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Meltem, La Sposa del Bosforo

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Franca Colozzo
 
  MELTEM, LA SPOSA DEL BOSFORO
 
 
Il romanzo narra la storia di un'artista italiana che, con indosso un abito da sposa, progetta di realizzare una performance umanitaria e pacifista attraversando, insieme alla sua amica turca Deniz, alcuni paesi musulmani notoriamente restii a vedere una donna impegnata in prima persona in un'esibizione pacifista.
La portata umanitaria del messaggio artistico di Meltem, soprannominata Kara, e dell'amica turca Deniz, ricercatrice di "Storia Antica" presso l'Università di Beyazit, intende travalicare i confini della Turchia, attraversando Siria e Israele, fino ad approdare a Gerusalemme, nonostante le velate e ripetute intimidazioni provenienti da alcuni circoli estremisti turchi e non solo.
Si potrebbe intravedere all'inizio della narrazione un accenno alla triste vicenda occorsa in Turchia all'artista italiana Pippa Bacca. In realtà, quel tragico evento è solo lo spunto iniziale per raccontare l'esperienza dell'autrice, in parte autobiografica, che si sdoppia nei due personaggi di Meltem, artista sognatrice, e di Vera, insegnante distaccata all'estero con due figlie con sé.
La narrazione si svolge principalmente a Istanbul, dove la scrittrice ha vissuto per oltre sette anni per motivi di lavoro. L'incantevole città, sospesa tra due continenti, è il palcoscenico ideale per mettere in luce le contraddizioni tra due mondi opposti: Oriente e Occidente.
La protagonista principale Meltem, con indosso un abito da sposa, sbarca a Istanbul dove inizia la sua performance e dove incontra l'amica Deniz, con cui aveva precedentemente pianificato la sua missione artistica. Il progetto, studiato nei minimi dettagli dalle due donne, ma incompreso da alcuni circoli politici turchi, subirà però una serie di imprevisti...
Ne scaturiranno episodi con inquietanti risvolti: sospetti su di loro da parte della polizia turca tra intrighi di palazzo e omicidi a sfondo politico in cui rischieranno di essere coinvolte.
Sullo sfondo della narrazione campeggia un misterioso ministro-ingegnere che le prende sotto la sua ala protettrice.Egli è l'architetto di un complotto segreto...
Su questo complesso scenario si stagliano diverse figure di donne: Meltem, artista sognatrice e romantica; Deniz, insofferente al machismo turco; Fatos, vittima del marito-padrone; Vera, insegnante distaccata all'estero accompagnata dalle sue due figlie, la quale comprende tra mille difficoltà e diffidenze l'importanza di immergersi nella cultura locale e di apprendere i rudimenti della lingua turca.
Altre donne si affacciano sulla scena con le loro differenze di carattere e la tenacia di voler far parte di una società multietnica e multiculturale, cui Meltem intende adattarsi prima di intraprendere il viaggio vero e proprio, imponendosi di imparare l'astrusa lingua turca per affrontare qualsiasi avversità futura.
Il viaggio, in fondo, è anche il pretesto per una più consapevole presa di coscienza da parte delle donne, soprattutto musulmane, sulle proprie condizioni esistenziali e culturali in un mondo in cui la "parità di genere" è solo declamata a gran voce.
Meltem, artista sospesa tra realtà e sogno, incarna, con l'amica Deniz, il desiderio di liberazione e riscatto delle donne.
Non a caso Istanbul, con la sua aria da vecchia signora sospesa tra Oriente e Occidente, fa da cornice ideale alle vicende narrate, mentre il viaggio al Monte Nemrut Daǧi (a sud della Turchia) rappresenta la ricerca delle proprie radici spirituali nell'arcana eterna fissità delle sue colossali statue di pietra. L'incanto ed il disincanto, legati in una spirale di contemplazione-azione, si alternano in un continuum che, da un iniziale stupore (Meltem) alla scoperta della città e dei dintorni, si avvita attorno ad un intreccio di situazioni più realisticamente tragiche e attuali.
Lascio al lettore la prosecuzione della storia coinvolgente e rocambolesca, in parte autobiografica ed insieme Fiction, Noir e Spy Story.
Buona lettura...

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