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al testo di Arcangelo Galante
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Raccontano al distratto, ignaro volgo, aneddoti d’amor, false passioni, tra frasi vuote il senso a volte colgo, svendute storie in cambio d’emozioni.
Per due soldi ovunque fanno ingresso, su tavoli e divani, senza attesa, nelle sale d’aspetto il loro accesso si offre al tempo libero, alla sorpresa.
A colori o in bianco e nero, le trame prometton brividi e riparazioni, sospiri lievi che non han più nome, e pescano il lettore tra illusioni.
N.d.A.: Il linguaggio pubblicitario vende emozioni e persuasione attraverso la retorica, usando figure come metafore e similitudini per creare connessioni emotive (paura, desiderio) con i consumatori, trasformando necessità e aspirazioni in bisogni di prodotto, sfruttando tecniche psicologiche per associare sentimenti positivi o negativi al brand e spingere all'acquisto, come analizzato da studiosi di semiotica e neoretorica. A tale riguardo, si adoperano espressioni creative per rendere i messaggi memorabili, come la metafora “Metti un tigre nel motore", la similitudine “Fate l'amore con il sapore" o simboli “Red Bull ti mette le ali", in modo da generano sentimenti variegati che vengono risolti solo acquistando il prodotto, creando un legame intenso con il consumatore. Lo stesso, accade con i rotocalchi dove si scelgono parole che evocano stati emotivi specifici, rendendo il messaggio più potente e personale. In sintesi, una qualsivoglia proposta fotografica, la comunicazione visiva o scritta, non vende solo un prodotto, ma una storia, una sensazione, un'identità, utilizzando la retorica come strumento per rendere "acquistabili" le emozioni. Grazie per l’attenzione e buona riflessione a tutti.
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