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Viene giù

a fiotti

a sguazzi

inesorabile

la pioggia dal cielo di Damocle,

e vedova lascia un’arca

nella piazza

incaprettata.

 

Non ha colpe chi sta

in questo acquario

dove si sciolgono i monti

svenendo sulle valli.

Senza scelta

di testa e di fianchi

 

(Sopravvivono le branchie

che s’illuminano

nell’illusione di un sapere

che nemmeno sa l’immenso.)

 

Ma s’ereditano morsi di tempesta

mossi da tuoni e lampi

da carne di simile carne

quando lumi ardono in gabbia.

 

Si volge una preghiera

in silenzio al Silenzio

che liberi il corpo dalle sbarre

o gli dia la forza per ricominciare

 

 

 

*

Alla mia città

 

 cristiana fischer - 12/11/2014 18:21:00 [ leggi altri commenti di cristiana fischer » ]

"da carne di simile carne" e "in silenzio al Silenzio", la bruta ripetizione è una strada: la parola che insiste, il senso che si sdoppia e riflette altri echi
una strada che costeggia sia ricchezza che silenzio

 Giuliano Brenna - 12/11/2014 12:11:00 [ leggi altri commenti di Giuliano Brenna » ]

Un testo molto bello che esprime bene la drammatica attualità.

 Lorenzo Mullon - 12/11/2014 11:52:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

ah il cielo di Damocle
una meraviglia questa spada puntata
senza scelta la vita
dobbiamo illuminare la verità in punto di morte
ogni giorno così
perché la poesia sia il rischio estremo
non altrimenti si può comprendere la nostra natura
al diavolo i poeti da abat-jour
( che non a caso significa abbatti la luce )
senza scelta senza scelta !

 Silvia De Angelis - 12/11/2014 10:53:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

Un testo poetico dai toni assai originali, che s’addice, nel suo drammatico dire, a situazioni odierne di enorme disagio
Molto apprezzata, questa tua, un caro saluto Elsa, silvia

 Nando - 12/11/2014 10:13:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Elsa, in questo momento preferisco tacere il piacere immutato di rillegerti poeta di bellezza, per accogliere in silenzio i tanti volti del dolore. E di questo, se puoi, perdonami.

 Sara Cristofori - 12/11/2014 10:12:00 [ leggi altri commenti di Sara Cristofori » ]

una dedica che si adatta purtroppo a tante, troppe città in questo momento... versi fortemente drammatici com’è giusto che siano

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