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Express de Paris à Venise – avec au bord Marcel Proust

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Orient-Express de Paris Venise avec au bord Marcel Proust

Gare de l'Est - Grandes lignes, la pi antica e ampia stazione ferroviaria di Parigi, un tardo pomeriggio destate successivo al 1900, dacch (inverosimilmente) Marcel Proust in compagnia di sua madre, Mme Jeanne Weil, sapprestava a salire sul Simplon Orient Express che da Parigi li avrebbe portati a Venezia ambita meta del loro viaggio, sulla linea che collegava Parigi a Costantinopoli e Atene, via Losanna, Milano, Verona, Venezia, Trieste, Zagabria, Belgrado, Sofia e Salonicco. Conosciuto pi semplicemente come lOrient-Express era allepoca il treno pi famoso per antonomasia, celebre per la sua raffinatezza e per la grande cura del servizio prestato, nonch l'attenzione riposta nei dettagli che caratterizzava la vita di bordo, e che garantiva, ai numerosi viaggiatori piuttosto facoltosi e spesso di alto lignaggio, un viaggio confortevole, unito al fascino e all'atmosfera di un lusso elegante e senza tempo. Marcel Proust, che da qualche tempo meditava dintraprendere un viaggio a Venezia in onore di John Ruskin (1), scrittore, poeta e critico britannico la cui interpretazione dell'arte e dell'architettura aveva influenzato fortemente l'estetica vittoriana ed edoardiana, pur senza darlo a vedere a sua madre era piuttosto eccitato allidea di salire in treno quel tardo pomeriggio:

Mi chiedevo che ora potesse essere; sentivo il fischio dei treni che, pi o meno da lontano, come il canto dun uccello in una foresta, dava risalto alle distanze, descrivendomi la distesa della campagna deserta dove il viaggiatore si affretta verso la stazione pi vicina, e il sentiero che percorre destinato ad essere impresso nel suo ricordo dalleccitazione che gli viene da luoghi nuovi e gesti non abituali, dai discorsi e dagli addii scambiati poco fa sotto una lampada straniera e che ancora lo seguono nel silenzio della notte, dalla dolcezza che si approssima del ritorno. (2)

Esaltato non tanto per aver da poco intrapreso la traduzione in francese di alcune opere dello scrittore inglese che lo avevano affascinato, quanto per limpatto emozionale che gli procurava lidea di entrare finalmente a contatto con 'Le Pietre di Venezia' che John Ruskin aveva evidenziate e commentate nel suo libro in maniera cos sublime, e dal quale Marcel '..sapprestava ad attingere in tutto il suo remoto passato fitto di dettagli, per costruire sullistante il suo s maturo' (3). Tuttavia, pur senza dimostralo, Marcel era preoccupato per la scarsa conoscenza della lingua inglese che aveva appreso unicamente a livello scolastico e che adesso, pi che mai, lo vedeva in difficolt nella traduzione in francese della opera pi importante: 'La Bible d'Amiens' (4), alla quale lautore inglese aveva lavorato fin dal 1885 (pubblicata successivamente nel 1904), e che Marcel si ostinava a voler tradurre malgrado le difficolt della lingua, per quanto fosse aiutato da sua madre e da qualche amico competente.

Acci, nonostante le scettiche considerazioni che i negazionisti di allora ponevano nei confronti del suo lavoro di traduttore, Marcel stese una lunga Prefazione (60 pagine per un testo di circa 120), che da allora accompagna la pubblicazione del libro, contribuendo al successo di John Ruskin in Francia e nel resto dEuropa. Quel successo che si ripeter con la pubblicazione in francese di un altro libro dellautore: 'Sesamo e i gigli' (5) del 1906, al quale Proust dedic unaltra Prefazione poi divenuta famosa, sulla natura estetica 'Del piacere di leggere' (6) in solitudine e al chiuso della sua stanza, nel momento in cui le parole: ..la riempivano di una vita silenziosa e diversa, di un mistero nel quale la mia persona si smarriva e ne era insieme incantata.
. . .

Di nullaltro dialogavano Mme Weil e suo figlio durante il trasferimento in carrozza verso la Gare de lEst che non fosse di John Ruskin, in un discorso infervorato quanto rispettoso da parte di Marcel. Il quale, contrariamente a sua madre Mme Weil, che riteneva 'La Bible d'Amiens' non pi di un racconto di viaggio, andava '..sostenendo che con la sua vita e le sue opere lautore aveva scritto qualcosa di pi di un grande romanzo' (6); qualcosa che, al contempo, si ripresentava come modalit principale dello spirito da contrapporre alla morte fisica dello scrittore. Avvenendo cos a ci che egli considerava allora pi di una semplice affermazione linguistica, che sandava introducendo in quella che in seguito si dimostrer essere la filosofia proustiana ampliata nella composizione ideologica de la Recherche.

