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Venezia e altro con Cineuropa News

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'Venezia 2018: un Concorso a 360 gradi'
Articolo di Camillo De Marco
25/07/2018 - Apertura con First Man di Damien Chazelle, l'esordio da protagonista di Lady Gaga, e un concorso con nomi del calibro di Olivier Assayas, Jacques Audiard, fratelli Coen, Luca Guadagnino e Mike Leigh.
La 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si terrà dal 29 agosto - 8 settembre 2018. Il segno che caratterizza l'edizione di quest'anno, spiega il direttore Alberto Barbera durante la conferenza stampa di presentazione oggi a Roma, è la presenza di "moltissimi film di genere, ma d'autore. I registi hanno compreso che è necessario ritrovare il contatto con lo spettatore attraverso codici condivisi, come il western, la commedia, i film in costume, il crime movie, il musical". Quest'anno ci saranno registi affermati, magari habitué di Cannes, da Paesi anche poco frequentati come Indonesia, Siria, Kazakistan. Ma anche molte scoperte: ben otto opere prime e due opere seconde nella competizione principale. "Ogni anno scommettiamo su qualche autore nuovo e lo buttiamo nell'arena assieme ai grandi", dice Barbera.
Attesissimo, in Concorso, è il titolo d'apertura, già svelato nei giorno scorsi, il nuovo film di Damien Chazelle dopo il successo planetario di La La Land. "First Man non ha niente di simile al precedente, niente musica e sentimentalismo, siamo in territorio completamente diverso", rivela Barbera. La storia è quella di Neil Armstrong (Ryan Gosling), l'astronauta che sbarcò sulla Luna nel luglio 1969.
Altri 20 i film in concorso, in una stagione particolarmente ricca. The Mountain è diretto da Rick Alverson, regista che ha raccolto in precedenza premi a Rotterdam e Locarno. Doubles Vies di Olivier Assayas è una deliziosa e lucida commedia, la storia di due coppie che si incrociano sentimentalmente e professionalmente, dopo la rivoluzione digitale. The Sisters Brothers di Jacques Audiard è un western europeo girato interamente tra la Spagna e la Romania, con cast interamente americano (protagonista Joaquin Phoenix) e con tecnici americani. E' un western in 6 episodi The Ballad of Buster Scruggs dei fratelli Coen, con James Franco, Liam Neeson, Tom Waits. Vox Lux di Brady Corbet, con Nathalie Portman e Jude Law, è l'inaspettata storia di una ragazza che diventa una grande star pop. Atteso da anni il nuovo Alfonso Cuarón, dopo Gravity del 2013: largamente autobiografico, Roma racconta un anno nella vita di una famiglia medio-borghese nella Mexico City degli anni Settanta. Il film è stato acquisito da Netflix. Paul Greengrass riflette su uno degli episodi terroristici più atroci degli ultimi anni, con 22 July: in quel giorno del 2011 un fanatico neonazista fa una strage tra i giovani di un campus nei pressi di Oslo. Il regista ci fa rivivere il processo e il ritorno alla vita dei sopravvissuti. Una vera sorpresa promette di essere il remake di Suspiria di Dario Argento girato da Luca Guadagnino, film ambizioso pensato per anni e anni, "con Tilda Swinton in tre ruoli differenti", anticipa Barbera.
Ritorno di Florian Henckel von Donnersmarck, dopo La vita degli altri, con Never Look Away, sulla storia della Germania dal nazismo fino agli anni 60-70, che è anche una riflessione sull'arte. The Nightingale è firmato da Jennifer Kent, giovane promessa del cinema australiano autrice di Babadouk. Molto atteso anche The Favourite di Yorgos Lanthimos, con Olivia Colman, Emma Stone e Rachel Weisz, storia di Anna d'Inghilterra nel 1700. Perterloo di Mike Leigh racconta invece, con una riflessione sul potere, un episodio nella Manchester del 1919, quando una manifestazione fu repressa con la cavalleria che fece decine di morti. Il nuovo film di Mario Martone Capri-Revolution è ambientato all'inizio della Prima Guerra Mondiale, protagonista una giovane pastorella che scopre una comunità di intellettuali proto-hippy. Il nuovo documentario di Roberto Minervini, What You Gonna Do When The World's on Fire? realizzato come i precedenti in USA, si concentra sul razzismo che serpeggia in epoca Trump e la reazione delle rinate Black Panther. C'è anche il secondo film del premio Oscar di straordinario talento László Nemes, Sunset, anch'esso ambientato alla vigilia dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. David Oelhoffen è presente con Frères Ennemis, su tre amici nella banlieu parigina che si dividono, uno diventa poliziotto, gli altri due criminali. Nuestro tiempo è un nuovo tassello nel cinema di Carlos Reygadas, che interpreta lui stesso il film con la moglie Eleazar. Julian Schnabel è alle prese con il tentativo di entrare nella mente del genio artistico di Vincent Van Gogh con At Eternity's Gate, interpretato da Willem Dafoe. Acusada è un'altra scommessa del festival, film tesissimo dell'autore argentino di Gonzalo Tobal alla sua seconda prova. Infine Killing di Shinya Tsukamoto è un film in costume su un samurai incapace di uccidere.
Atteso Evento special Fuori Concorso è The Other Side of the Wind, al centro di aspre polemiche a Cannes. A Venezia ci sarà la prima mondiale, per poi sbarcare a Toronto e infine su Netflix, che ha permesso a Frank Marshall, collaboratore di Orson Welles, di realizzare questo progetto perseguito per 40 anni, e cioè dare forma compiuta ad un film girato da Welles in 35 16 e 8 millimetri tra il1970 e il 1976 e rimasto senza montaggio. "Noi individuiamo i migliori film della stagione", sottolinea Barbera. "Se alcuni film arrivano da Netflix o Amazon, non si può non fare i conti con queste innovazioni produttive e con autori che privilegiano la rete, non vedo ragione per escludere dal festival un film di Cuarón o Scorsese solo perché è prodotto da Netflix. Questo non vuol dire che non bisogna fare di tutto perché le sale siano privilegiate e sopravvivano".
Con una operazione analoga a quella di Young Pope di Paolo Sorrentino, Venezia offrirà una Proiezione speciale di due puntate de L'amica geniale di Saverio Costanzo, dal romanzo di Elena Ferrante, produzione HBO-Rai con Wildside.
Tra i Fuori Concorso d'eccellenza della Mostra, in prima mondiale, A Star Is Born, l’atteso debutto nella regia di Bradley Cooper, interpretato dallo stesso Cooper e dalla pluripremiata superstar della musica e candidata all’Oscar Lady Gaga, nel suo primo ruolo da protagonista in un film. E poi Les Estivants di Valeria Bruni Tedeschi, Una storia senza nome di Roberto Andò, Mi obra maestra di Gaston Duprat, A Tramway in Jerusalem di Amos Gitai, La Quietud di Pablo Trapero.

