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S - svuotare d'ogni fango le parole, scavare fino a dove il suono uno sguardo che si china, s'immerge in acque originarie - opacamente all'altro uguale nel risalire vacillando - la luce un beccheggiare di riflessi - appena un po' pi in alto.
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Giacomo Colosio
- 19/02/2014 18:31:00
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Dunque Cristina, la faccenda degli scacchi te la riassumo con un mio vecchio aforisma che spiega come la mossaa giusta sia importante per la partita quanto lo la parola per la poesia...eccolo: La mossa sta alla partita di scacchi come la parola alla poesia. Ciaociao.
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Cristina Bizzarri
- 19/02/2014 17:56:00
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Grazie Giacomo del tuo approfondimento. Il paragone con gli scacchi quantomai interessante, vorrei avere labilit di saperci giocare. Lapprezzamento sulla foto mi fa solo un gran piacere, ce lho messa apposta perch mostra un lato di me sdrammatizzante, che mi piace, e quel podi malizia che viene da un momento, invece, agreste direi ... meglio cos. Ciao e grazie dellincoraggiamento circa la mia poesia.
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Giacomo Colosio
- 19/02/2014 16:04:00
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Troppo bella la poesia, troppo giusto il commento di Lorenzo Mullon che mi ricorda De Andr( anchio curo il mio compost per il mio orto...anche se il mio non un orticello ma un tremila metri quadrati....ahahahah), troppo bella la tua foto con quel tocco di malizia che fa imbufalire noi poveri vecchietti...vabb...detto questo da Forum il quesito: lavare dal fango le parole o sporcarle, mescolarle col fango?...entrambe le cose sono vere...infatti io sono un estimatore del concetto di "Parola Giusta" e poi far un esempio col gioco degli scacchi...alcune parole diventano giuste dopo aver lavato i panni in Arno, altre devono essere infangate( Merini docet...e credo che Lorenzo sia stato suo amico)per diventare "giuste", per prendere forza...potrebbero pure diventare dialettali, o di altra lingua, specchiarsi in un lembo di volgarit( intesa come composter per lorto)per giungere a segno, per prendere forza e trasmetterla al lettore questa forza...ma come vedi largomento da Forum...si pu fare... Lesempio degli scacchi...magari ci scrivo un raccontino su qualche partita fatta nei tornei...comunque, in breve, anche la mossa( che per gli scacchi quello che la parola per la poesia) quella giusta a volte inelegante, sgraziata, specie se un adescamento che permette lo scacco matto, a volte la semplicit in persona, un modesto pedone spinto in avanti di una casa...ma ci vorrebbero 4 pagine per sviluppare questo concetto...e allora, che fare?...ti dico brava, e ti faccio un applauso. ciaociao
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Loredana Savelli
- 01/02/2014 23:05:00
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Che bella: dalla prima allultima parola, preziosa. Ciao!
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amina narimi
- 01/02/2014 21:58:00
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c tutto in questo tuffo dentro il suono degli occhi che vanno gi nelle acque originarie chini a cercare la parola con lo schiocco, il clik "opacamente allaltro uguale" nel "risalire vacillando" per darci quel respiro e quella forma con largilla sulla pelle dacqua fino a quei riflessi chiari, appena un po pi in alto, dove le parole sono costole sotto le stelle
Ti abbraccio Cristina nella musica che giunge da questa tua poesia con il riflesso che dentro tutti noi ci riconosciamo
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Rossella Cerniglia
- 01/02/2014 20:16:00
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Bisogno di limpidezza etica e tensione ultramondana. Bello ed evocativo il verso "il suono uno sguardo che si china" e gli altri che evocano linsistente anelito alla trascendenza.
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Cristina Bizzarri
- 01/02/2014 19:26:00
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Lorenzo:il tuo di fango farebbe bene senzaltro, dammene un po farebbe bene anche a me! Quello che invece rimane dentro le parole, necrotico di amarezza e rancori - quello bisogna cavarlo via. Quello cerco di cavarlo via dalle mie parole, che spesso non ho il coraggio di liberare come vorrei. Ale: mi fa piacere che tu ne colga una musicalit, spesso io cerco di accostare i suoni (anche con le immagini vorrei lavorarci di pi) al contenuto. Quanto al complimento, lo accolgo con gratitudine. Se non mi facessero piacere i complimenti non avrei scelto quella foto l, che evidenzia i miei pregi estetici - almeno quelli che io consideri tali relativamente alle mie "possibilit" - e non fa vedere troppi i difetti! S credo proprio che il modo di mostrarsi sia un linguaggio che la dice lunga su di noi ... io sono vanitosa.
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Adielle
- 01/02/2014 18:44:00
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Le parole alloccorrenza in sorgiva danza, non si risparmiano le tue, pare di ascoltare la musica con cui le accompagni anche da questa distanza. Ciao Cristina, posso farti i complimenti per la foto? Che brindisi affascinante!
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Lorenzo Mullon
- 01/02/2014 18:41:00
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Oppure riempire le parole di fango, stavo mescolando il compost nellorto, sotto la pioggia, e cerano dei riflessini celestiali
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