Accompagnato dallo stesso spirito che aveva stimolato John Ruskin a scrivere 'Le pietre di Venezia', Marcel mise particolare entusiasmo nel posare il piede sul predellino del treno, recuperando insieme quella volont che credeva aver smarrito negli ultimi giorni in cui era stato preso dal fervore dei preparativi e che lo avevano affaticato non poco. Per quanto la sola idea del viaggio lo spingesse a meditare sullimpatto emozionale che, Marcel ne era certo, una volta giunto a destinazione, avrebbe, e ripet finalmente, investito di senso il suo abbandonarsi '..alla minuziosa ricerca (architettonica) dogni particolare dei capitelli di Palazzo Ducale o dei mosaici di San Marco' eccellentemente descritti da John Ruskin.

Ma perch sia davvero possibile trovare Venezia, occorre prima perderla - scriver in seguito Marcel Proust nelle pagine de 'Il tempo ritrovato', allorch il Narratore esita con ..un piede su una lastra pi alta e l'altro su quella pi bassa, salendo la scala dingresso di Palazzo Guermantes, da cui vede risorgere come per magia le pietre del Battistero di San Marco, mettendo cos fine a una sorta di inquietudine che ogni volta lo coglieva di fronte all inconnu meraviglioso dellarte.

Passo significativo questo di un dubbio indefinito reiterato nel tempo, che lautore de la Recherche verosimilmente doveva provare a livello emozionale riguardo al futuro, e che trasciner con s nel raggiungimento della fine, lultima parola scritta sul suo nero taccuino dappunti, poco prima della sua dipartita, conclusiva e immutabile del suo viaggio iniziatico. Onde per cui scrivere era come voler lasciare tracce al di l della propria esistenza immediata, allo stesso modo di contrastare la morte cui si destinati: Ogni inquietudine e ogni dubbio intellettuale erano dissipati. Quelli che mi tormentavano un attimo prima a proposito della realt erano spariti come per incanto. (7)

Dir Salvatore Quasimodo: 'Da qui lansia per la ricerca di una realt imitabile (solo) nello spirito' (8), che far scrivere a Proust nelle pagine di 'Il tempo ritrovato' una memorabile testimonianza.

Cos come accade in una memoria che si fatta da sola, da quegli orizzonti inegualmente lontani di solito nascosti ai nostri sguardi e dei quali la nostra vita stessa ha misurato giorno per giorno le varie distanze. Questi echi, per raggiungere la parola, la cui rassomiglianza li ha risvegliati, non avranno che da attraversare la resistente dolcezza di questatmosfera interposta che ha la vastit stessa della nostra vita, e che tutta la poesia della memoria. (9)

Forse non ci sono giorni della nostra adolescenza vissuti con altrettanta pienezza di quelli che abbiamo creduto di trascorrere senza averli vissuti scriver ancora Marcel Proust in 'La Renaissance Latine' (10) nel 1905:

Quanto a me, mi sento di vivere e pensare solo in una stanza dove tutto creazione e linguaggio di vite profondamente diverse dalla mia, di gusto opposto al mio; dove non possa trovare nulla del mio pensiero consapevole, dove la fantasia si ecciti nel sentirsi immersa nel non-me; e mi sento felice solo quando metto piede, nei pressi della stazione...

Ma '..La memoria di Proust ha (aveva) ancora bisogno di futuro dir ancora Quasimodo nella nota a 'La Bibbia dAmiens' e in quellattesa interroga le ragioni pi profonde dellarte, savvicina al silenzio del cielo attraverso le parole dun uomo che porta in s motivi e inquietudini intrinsechi nella sua (stessa) natura di scrittore lento e sinuoso'. (11)
. . .

Non appena sistemati nellelegante cabina loro riservata, arredata come un vero e proprio salottino, confortevole e lussuoso, in puro stile Art-Nouveau: con legni intarsiati e tessuti broccati di buon gusto; disposta per il giorno, con un comodo divano e un tavolo, utilizzato per la prima colazione e il t del pomeriggio, Mme Weil e Marcel si misero a proprio agio, assistiti dal personale di bordo per tutte le necessit del viaggio. Cabina che veniva trasformata per la notte in una confortevole camera con letto a castello rivestito di biancheria elegante, con acqua calda e fredda nel lavabo e la toilette collocata in un angolo separato. Ma bench fosse disponibile anche un servizio pasti in cabina, Mme Weil prefer cenare nella carrozza ristorante, convinta per ci che riguardava Marcel, ormai giunto alla matura et, di poterlo avviare ai piaceri mondani del viaggiare in treno, e lOrient Express era allepoca quanto di meglio si potesse desiderare.

a vain sans dire, in ragione del rispetto dovuto ai passeggeri di una certa classe e amanti del bel vivere, letichetta di bordo prevedeva un indiscutibile rigore riguardo l'abbigliamento da indossare, inoltre a una certa cura ed eleganza della persona, il tutto specificato nellordinamento di viaggio. Acci, l'abbigliamento durante il giorno poteva essere sportivo, ad esempio uno spezzato con cravatta per i signori e un abito da pomeriggio per le signore. Mentre per la cena, era formale che i signori passeggeri indossassero lo smoking, e le signore, un abbigliamento da gran soire nel caso vi fosse qualche personalit regale a bordo, altrimenti un abito pi sobrio e comunque pur sempre elegante, per cos dire, da sera. Ovviamente ogni altro tipo di vestiario era pressoch bandito a qualsiasi ora e in qualsiasi circostanza. In caso di viaggio come passeggero senza pernottamento a bordo (ad esempio da Londra a Parigi o da Venezia a Roma) in cui era difficile fare un cambio d'abito, in ogni caso bisognava rispettare lo standard di eleganza richiesto.