Concorso
First Man - Damien Chazelle (Stati Uniti)
The Mountain - Rick Alverson (Stati Uniti)
Doubles Vies - Olivier Assayas (Francia)
The Sisters Brothers [+] - Jacques Audiard (Francia/Belgio/Romania/Spagna)
The Ballad of Buster Scruggs - Ethan and Joel Coen (Stati Uniti)
Vox Lux - Brady Corbet (Stati Uniti)
Roma - Alfonso Cuaron (Messico)
22 July - Paul Greengrass (Stati Uniti)
Suspiria [+] - Luca Guadagnino (Italia)
Never Look Away [+] - Florian Henckel Von Donnersmarck (Germania)
The Nightingale - Jennifer Kent (Australia)
The Favourite - Yorgos Lanthimos (Irlanda/Regno Unito/Stati Uniti)
Peterloo [+] - Mike Leigh (Regno Unito/Stati Uniti)
Capri-Revolution [+] - Mario Martone (Italia/Francia)
What You Gonna Do When The World’s On Fire? [+] - Roberto Minervini (Italia/Stati Uniti/Francia)
Sunset [+] - Laszlo Nemes (Ungheria/Francia)
Frères Ennemis - David Oelhoffen (Francia/Belgio)
Nuestro Tiempo - Carlos Reygadas (Messico/Francia/Germania/Danimarca/Svezia)
At Eternity’s Gate - Julian Schnabel (Stati Uniti/Francia)
Killing - Shinya Tsukamoto (Giappone)
Acusada - Gonzalo Tobal (Argentina/Messico)

