrare la tua Gaeta. Io non ci sono mai stata ma dai tuoi versi emerge come luogo di grande consolazione! Cari saluti Franca!

 Antonio Terracciano - 20/04/2018 13:41:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

La particolare atmosfera di Gaeta , così bene evocata dalla poetessa in questa sua delicata composizione, è per me dovuta, oltre alle sue bellezze paesaggistiche, architettoniche ed alle tradizioni marinare, al fascino del confine (anche se tra due piccoli mondi) . Arrivati a Gaeta, sentiamo di non essere più in Campania (o nell’ex Regno di Napoli) , ma di non essere ancora nel Lazio, nel vero Lazio (o nell’ex Stato pontificio) . Ascoltiamo parlare la gente con accento più o meno napoletano o più o meno romano e, piacevolmente riscaldati spesso, d’estate, dai raggi del sole che si riflette nelle tranquille acque di un onnipresente mare, ci sentiamo gradevolmente spaesati, ci sembra di essere in un luogo mitico e quasi utopico. E’ fortunato chi vive a Gaeta, e i riferimenti dell’architetto Colozzo alla sua bella cittadina (questo non è il primo) ne sono una valida testimonianza (e chissà, il grande amore di Franca per Istanbul - al confine tra due grandi mondi - potrebbe derivare anche dalle sue solide radici gaetane... )

 Laura Turra - 20/04/2018 05:51:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Un amore per la propria terra, i propri luoghi, che tornano negli occhi e nel cuore dell’autrice. Dire di quei colori che ha il mare là dove “la linea / si confonde e s’annulla / in abbraccio universale” rivela uno sguardo volto proprio nel punto estremo dell’orizzonte, uno sguardo proteso alla bellezza.
Un caro saluto

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