Nonostante il treno fosse appena partito, fu dato modo ai passeggeri di cambiarsi dabito per la cena che sarebbe stata servita di l a poco nella sontuosa carrozza ristorante. Comera suo solito e data let, Mme Weil indoss un ampio abito di raso nero con mantella in taffet di seta dello stesso colore che le copriva le spalle e guanti merlettati neri a mezza mano. Per Marcel pretese qualcosa che non appesantisse la sua ancor giovane figura: '..una camicia di seta bianca e una cravatta-foulard fermata da una spilla gioiello sotto lo smoking sciallato avrebbero fatto indubbiamente al suo caso'. Allorch entrambi si apprestarono a raggiungere la pregevole carrozza ristorante illuminata dalla luce soffusa delle abajours elettriche con limmancabile bouquet di fiori freschi sui tavolini, dove li aspettava una deliziosa cena preparata da esperti chefs francesi.

Cenare a bordo dellOrient Express era una delizia per ogni palato, ogni pasto era preparato con cura e competenza con materie prime di grande qualit. Tutti i pasti table dhte, pranzo (3 portate) e cena (4 portate), erano serviti da cortesi ed esperti camerieri prevalentemente italiani. Il Maitre addetto allassistenza degli ospiti li accolse convenientemente e li accompagn al loro tavolo finemente apparecchiato per due. Un cameriere arrivato sullistante serv loro due flut di champagne come apritif, accompagnato da un sorriso spavaldo. Di certo la figura slanciata ed elegante di Marcel, bench mostrasse in viso un pallore quasi innaturale, non era passata inosservata, attraendo gli sguardi delle signore presenti, per lo pi straniere di rientro dalle giornate parigine che erano ormai diventate ilclou de la socit europenne in fatto di moda, musica, teatro e quantaltro. Notato soprattutto dai camerieri italiani addetti al servizio di sala, cui di tanto in tanto egli lanciava uno sguardo volitivo da dietro la sua maschera dopale, che lasciava presagire laute mance.

La conversazione intrapresa ancor prima di salire a bordo del treno fu ripresa da Mme Weil che voleva conoscere da Marcel la ragione dellaver egli abbandonato la stesura del romanzo che stava portando avanti da alcuni anni (pubblicato solo dopo la sua morte con il titolo Jean Santeuil) (12). Dacch sorse un piccolo qui pro quo fra i due che Marcel, non volendo rispondere alla domanda di sua madre, imbast alloccorrenza, lasciando poi cadere il discorso sulla difficolt riscontrata nella continuit letteraria dello svolgimento del proprio testo, analogo a quello fatto da John Ruskin in arte, di cui Mme Weil stent a riconoscerne la conformit.

. . .

Marcel: Vedete maman, una ragione precisa al momento non c 'Si tratta, in ultima analisi, di realizzare una specie di spazializzazione dei vari motivi di identica qualit che costituiscono unopera, come se ci si trovasse dinanzi a una serie di quadri dello stesso autore che si possono abbracciare con un solo sguardo.'(13).
Mme Weil: Marcel non comprendo il perch dessere complicati a tutti i costi, quando i tuoi lettori sembrano cos ben disposti nei tuoi riguardi.
Marcel: Lo stesso John Ruskin scrive che: 'In fondo aiutare il lettore a rilevare questi segni singolari, mettere sotto i suoi occhi, i modi analoghi che gli permettano di considerarli segni essenziali del genio di uno scrittore, dovrebbe essere il compito pi importante di ogni critico'(14) che critichi se stesso.
Mme Weil: Non ti seguo mio caro, ma in quanto a John Ruskin ha ragione da vendere: 'Daltra parte i suoi testi ben si prestano a una lettura approfondita non solo delle cose dette ma anche del testo taciuto, dei continui riferimenti ad altro, delle sistematiche allusioni bibliche che vanno risolte come un proficuo esercizio intellettuale.' 15)
Marcel: Quello stesso esercizio che sono solito intraprendere, '..cos come il critico ricorda che ogni opera come un vaso che comunica con le opere passate dando vita quindi ad una sola opera.' (16)
Mme Weil: 'S'il vous plat mon coeur in che modo pensi di farlo?'
Marcel: ' compito dellartista non inventare ma scoprire (aletheia); scavare nel mondo delle apparenze riuscendo a trovare rapporti pi intimi, nelluniverso spirituale, fra le cose anche se distanti nel tempo e nello spazio.' (17)
Mme Weil: 'Continuo a pensare che tutto ci sia fin troppo impegnativo, non trovi?'
Marcel: 'In effetti lo , ma proprio quel che trovo sia pi interessante.

. . .