Fuori Concorso
Eventi speciali
The Other Side of the Wind - Orson Welles (Stati Uniti)
They’ll Love Me When I’m Dead - Morgan Neville (Stati Uniti)
Proiezioni speciali
L'amica geniale - Saverio Costanzo (Italia/Belgio)
Il Diario Di Angela – Noi Due Cineasti - Yervant Gianikian (Italia)
Finzione
Una Storia Senza Nome [+] - Roberto Andò (Italia)
Les Estivants - Valeria Bruni Tedeschi (Francia/Italia)
A Star Is Born - Bradley Cooper (Stati Uniti)
Mi obra maestra [+] - Gaston Duprat (Argentina/Spagna)
A Tramway in Jerusalem - Amos Gitai (Israele/Francia)
Un peuple et son roi [+] - Pierre Schoeller (Francia/Belgio)
La Quietud [+] - Pablo Trapero (Argentina/Francia)
Dragged Across Concrete - S Craig Zahler (Stati Uniti)
Shadow - Zhang Yimou (Cina)
Non-finzione
A Letter to a Friend in Gaza - Amos Gitai (Israele) (mediometraggio)
Aquarela - Victor Kossakovsky (Regno Unito/Germania/Danimarca/Stati Uniti)
El Pepe, Una Vida Suprema - Emir Kusturica (Argentina/Uruguay/Serbia)
Process - Sergei Loznitsa (Paesi Bassi)
Carmine Street Guitars - Ron Mann (Canada)
Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul - Francesca Mannocchi, Alessio Romenzi (Italia/Germania)
American Dharma - Errol Morris (Stati Uniti/Regno Unito)
Introduzione All’Oscuro - Gaston Solnicki (Argentina/Austria)
1938 Diversi - Giorgio Treves (Italia)
Your Face - Tsai Ming-Liang (Taiwan)
Monrovia, Indiana - Frederick Wieseman (Stati Uniti)

EUROPEAN FILM AWARDS 2018
49 lungometraggi selezionati per gli European Film Awards di Cineuropa

21/08/2018 - 35 paesi europei sono rappresentati nella lista. Le nomination finali saranno annunciate il 10 novembre al Festival del cinema europeo di Siviglia.
The European Film Academy and EFA Productions have announced the titles of the 49 films on this year's EFA Feature Film Selection, the list of feature-length fiction films recommended for a nomination for the 2018 European Film Awards. With 35 European countries represented, the list once again illustrates the great diversity present in European cinema.
In the 20 countries with the most EFA members, these members have voted one national film directly into the selection list. To complete the list, a Selection Committee consisting of the EFA board and invited experts Giorgio Gosetti (Italy), Elise Jalladeau (Greece), Christophe Leparc (France), Jacob Neiendam (Denmark), Edvinas Pukšta (Lithuania) and Alik Shpilyuk (Ukraine) has included further films.
In the coming weeks, the over 3,500 members of the European Film Academy will vote for the nominations in the categories of European Film, Director, Actor, Actress and Screenwriter. The nominations will then be announced on 10 November at the Seville European Film Festival in Spain. An eight-member jury will decide on the awards recipients in the categories of European Cinematographer, Editor, Production Designer, Costume Designer, Hair and Make-up Artist, Composer, Sound Designer and - for the first time - Visual Effects Supervisor.

