Fiore nascosto tra luci del giorno, sospira lieve nell’ombra che tace, trema il silenzio, s’allunga il ritorno, tra sguardi incerti la calma dispiace. Guance accese da fugace pensiero, fruga il respiro nell’aria smarrita, ogni discorso si fa prigioniero d’un sogno lieve, promesso alla vita. Cammino incerto tra attesa e paura, sospeso il tempo, si perde nel vento, celato ardore consuma le mura, nel non detto fiorisce un sentimento.
|
|
Arcangelo Galante
- 11/11/2025 15:18:00
[ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]
@ Rita Mura Sei riuscita a percepire in maniera nitida il respiro nascosto che attraversa la poesia: quella lotta silenziosa tra l’impulso di mostrarsi e il bisogno di restare nell’ombra. “Timidezza” nasce proprio da questa tensione, da quel fiore che sboccia a metà, tremante alla luce del giorno, ma vivo nel suo pudore. Nella lirica ho cercato di esprimere la fragilità di un’emozione che si nasconde, pur desiderando essere vista; il passo incerto di chi, tra attesa e paura, prova a farsi spazio nel mondo senza tradire la propria essenza. È, come hai scritto, un modo d’essere che si costruisce lentamente, tra introspezione e difesa, fra il silenzio che parla e lo sguardo che si racconta più delle parole. La riflessione sul tempo che non la scalfisce mi trova pienamente d’accordo: essa cambia forma, forse si fa più consapevole, ma non perde mai la sua verità interiore. È uno scrigno che custodisce sensibilità, pudore, attenzione verso ciò che sfugge eppure esiste, come un sentimento che fiorisce nel non detto. Ti ringrazio per aver dato voce, con tanta sensibilità, a ciò che nei versi ho solo sussurrato. Anche la tua partecipazione scrittoria è stata sinceramente gradita.
|
|
Commento non visibile perché l'utente è stato bloccato dall'autore
|
|
Arcangelo Galante
- 11/11/2025 06:56:00
[ leggi altri commenti di Arcangelo Galante » ]
@ Angelo Naclerio Probabilmente, fra timidi, ci si comprende meglio sfatando l’errata interpretazione di introversione che, certamente saprai, è un aspetto diverso della personalità. La timidezza porta ad essere degli ascoltatori empatici e ad avere modi di fare in genere modesti e non troppo formali: ciò rende più facile aprirsi, confidarsi o chiedere qualcosa, malgrado la società odierna prediliga gente “tosta”, sfacciata e, per nulla timida, ritenendola poco consona alla “grinta” necessaria a masticare la quotidianità. Premessa fatta, in questi versi ho cercato di rappresentare la timidezza non come semplice esitazione, ma come uno stato interiore ricco e complesso: un fiore che si sottrae alla luce, ma che proprio nel suo nascondersi custodisce autenticità e profondità. Il silenzio, gli sguardi incerti, le parole trattenute non sono segni di debolezza, bensì forme delicate di un’emozione che preferisce esprimersi sottovoce. Nel “non detto”, come scritto nel finale, sboccia quel sentimento che, pur restando invisibile, è forse il più vero di tutti. Mi è piaciuto il tuo commento e pure l’approccio ironico, usato per farmi conoscere cosa pensassi di questa poesia. A buon rendere, mente timida, ma indubbiamente intelligente e garbata. Cordialmente, saluto.
|
|
Commento non visibile perché l'utente è stato bloccato dall'autore
|
|
|