'Non a caso Marcel cercava nella sua scrittura lio profondo ruskiniano nascosto dal suo io superficiale attraverso un attento rilievo della sua opera'. (..) Scriver Pierre-Franois Guyot, critico letterario e traduttore francese che trova tra '..l'estetista inglese e il suo ammiratore francese dei punti di contatto psicologico molto significativi, che spiegano in qualche modo la folgorazione ruskiniana di Proust' (18). 'Primo su tutti sicuramente lo spirito di osservazione paziente, preciso, meticoloso, degli oggetti presente in entrambi.' (..) 'ddirittura Guyot si spinge oltre, attribuendo quasi la paternit della memoria involontaria a Ruskin stesso (19). 'Infatti, in Modern Painters tratta di quelle accidental associations di quelle accidental connection of ideas and memories with material things (20) che sono alla base appunto del concetto proustiano di memoria involontaria. Guyot sbagliava perch ancora non conosceva il Jean Santeuil dove gi sono presenti in toto le tematiche della reviviscenza del passato attraverso la memoria involontaria ma questo non pu comunque che mettere in chiaro un altro punto di contatto fra i due autori in una sorta di corrispondenza elettiva che poteva permettere a Proust di inquadrare la sfaccettata figura intellettuale di Ruskin.' (21)

. . .

La figura elegante del Maitre stante davanti al loro tavolino mise convenientemente fine alla loro conversazione con buona pace di Marcel:

'Excusez-moi Madame et Monsieur, pour commencer nous avons un consomm de poule ou une soupe exquise d'oignons, votre approbation s'il vous plat '

Mme Weil: 'Une vraie dlicatesse, est-ce que Marcel ne trouve pas?'

Marcel: 'Certainement maman doit dire que je ne me l'attendais pas du tout'.

. . .

Al termine della cena davvero squisita, Mme Weil non desiderando attardarsi oltre, decise di ritirarsi nella propria cabina che nel frattempo era stata trasformata in una accogliente camera a due letti. Marcel colse loccasione per una visita al cuore dell'Orient Express, la carrozza Bar, famosa per i cocktails e la calda atmosfera accogliente, con in pi il tocco del pianoforte ad accompagnare i momenti del viaggio in un ambiente rilassante e sofisticato. Tuttavia indugi sullentrata, distratto per un istante da La Bonne Chanson un brano del maestro Faur che conosceva personalmente, per quanto egli preferiva altre sue composizioni salottiere come i Nocturnes e le Ballades su temi di Baudelaire, Verlaine, Villers de LIsle-Adam.

Marcel si ramment duna sua lettera allamico musicista, in cui egli professava tutta la sua ammirazione; anche se i toni abbastanza sopra le righe facevano pensare ai suoi detrattori che lavesse scritta temendo che i suoi precedenti giudizi (non proprio positivi) avessero irritato Faur e dunque con lunico obiettivo di mantenere buoni rapporti con lamico musicista. Molti anni dopo, infatti, nella dedica a Jacques De Lacretelle, Proust scriver che tra le opere cui si era ispirato per descrivere la piccola frase della sonata di Vinteuil eseguita in casa Verdurin c'era un incantevole brano di Faur. Brano che alcuni musicologi hanno ritenuto di individuare nella Ballade pour piano et orchestre, referente alla pagina in cui il barone di Charlus, in casa Verdurin, accompagna al pianoforte il violino di Morel:

La signora Verdurin pretese dapprima un po' di violino. Con generale stupore, il signor di Charlus, il quale non parlava mai dei suoi grandi doni, accompagn con il pi puro stile l'ultimo pezzo (inquieto, tormentato, schumanniano, ma infine anteriore alla Sonata di Franck) della Sonata per pianoforte e violino di Faur. Io sentii ch'egli avrebbe dato a Morel, ricco di meravigliose doti quanto al tcco e alla virtuosit, precisamente quel che gli mancava: la cultura e lo stile. (22).

Un momento dopo, poggiatosi al bancone del bar perchiedere una coppa di champagne, fu raggiunto dal brusio delle voci dei presenti, ma pur usando una certa precauzione che solitamente lo teneva a giusta distanza da possibili problematiche insorgenti e che immancabilmente giungevano, si ritrov a stretto contatto con gente fin troppo esclusivista, che lo fece quasi temere di esporsi in prima persona, cosa questa che solitamente lo metteva in imbarazzo. I numerosi ospiti presenti, tutti uomini in quel momento, restarono comodamente seduti sui divanetti a ridosso dei finestrini continuando a fumare i loro sigari pregiati e sorseggiando dellArmagnac in coppe di puro cristallo, mentre si scambiavano frasi sulla futilit del tempo e risa convenzionali: '..quasi non gli importasse un bel niente dello scorrere della loro vita' pens.

Ci che invece davvero interessava Marcel, il quale cercava nelle vite degli altri le ragioni della propria esperienza esistenziale, ci che in seguito nella Recherche diverr unimmensa satira di s e degli altri: 'La sua corrispondenza ne la perfetta testimonianza: quando i corrispondenti con un certo senso dellhumour come la contessa di Noailles, Madame Straus e Reynaldo Hahn, vi si prestavano un po, allora le sue lettere diventavano, a volte, dei veri e propri scoppi di risa, dovuti alluso della parodia, del pastiche, della satira, dellironia su di s, dellassurdo.' (23)

gi tanto se si intravedono alcuni aspetti ridicoli (24) - scriver Proust successivamente, argomentando di un s che raccoglieva tutti gli altri o, viceversa, tutti quegli altri che erano una medesima proiezione di s, nei cui discorsi Marcel si appropriava spesso di frasi altrui da annotare nei carnets della propria conoscenza, spesso riusciscendo a carpire le emozioni e le sorprese inattese, le paure e le angosce alle quali invano ciascuno di loro cercava di sfuggire.