The 31st European Film Awards, with the presentation of the winners, will take place on 15 December in Seville.
Here is the list of films selected:
3 Days In Quiberon [+] - Emily Atef (Germany/Austria/France)
Ága [+] - Milko Lazarov (Bulgaria/Germany/France)
Anna's War - Aleksey Fedorchenko (Russia)
Arrhythmia [+] - Boris Khlebnikov (Russia/Finland/Germany)
Ayka [+] - Sergey Dvortsevoy (Russia/Germany/Poland/Kazakhstan)
Beast [+] - Michael Pearce (UK)
Border [+] - Ali Abbasi (Sweden/Denmark)
Borg/McEnroe [+] - Janus Metz (Sweden/Denmark/Finland/Czech Republic)
Carmen & Lola [+] - Arantxa Echevarría (Spain)
Cobain [+] - Nanouk Leopold (Netherlands/Germany/Belgium)
Cold War [+] - Paweł Pawlikowski (Poland/UK/France)
Custody [+] - Xavier Legrand (France)
Diamantino [+] - Gabriel Abrantes & Daniel Schmidt (Portugal/France/Brazil)
Dogman [+] - Matteo Garrone (Italy/France)
Donbass [+] - Sergei Loznitsa (Germany/France/Romania/Netherlands/Ukraine)
Dovlatov [+] - Alexey German Jr. (Russia/Poland/Serbia)
Foxtrot [+] - Samuel Maoz (Germany/Israel/France)
Fugue [+] - Agnieszka Smoczyńska (Poland/Czech Republic/Sweden)
Girl [+] - Lukas Dhont (Belgium/Netherlands)
Happy As Lazzaro [+] - Alice Rohrwacher (Italy/France/Germany/Switzerland)
Longing [+] - Savi Gabizon (Israel)
Mademoiselle Paradis [+] - Barbara Albert (Austria/Germany)
Men Don't Cry [+] - Alen Drljević (Bosnia and Herzegovina/Germany/Slovenia/Croatia)
Michael Inside [+] - Frank Berry (Ireland)
Milada [+] - David Mrnka (Czech Republic)
Mug [+] - Małgorzata Szumowska (Poland)
One Day [+] - Zsofia Szilagyi (Hungary)
Paddington 2 [+] - Paul King (UK)
Petra [+] - Jaime Rosales (Spain/France/Denmark)
Pity [+] - Babis Makridis (Greece/Poland)
Pomegranate Orchard - Ilgar Najaf (Azerbaijan)
Pororoca [+] - Constantin Popescu (Romania/France)
Scary Mother [+] - Ana Urushadze (Georgia/Estonia)
Shock Waves: Diary of My Mind [+] - Ursula Meier (Switzerland)
Styx [+] - Wolfgang Fischer (Germany/Austria)
The Captain [+] - Robert Schwentke (Germany/France/Poland)
Giant [+] - Aitor Arregi, Jon Garaño (Spain)
The Guilty [+] - Gustav Möller (Denmark)
The House By The Sea [+] - Robert Guédiguian (France)
The House That Jack Built [+] - Lars von Trier (Denmark/Sweden/France/Germany)
Summer [+] - Kirill Serebrennikov (Russia/France)
The Wild Pear Tree [+] - Nuri Bilge Ceylan (Turkey/Germany/France/Bulgaria/Republic of Macedonia/Bosnia and Herzegovina/Sweden/Qatar)
Those Who Are Fine [+] - Cyril Schäublin (Switzerland)
Touch Me Not [+] - Adina Pintilie (Romania/Germany/Czech Republic/Bulgaria/France)
Transit [+] - Christian Petzold (Germany/France)
U - July 22 [+] - Erik Poppe (Norway)
Under The Tree [+] - Hafsteinn Gunnar Sigurðsson (Iceland/Denmark/Poland/Germany)
What Will People Say [+] - Iram Haq (Norway/Germany/Sweden)
Woman at War [+] - Benedikt Erlingsson (Iceland/France/Ukraine)

PRODUZIONE Italia
Andrea Adriatico porta la storia di Mario Mieli sul grande schermo
Articolo di Vittoria Scarpa.
20/08/2018 - Cominciate le riprese di Gli anni amari, sul noto attivista per i diritti gay. Nel cast, Sandra Ceccarelli e Antonio Catania. Una produzione L’Altra Cinemare con Rai Cinema.

