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Un mare ermetico espande la sua luna

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Un mare ermetico espande la sua luna -
immensa luna occultamente bianca,
gonfia di luce vacillante,
espansa -
il cielo si dilata e fluttua dentro il mare
dove
non sono più le stelle e sono ancora
polvere di astri condensata in schiuma.

Si vela rete d’aria
e ti fa nuda sposa.
Respiri l’universo.

Bevi tutto il cerchio ricordando
che eri idea nel vento,
adattamento ad altra riva.
Scomponi il tuo destino
solo se accondiscendi al volto,
faro del corpo oltre relitti.
Poi
ti fai ramo del felice sicomoro
che vide il pubblicano arrampicarsi
su pensieri alti,
e sei la luna sopra Nicodemo -
ma non è ancora notte
e tutto sembra ancora rovesciato.

Ma nel giardino t’acquieta
profumo di mirra e aloe.

Ritorni umida vena nella terra,
a riverberare nuova luna.



 Cristina Bizzarri - 27/06/2012 14:43:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

... e, a proposito: come Matteo anche Zaccheo era un pubblicano, e di notte (certo, è di notte che "vediamo") si arrampica su un albero per poter vedere il Maestro. Mi interessa il Vangelo, il suo Simbolismo profondo che vorrei studiare più seriamente.
A tutte voi Donne: grazie e un bacio. (senza nulla togliere agli Uomini, ovviamente, però quando le Donne riescono DAVVERO a toccarsi l’anima, è stupendo);-)

 Cristina Bizzarri - 27/06/2012 14:39:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Sono felice che il mio testo vi abbia catturate!
Carla: è anche per me la mia preferita tra tutte le righe che qui ho scritto, l’ho sentita moltissimo.
Cristiana:anch’io ho pensato alla trasformazione, e le parole si sono sviluppate un po’ per conto loro, come a volte accade quando parti da un’immagine che hai molto vivida nella mente con il suo irradiarsi di significati ... e il "volto" è al centro, il volto umano, specchio di un mistero che in lui si rispecchia.
Silvia: nei sogni e dai sogni si ricevono messaggi, è così anche per me.
Loredana:come tu sai forse molto meglio di me (!), la nostra ricerca è a tempo indeterminato, e tu sei di me molto più giovane.
Luciana: la bussola che posso ri-darti è quella che mi hai prestato poco tempo fa. Mi ha emozionata la tua interpretazione, profondamente all’interno del testo. hai detto tutto quello che c’è da dire.

 Carla de Falco - 27/06/2012 12:15:00 [ leggi altri commenti di Carla de Falco » ]

io l’ho trovata meravigliosa.
nella natura antropomorfizzata.
nei riferimenti panteistici.
nel suono. nel senso.
tra le tue che preferisco.

 Cristiana Fischer - 27/06/2012 10:20:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

Una successione di immagini che affascina, tanto è ricca e sembra non debba mai finire. Il tema che mi conduce nella lettura è la trasformazione, ogni elemento toccato "vacilla", vacilla il tempo dal presente al passato al presente, il non ancora nell’ancora, si converte acqua in luce in cielo in profumi e torna vena nella terra. Il mistero mi coglie quando "Scomponi il tuo destino/solo se accondiscendi al volto,/faro del corpo oltre relitti" perchè dopo si entra in un altro territorio, su cui taccio.

 Silvia De Angelis - 27/06/2012 10:09:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

Immagini della natura dense di particolari suggestioni, che introducono
in una dimensione oltre...in cui immedesimarsi per sognare...
Sempre bello posarsi sul tuo scrivere, un saluto

 Loredana Savelli - 27/06/2012 07:50:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

"ma non è ancora notte
e tutto sembra ancora rovesciato".

Poesia densissima di immagini, una più bella e profonda dell’altra.
Cara Cristina, ammiro la tua ricerca (e la visuale del mare che certamente ti ispira).
Un caro saluto

 Luciana Riommi Baldaccini - 27/06/2012 01:54:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

"Un mare ermetico espande la sua luna", quella sua luce ancora vacillante e "occultamente bianca" che contiene in sé, mentre "il cielo si dilata e fluttua dentro il mare / dove / non sono più le stelle e sono ancora / polvere di astri condensata in schiuma": il preludio, descritto stupendamente, di quella che mi appare come una preliminare distinzione, necessaria allo sposalizio, alla coniunctio che segue: "e ti fa nuda sposa. Respiri l’universo". E senza dimenticare "che eri idea nel vento", senza dimenticare l’altra riva, ora quella luce può scomporsi, differenziarsi, individuarsi nei lineamenti del volto, che illumina come un faro l’opacità della materia, della corporeità. E rende possibili i "pensieri alti" di Matteo, il pubblicano, sciogliendolo dai suoi egoismi e dalla sua avidità; e illumina Nicodemo, prima animato da spirito di rivalsa e ora capace di portare mirra e aloe per dire, con la pietà, la sua fede in un altro regno: nelle profondità della terra la luce si acquieta e si rigenera, continuamente.
Questo mi ha fatto venire in mente la tua bellissima poesia: ora a te darmi una bussola!
Buona notte Cristina

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