Dalla parte degli uomini:
Se vogliamo, si tratta di una precauzione inutile..
Qual cosa?
Mah, che dire ad esempio il rigore dindossare labito nero in societ.
Come dire che labito non fa il monaco?.
Precisamente.
In efetti, solo una convenzione sociale che ci accomuna tutti.
Meglio sarebbe vestire ognuno a proprio modo, indossare fogge e colori che pi si addicono alla propria personalit.
Se cos fosse, di sicuro ne vedremmo delle belle .
Certamente, se non altro in fatto di stravaganza, ah, ah!
Gi, la stravaganza
Nel senso di eccentricit cio di abitudini stravaganti, o cosa?
Beh, devo ammettere che di personaggi bizzarri se ne vedono non pochi in giro per le strade i Parigi.
Mai quanti se ne incontrano nei luoghi chiusi dove, come si dice, si ritrova la bonne societ parisienne, est-ce pas?
Certo che in quanto al vestire, di persone eccentriche fuori del comune se ne trovano ovunque.
Se vogliamo sia dentro che fuori del Comune, ah, ah!
In verit, un certo estro nellabbigliamento si comprende quando ci si avvicina pi allarte tout court, che non alla moda.
Estro, o estroso, come si pu ben attribuire a persona singolare, per cos dire al di fuori delle regole.
Certamente s che idea! - irruppe Marcel con in mano la coppa di champagne, cercando uno spazio di conversazione, dubbioso che stessero parlando di lui.
Sta, di fatto, monsieur ?
Gi, non mi sono ancora presentato Marcel Proust. - disse, convinto che nessuno dei presenti lo conoscesse, ma che salutarono sollevando il bicchiere e qua e l accennando un sorriso.
Ovviamente mi riferivo a chi si mette al di fuori delle regole, diciamo dei limiti abituali delle convenzioni, che pu voler dire di avere abitudini stravaganti, cos!
Personalmente preferisco di gran lunga gli artisti che so, i pittori, i poeti, i ballerini, ai quali si pu concedere di tutto
Siete di gusti davvero raffinati monsieur Proust.
Pi del necessario ... - aggiunse qualcuno.
Molto pi che raffinati si direbbe ricercati ah, ah, ah!
Mai quanto i vostri corazzieri a cavallo e capitani delle guardie monsieur (?) - lo rimbecc un altro fra i presenti.
Signori, signori, per favore, non veniamo meno a quel tanto di savoire fare che distingue noi francesi.
Noie parisien, s'il vous plat.
Gi, perch per il resto dei franceci immagino, avete ben altro da dire, cos?
Se lo credete opportuno, continuate pure a lamentarvi monsieur.
La societ quella che non si dia per scontato che siamo tutti fatti della stessa pasta
La pasta, che idea cela est tout aussi italien, et il est assez! (Quella fin troppo italiana, ed quanto basta!) ah, ah, ah!
Indubbiamente parlare di cibo non fa che rimettere in moto lappetito ... Suvvia facciamo un altro giro di bevute Garon! aprs avoir, sil vous plat.

Di l a breve, il vociare delle signore di ritorno dalle loro stanze doverano state a rifatte il trucco, riemp la carrozza come une volire, mentre alcuni fra gli uomini, stringendosi con il garbo dovuto, fecero loro posto sui divanetti. Altre preferirono restare in piedi accanto ai giovani e aitanti barman di servizio e, per cos dire, scodinsolare nella carrozza, ora avvicinandosi al pianista per fare le loro richieste in fatto di musica, ora per farsi rimirare nei loro atteggiamenti compulsivi nel parlare con un tono pi alto della voce e nellutilizzo sensuale dei lunghi bocchini davorio.

Allombra delle signore (ormai) sfiorite:

Hai veduto mia cara, c monsieur
Merd, farei volentieri a meno dincontrarlo.
Ti rammento che solo ieri lo trovavi cos meraviglioso!.
Era ieri.
Solo, ieri, vuoi dire, a conferma che la notte porta consiglio.
No, troppo arrogante per un uccello rivelatosi poi cos poco allettante, non ti pare?
Ohlal mia cara, una rivelazione di non poco conto, e dire che ci stavo facendo sopra un pensierino ...
Lascia andare, cento volte meglio il figlio del panettiere allangolo di Rue Hausmann, credimi .
Se lo dici tu, ti credo ad occhi chiusi. Passer personalmente a ordinare del pane.
Aggiungi pure una baguette e chiedi la consegna a domicilio, ne rimarrai stupendamente sorpresa.
Dici?
Aspetta, quello devessere il conte la voce mi sembra la sua, ha un tono inconfondibile.
Il tono?
S mia cara, facciamo finta di niente e avviciniamoci al tavolo della petite patisserie.
Immagino avrai provato questo
Forse non lo assagger del tutto, anche se ha tutta laria, di essere delizioso.
Mia cara, sto gi leccandomi le labbra, e non tutta colpa dello champagne bevuto durante la cena, credimi.
Non farti troppe illusioni, so di certo che gi preso da quella sfacciata di Mme
Poich dobbiamo passare questa serata insieme, facciamo in modo che almeno la conversazione non finisca col fare i soliti discorsi sulla moda e sui gioielli.