Sono cominciate oggi, 20 agosto, a Milano, le riprese di Gli anni amari, film che porta sul grande schermo la storia di Mario Mieli, intellettuale, attivista, scrittore e artista di grande rilievo negli anni Settanta, tra i fondatori del movimento omosessuale italiano, morto suicida nel 1983. Il film, prodotto da L’Altra Cinemare con Rai Cinema, in collaborazione con Pavarotti International 23, è diretto dal regista teatrale e cinematografico Andrea Adriatico (Il vento, di sera, selezionato a Berlino; All’amore assente [+], vincitore ad Annecy), che lo ha scritto insieme a Grazia Verasani (autrice di Quo vadis, baby?, da cui Gabriele Salvatores ha tratto il suo film omonimo) e il giornalista Stefano Casi.
Gli anni amari ricuce alcuni momenti della vita personale e pubblica di Mario Mieli, interpretato dal giovane Nicola Di Benedetto al suo debutto cinematografico. Nato nel 1952 a Milano, Mario è figlio di genitori benestanti e penultimo di sette figli, tra cui Giulio (Lorenzo Balducci), e vive una vita intera in conflitto con il padre Walter (Antonio Catania) e la madre Liderica (Sandra Ceccarelli). La pellicola ne segue i passi a partire dall’adolescenza al liceo classico Giuseppe Parini di Milano. La gioventù e la vita notturna sfrenata nei locali gay milanesi, quando ancora omosessualità era sinonimo di disturbo mentale; il viaggio a Londra e l’incontro fondamentale con l’attivismo inglese del Gay Liberation Front; il ritorno in patria e la fondazione di “Fuori!”, prima associazione del movimento di liberazione omosessuale italiano, e dei “Collettivi Omosessuali Milanesi”; la pubblicazione del saggio Elementi di critica omosessuale; la popolarità mediatica ma anche le turbe mentali.
Gli anni amari, dice il regista, è “l’attraversamento di un’epoca, di quei vitali, difficili, creativi, dolorosi e rimossi anni ’70. È anche la rievocazione di un necessario movimento per i diritti, come quello omosessuale, che doveva inventare forme nuove per farsi riconoscere. Ed è soprattutto il ritratto di un ragazzo la cui genialità, la cui libertà interiore e la cui gioia di vivere erano troppo intense per il mondo che lo circondava”. Nel cast del film, anche Francesco Martino, Davide Merlini, Giovanni Cordì e Tobia De Angelis.
Gli anni amari è sostenuto dal Mibact, e si è avvalso del contributo di Emilia-Romagna Film Commission e Apulia Film Commission. Le riprese si svolgeranno per otto settimane tra Milano, Bologna, Sanremo, Lecce e Londra.

VENEZIA 2018 Settimana Internazionale della Critica
Giona A. Nazzaro • Delegato Generale, Settimana Internazionale della Critica di Venezia
“Una selezione che allarga i confini e rifiuta la banalità”
Articolo di Camillo De Marco.

