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Indossava un cappello di paglia

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Indossava un cappello di paglia -

una ruota che annuncia il finire,

in gioia suprema - d'estate.

Come cerva attendevo,

nel vino che offriva in sorriso,

il loto dai grappoli rossi -

l'amore cifrato dei segni,

mai spenti da baci su bocca

accesi in alterna speranza.

Cedeva ogni volta la sera

a nubi impossibili, rosa:

è il loto d'amore compiuto -

per questo impossibile - rosa.

Indossava un cappello di paglia,

splendevano sotto i suoi occhi -

nell'ombra dei tralci li amavo.

 

 

 

 

 

 

 

  Cristina Bizzarri - 28/10/2013 17:09:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Grazie a Nando, Emilio e Jacob!
Jacob: non so se siamo poi così diversi ... :-)

 Jacob Levi - 28/10/2013 14:53:00 [ leggi altri commenti di Jacob Levi » ]

"Indossava un cappello di paglia" è una poesia vera,
completa; c’è tutto l’amore, il sogno e lo struggimento, la fantastica attesa. E credo che sia sorta spontaneamente, ispirata da che cosa non si sa. Che cosa?
Vorrei averla scritta io, ma solo una donna può scrivere una poesia cosi.

 Emilio Capaccio - 07/10/2013 11:16:00 [ leggi altri commenti di Emilio Capaccio » ]

E’ un’estensione della tua natura che amo particolarmente; in questa poesia parli con incanto e senza malizia; parli di quello che sei e di che cosa brulica nel tuo sguardo; con la passione e la freschezza di una bambina vai a accetti le cose del mondo.

Ciao.

 Lorenzo Mullon - 07/10/2013 10:46:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

Sotto quel cappello di paglia ci siamo tutti, sembra contenere l’intera umanità, e ogni creatura.

 Nando - 07/10/2013 09:51:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Mi è sfuggito l’accento al "si", mi scuso per ciò e per altri possibile errori di scrittura.

 Nando - 07/10/2013 09:46:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Amina ha centrato il bersaglio, con quella sua capacità di percepire oltre i sensi che tu, Cristina, anche le riconosci, però anch’io, come Franca, avrei pensato ad un "ricordo amoroso"; e qui ci apriamo al Mistero: non è ogni amore ramo di un unico Amore, si che vi si possono rintracciare le somiglianze? Una poesia, la tua, che sempre mi umanizza.

  Cristina Bizzarri - 07/10/2013 01:37:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Franca: è come tu dici, anche se Amina ha colto l’"origine" ...
Sono felice che tu l’apprezzi, anche se è vero che poco mi appartiene il dire questi - chiamiamoli così - ricordi.
Leggerò presto le tue poesie, mi ha fatto piacere il tuo messaggio che ho visto solo oggi!

  Cristina Bizzarri - 07/10/2013 00:10:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Cristiana; è - la domanda.
Amina: non sbagli mai perché vedi oltre con quelle tue percezioni oltresensoriali che ti appartengono. L’ho pensato - dopo averla scritta, quello che tu dici. E credo il fondo, il senso originario del mio scrivere, del mio amare, stia in grembo a mio padre, al mondo che attraverso di lui ho ricevuto in dono. E quell’ambiguità originaria fa parte di me, del mio modo di essere, di mostrarmi nascondendomi - anche se adesso, ormai, mi é più facile trovare la forza di essere diretta: il narcisismo che altri ci danno in eredità con il loro amore così intenso da poter essere vissuto con angoscia ormai lo conosco a fondo e lo prendo per mano, lo
curo. Così, se è vero che ho scritto queste righe pensando a qualcuno che mi ha aiutata a essere più vera, creativa, e a sentire intensamente - e portava un cappello di paglia - è altrettanto vero che mio papà chiamava "cappellaccio" il cappello di paglia che metteva in estate qui al mare, dove era destino che io rimanessi ... eh sì
Amina, le nostre scelte nell’amare e prediligere una persona piuttosto che un’altra sono meno "libere" di quanto crediamo. Grazie, sei una vera Sciamana.

 Franca Alaimo - 06/10/2013 23:54:00 [ leggi altri commenti di Franca Alaimo » ]

Amina ha visto in questa figura il padre dell’autrice.
Io ho un’altra lettura del testo; il vino, i baci, l’estate, l’amore compiuto sono così pieni di ebbrezza, e ancora, nonostante il tempo passato, che non posso non pensare ad un ricordo amoroso (l’ombra tra i vigneti diventa così un luogo metaforico); una poesia diversa da quelle che Cristina, in genere, scrive, ma non per questo meno bella.

 amina narimi - 06/10/2013 22:45:00 [ leggi altri commenti di amina narimi » ]

questa tua poesia mi fa tornare ancora a tuo padre Cristina..Lui ho creduto quella vite, i figli quei tralci che portano frutto..e la colpa "sentita" che non tutti siano (stati)del rosso sperato -rosa-
là nell’ombra dei tralci dove amavi i suoi occhi.
Forse sono andata fuori tema.. Resta bellissima!

 Cristiana Fischer - 06/10/2013 13:48:00 [ leggi altri commenti di Cristiana Fischer » ]

"è il loto d’amore compiuto -/per questo impossibile" è la domanda

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