Dialogo intercorso tra uomini e donne:

Ho appreso che siete diretto a Venezia, per andare forse al Casin? - chiese interessata una delle signore presenti rivolgendosi a Marcel.
No, solo per una visita alle bellezze della citt ....
Mah, non siete solo monsieur, o sbaglio?
Sono in viaggio con mia madre per alcune settimane .
Quante virt ci fate odiare monsieur Proust! (Corneille) esclam lamica che le stava accanto, mitigando la sua conoscenza letteraria.
Voglio solo sperare ..che un giorno, (anzi) ne sono certo, tutta questa sofferenza servir, per ora non si pu fare altro che viverla. - le risponse Marcel con garbo.
a vain sans dire, monsieur noi francesi abbiamo la nostra cultura, che non trova riscontri nel resto del mondo, per quanto lo si giri. - azzard un passeggero riprendendo la conviviale conversazione intrapresa con gli altri viaggiatori.
Parigini, vorr dire
cos, siamo il centro intellettuale dellEuropa, ma in quanto a cultura riserbo qualche dubbio .
Sil vous plat, fateci partecipi delle vostre rimostranze a riguardo - chiede una signora che assiste alla coversazione.
Vi ho udito parlare di moda maschile, ma che volete saperne voi, in fatto di moda a noi signore non sfugge che avvolti dei vostri redingote sembrate tutti ugualmente vestiti da pinguini a ogni ora del giorno - aggiunge unaltra.
Se non altro non si costrette alla fedelt delluno, quando ci si presenta la possibilit di scambiarlo per un altro!
Sempre meglio di accorgersene quando troppo tardi, che sotto il bellabito spesso si nasconde una certa pinguedine, ah, ah, ah!
Une bonne blague pour vos notes monsieur Proust! (Una buona battuta da annotare ) che Proust mitig dietro un falso letterario, ch in verit tutto lo interessava, in special modo i pettegolezzi.
'Da molto tempo la vita non mi offre pi che eventi che ho gi descritto'. (25)
Sempre meglio che parlare di politica.
Si sa, da sempre la politica a Parigi la fanno le donne .
Oh oui, de la rive droite la gauche du lit ah, ah, ah!
Una scurrilit (la vostra) che mi sembra fuori luogo monsieur (..), poich a dir del vero, vi si visto assai poco attorno a una donna a letto intendo.
Si accettano scommesse solo se impegnate in prima persona Madame.
Ci devessere pure un altro modo per sgonfiare il rancore che dimostrate nei confronti di noi donne, o nascondete una ragione precipua che non conosciamo?
Oh, ma certo mia cara, quando voi donne la smetterete di gonfiarci e sgonfiarci con le vostre assidue false gelosie.
La gelosia altro non che una morbosit che si appropria della mente di voi uomini, per ci che ne rimane solo un gioco di carte
Che voi madame sapete mischiare ancora molto bene mi pare, la vostra fama vi precede, ma il baccarat seppure non prevede una sconfitta definitiva, pur annienta le vostre difese di fatto sappiamo che non accettate di buon grado perdere al tavolo da gioco.
Dipende, se perdere, significa essere poi risarcita con altri mezzi, posso sempre convenire con espedienti di maggior efficacia .
Ad esempio?
Dovreste saperlo monsieur noi donne abbiamo infinite capacit di convincimento.
Pensavo a una qualche contingente disponibilit.
Se intendete un matrimonio, dovreste sapere gi che ho detto no a molti pretendenti.
Avete forse qualcosa contro il matrimonio?
Personalmente no, ritengo il matrimonio un errore delizioso che due persone commettono insieme, ma con voi monsieur sarebbe un errore e basta.
E voi monsieur Proust, non avete qualcosa da dire in proposito non siete ancora ammogliato?
Non ancora, come tutti del resto ho anchio i miei amori ... ma ora vogliate scusarmi, si sta facendo tardi e vorrei avere gli occhi ben aperti al mio arrivo a Venezia ... la mia prima volta - aggiunse evitando possibili intromissioni nella sua vita privata.
Quand il est si il ne reste pas y que la leur donner bonne nuit monsieur
J'imagine vous ayez dj qui vous bordera les couvertures ah, ah.
Seigneur et monsieurs bonne poursuite de soire. - fin col dire Marcel, ritirandosi in buon ordine per avviarsi svogliatamente verso la sua cabina.
Le garon de service pour la nuit, gli and incontro col sorriso sulle labbra, scambiando con lui uno sguardo vellutato e sensuale cui Marcel mai avrebbe potuto sottrarsi, interpretandone una finalit secondaria che non manc, nella vicissitudine del momento, di assecondare, nella consapevolezza di un approccio fugace che pure avrebbe segnato altres la sua avventura di viaggio, affascinato comera da tutto quanto gli girava attorno. Gustave, questo il nome del ragazzo, assecond il suo desiderio immediato quando, per metterlo a suo agio, lo baci sulla bocca. Incoraggiandolo, se mai ce ne fosse stato bisogno, a seguirlo nella guardiola di servizio, dove si scambiarono quelle che molto confusamente sono chiamate alcune piacevolezze dello spirito, e che per imparzialit giuridiche oggi possibile definire meccanismi materiali di probabili costruzioni spirituali: '..ma solo se la filosofia riuscir a svelare e (ri)mettere in discussione quegli elementi che determinano la societ.' (26)

. . .