20/08/2018 - A colloquio con Giona A. Nazzaro, il responsabile della sezione parallela del Festival di Venezia Settimana Internazionale della Critica.
Cineuropa: Partiamo dal successo della precedente edizione, "davvero al di là delle più rosee aspettative", come tu stesso hai dichiarato Giona A. Nazzaro: Siamo stati piacevolmente sorpresi dalle dimensioni di questo riconoscimento e dall'attenzione con la quale sono state accolte le opere che abbiamo presentato. Ultimo, solo in ordine di tempo, Pin Cushion, il nostro film d'apertura, è stato accolto come una rivelazione in Gran Bretagna, ottenendo un vero e proprio plebiscito dalla critica e dal pubblico. Senza contare che subito dopo Venezia Lily Newmark, la protagonista del film, è stata scelta come nuovo volto da una notissima casa di alta moda, sull'onda della sua interpretazione nel film. Pin Cushion è ancora nei cinema dopo essere stato accolto nei festival di tutto il mondo. Bertrand Mandico è diventato il regista del momento in Francia (ha firmato anche un manifesto per il rinnovamento del cinema francese sui Cahiers) mentre l'eccellente Drift, forse la scommessa del 2017 di cui siamo più orgogliosi, ha preso letteralmente in contropiede il cinema tedesco affermando che è possibile un altro modo - non necessariamente narrativo - per andare incontro al pubblico con grande successo. E’ possibile vedere su Netflix Temporada de caza di Natalia Garagiola, premio del pubblico dell'anno scorso. Su Il cratere degli italiani Silvia Luzi e Luca Bellino, non c'è altro da aggiungere: semplicemente la rivelazione di un talento senza pari. Un successo così non può che lasciarti senza parole. Anche se segretamente lo desideravi.
Dunque i festival servono davvero per promuovere la circolazione delle opere?
I festival servono a rivelare film e autori, ne sono convinto, ma non si possono imputare ai festival le mancanze di un sistema che ha smesso di fare il proprio lavoro per timore di non trarre profitto. Semmai c'è da ringraziare i festival che continuano a lavorare per creare delle possibilità di futuro per i film e i registi. I festival scoprono, promuovono e tentano di indicare autori e film che promettono di muovere incontro al futuro. Non gli si può chiedere di fare anche il lavoro dei distributori, dei critici e dei sales agents. Sono lavori diversi. Né tantomeno si può pensare ai festival come a una semplice piattaforma di lancio dei film che saranno al cinema in autunno. L'anno scorso la SIC ha offerto molte ipotesi di futuro che sono state accolte con grande favore. Ci auguriamo che accada lo stesso con questa edizione.
Con questa nuova edizione avete tentato di allargare ancora di più l'orizzonte dello sguardo.
La vera sfida è allargare i confini del mondo. Il cinema non parla solo inglese, americano. Il mondo, nonostante la propaganda populista, è fatto di tanti mondi e di tantissime esperienze. Impossibile rendere conto di questa vitalissima presenza di possibilità ed esperimenti nell'arco di soli nove film, ma il dovere di chi ha il privilegio di svolgere un lavoro di promozione della cultura e del pensiero, è di tentare, per quanto possibile, di aprire tutte le finestre quando invece la politica vorrebbe chiudere tutte le porte. Non si tratta banalmente di salvaguardare delle quote di presenze nazionali in seno al festival, quanto di tentare di intercettare i movimenti, le frizioni e, perché no, gli scontri fra forma delle immagini e urgenze della storia. Mai sociologici, mai contenutistici, ma sempre sull'onda del primato del poetico che - per quanto ci riguarda - è sempre politico. Andare al cinema - nonostante la diversificazione delle offerte possibili - è ancora un'esperienza collettiva che permette di affacciarsi su altre possibilità di vita e pensiero.
Un accenno ai film. Forse nessun filo conduttore ma, meglio, un'osservazione ampia. C’è l'attualità di Still Recording sulla guerra siriana, il primo lungo dell'italiana Letizia Lamartire, l'esordio del cinema montenegrino alla SIC con You Have the Night e il peculiare esordio alla regia della popstar finlandese Anna Eriksson.
In realtà un filo conduttore c'è - anche se non lo abbiamo cercato. Ed è il rifiuto della banalità. Nei tre anni in cui ho avuto il piacere di guidare la SIC abbiamo presentato tre esordi italiani e tutt'e tre sono esordi femminili. Un risultato del quale siamo particolarmente orgogliosi. Letizia Lamartire fa parte della famiglia SIC e per noi è un onore presentare il suo primo lungo, Saremo giovani e bellissimi. Still Recording è un film che ho seguito per quasi tre anni, vedendo varie versioni. Sin dalla primissima volta ho avuto l'impressione che si trattasse di un lavoro enorme, che aiutasse a ripensare il ruolo dell'immagine nell'era della proliferazione assoluta delle immagini. Il film, ottenuto da circa 450 ore di girato, è un'esperienza cinematografica unica che ridefinisce i confini fra documentario, osservazione, cinema diretto e realismo. Al di là del fatto che il film permette di ricontestualizzare le opposte propagande sulla Siria, il film mi ha colpito per il suo essere addirittura rosselliniano nel suo assumere su se stesso il momento storico del paese. E tutto questo senza contare che scorre via con l'intensità di classici del cinema politico hollywoodiano. M di Anna Eriksson è un film che farà molto discutere. Un film che sorprenderà tutti: una specie di Pasto nudo al femminile sull'eterno ritorno del femminino.



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