Lindomani mattina, allora richiesta, Gustave buss ripetutamente alla porta della cabina di viaggio numero diciotto. Madame Weil che si affacci a ritirare il vassoio della prima colazione, gli fece intendere con un cenno di non disturbare oltre le monsieur che stava ancora dormendo. Quando fu svegliatosi Marcel, aperse le tende e con sua meraviglia si riemp lo sguardo del magnifico scenario delle Alpi svizzere ancora innevate. Una vista superba, sfolgorante di luce, che lo ripag dellumore fosco coltivato per giorni nellumida stanza della casa di Parigi. Linverno nella sua coscienza andava ormai diradandosi, lasciando al di qua delle Alpi la pregorativa tutta italiana di un esistere soleggiato. Finalmente si sentiva bene e abbastanza in forze da affrontare linesauribile bellezza che lo aspettava delle Le pietre di Venezia, lontano dal clima austero e uggioso che negli ultimi mesi gli avevano procurato i forti attacchi dasma che deterioravano la sua gi precaria salute.
Mme Weil prefer restare in cabina fino allora di pranzo onde ammirare il panorama che di volta in volta cambiava con landare del treno, che pareva voler ..inseguire le bianche nuvole fino al mare - disse, rivelando una vena poetica che Marcel attribu allentusiasmo del viaggio. Certamente un itinerario inedito che permetteva a entrambi di cogliere in pieno spirito la naturale bellezza dei luoghi che passavano davanti ai loro occhi estasiati e che, ancor pi, li avrebbe entusiasmati al loro arrivo nella Serenissima. Quello stesso entusiamo che aveva segnato un punto focale nellavventura esistenziale di John Ruskin, inquanto: '..presenza assertiva di una scrittura prevalentemente eccezionale' (27). Per Marcel non si trattava quindi di sola evasione, piuttosto avvalorava quellaffezione che egli avrebbe voluto dare ai propri futuri lettori col rilevare il fascino dellarte, la misura di unautenticit spontanea, la leggerezza di una trama che esprimesse, seppure ironicamente, quella joie de vivre che percorreva tutta lEuropa, come pure affermava Zola: ' ..in particolar modo Paris et les Parisiens'.

. . .

Il pranzo fu servito in un altro degli eleganti ristoranti di bordo e si dilung il tempo necessario ad ammirare i panorami delle Dolomiti. Seguito nel pomeriggio da alcune ore libere onde Mme Weil e Marcel si rilassarono nella cabina di nuovo trasformata in salotto, nellattesa dellora t, in cui avrebbero attraversato il Passo del Brennero. Poi il treno avrebbe raggiunto la Stazione di Santa Lucia nella laguna di Venezia allora esatta prevista per la discesa degli illustri passeggieri:
Train en j'arrive Venise, les voyageurs qui descendent le gare Sainte Lucia sont pris de dplacer les bagages personnels sur la porte de la propre cabine et se prparer descendre du train ... La Direction du Simplon Venise Orient Express et son Staff remercient pour avoir choisi notre Compagnie et il souhaite un bon sjour. - scand lannuncio il capo-treno poco prima dellarrivo in stazione, quando gi Marcel, pronto sulluscio, avvertiva il suo lento procedere sulle rotaie come quello che sempre pi spesso lo coglieva davanti allinconnu, cos come allinconoscibile consistenza della bellezza nellarte.
Venise! Venezia! - ripeteva laltoparlante della stazione fra lo stupore e il disinganno dei viaggiatori dessere finalmente arrivati nella citt della laguna. Marcel ritard volutamente la sua discesa dal treno proprio mentre sua madre, Mme Weil, provvedeva ad affidare i suoi capienti bauli e le valigie di Marcel al portabagagli: Marcel! Marcel, mais o tu es?, al cui richiamo Marcel volutamente non rispose, prendendo tempo per appuntare sul proprio nero taccuino, la frase che pi aveva tenuto occupata la sua mente durante tutto il viaggio:
..perch sia davvero possibile trovare Venezia, occorre prima perderla.

Ci a conferma di una celata ragione che lo aveva portato a sciogliere il voto di omaggio e devozione verso il suo mentore John Ruskin: '..linsegnamento che in ultima istanza costituisce un monito a non interrompere mai lattivit cririca', e a continuare la decostruzione dogni possibile mitica alleanza. 'Come un che di rivoluzionario nella misura in cui essa non accetta le semplificazioni, ma pronta a mettere alla prova ci che si presenta come verit indiscutibile. (28).
Al dunque unintuitiva quanto embrionale forma di decostruzione attinente alla scrittura proustiana, qui sostenuta dalla frase ..perch sia davvero possibile trovare Venezia, occorre prima perderla, che diviene elemento fondante del pensiero letterario occidentale relativamente allepoca in cui stata scritta.
'La lezione pi profonda dellopera ruskiniana a tutti gli effetti assorbita nel bagaglio estetico del futuro narratore della Recherche al punto che lidea stessa di arte esprimibile con le parole di Ruskin poteva, come per sovrapposizione, essere creduta espressa da Proust stesso: ..quel che larte deve fare per noi di fermare ci che fuggente, di illuminare ci che incomprensibile, di dare forma alle cose impalpabili e di eternare le cose che non durano' (29). Un principiare di nuovo ci che stato, dalle fondamenta di unarchitettura virtuale, talvolta poetica, a una realt pressoch immaginaria che avrebbe permesso a Marcel Proust di trascendere lepoca della sua esistenza.
Quel che Marcel Proust scrisse in seguito al suo soggiorno a Venezia tra lo stupore e il disinganno, indicativo della presa di coscienza di una disillusione inevitabile quanto necessaria nei confronti della scomparsa di Albertine nella Recherche:
Siccome vi pu essere bellezza tanto nelle cose pi umili come nelle pi preziose vi godevo impressioni analoghe a quelle che tanto spesso, un tempo, avevo provate a Combray, ma trasposte su di una tonalit affatto diversa e pi. (..) Quando alle dieci del mattino, venivano ad aprirmi le persiane e osservavo divampare, invece del marmo nero delle risplendenti ardesie di SantIlario, langelo doro del campanile di san Marco. Alle volte, al tramonto, rientrando allalbergo, percepivo che lAlbertine di un tempo, invisibile, era tuttavia chiusa in fondo a me stesso come nei piombi di una Venezia interiore, i cui cancelli arrugginiti erano talora sospinti da qualche inatteso incidente, fino a schiudermi unapertura su quel passato (30), che non mi apparteveva pi, o che fose, mi sarebbe appartenuto per sempre.


Note bibliografiche:

1)John Ruskin 'Le Pietre di Venezia', A. Mondadori Editore 1982.
2) Marcel Proust 'Dalla parte di Swann', in La Recherche, Ed. Mondadori
3) Antonio Damasio 'Il s viene alla mente', Biblioteca Scientifica Adelphi 2012.
4) John Ruskin 'La Bibbia DAmiens', A. Mondadori Editore 1971.
5) Antonio Barilli Prefazione a 'Le Pietre di Venezia' di J. Ruskin, op.cit.
6) Marcel Proust 'Del Piacere di Leggere, Passigli Editori 2007.
7) Marcel Proust da Il tempo ritrovato in La Recherche - Ed. Mondadori
8) Salvatore Quasimodo Nota del traduttore in 'La Bibbia DAmiens' di J. Ruskin op.cit.
9) Marcel Proust da Il tempo ritrovato in La Recherche op. cit.
10) Marcel Proust 'Del Piacere di Leggere', op.cit.
11) Salvatore Quasimodo Nota del traduttore op.cit.
12) Marcel Proust 'Jean Santeuil', Gallimard 1955.
13) 14) 15) 16) 17) Marcel Proust Introduzione a 'La Bibbia DAmiens' di J. Ruskin, op.cit.
18) 19) 20) 21) Gianni Biondillo 'Marcel Proust: la scoperta di Ruskin', op.cit.
22) Marcel Proust in Sodoma e Gomorra La Recherche, op.cit.
23) 24) Jean-Yves Tadi 'Proust', NET Il Saggiatore 2003.
25) Marcel Proust Rime stravaganti (non comprese dallautore in una raccolta organica delle sue poesie.) Articolo apparso in La Lettura ed. Corriere della Sera 2015.
26) Jacques Derrida in Maurizio Ferraris 'Derrida e la decostruzione', Gruppo Edit. LEspresso 2009.
27) Antonio Damasio op. cit.
28) Maurizio Ferraris Il Caff Filosofico in 'Derrida e la decostruzione', op. cit.
29) Gianni Biondillo 'Marcel Proust: la scoperta di Ruskin', op. cit.
30) Marcel Proust Albertine scomparsa in La Recherche, op. cit.









(*) Nota dAutore

Fanno parte della raccolta intitolata Conversazioni con Marcel Proust tutti i saggi raccolti in Antologia Proustiana pubblicati in e-book e gli articoli apparsi in LaRecherche.it la rivista letteraria a cura di Giuliano Brenna e Roberto Maggiani, pubblicati su questo stesso sito:

Regardez-les.. - in Conversazioni con Proust - LaRecherche.it - 2011
Dans ce temps-l.. - in Da Illiers a Cabourg e-Book n.113 - 2012
Tableau Monet avec Proust - in Salon Proust e-Book n.139 - 2013
Une orchide, s'il vous plat ... monsieur Proust?- in LOrto Botanico di Monsieur Proust e-Book n. 162 - 2014
Noir Desire paroles dvoils dune multitude peuple d'une foule tourbillonnante. - in Una Cena al Ritz e-Book n. 187 2015
Orient Express . 2016

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