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Paesaggio d’Agosto

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Paesaggio d'Agosto.


Filari di pioppi nella piana verde
a distesa
dove un uccello vagabondo gioca
si perde, s’incanta
e qualche foglia ingiallita cade
cullata dal vento.
Dalla cascina sorge un leggero canto
uno scroscio d’acqua allegra
e lo sbattere dei panni sulla pietra.
Più in alto, un cielo limpido
aperto, lontano
e un sole chiacchierino, quasi dispettoso
che sbuca dalle fronde dei filari silenziosi
in fila come i pini al cimitero.
Sulla collina mesta
che s’alza dietro al cascinale
e nei campi a distesa
bei grappoli d’uve dorate
appesi alle contorte viti
già chiedono d’esser colti.
Peri e meli piegano i rami dai bei frutti saporosi
e fratte di more, ancora rosse
e nere a delimitare i solchi verso la radura.
Ed erbe mediche e ciuffi di lavanda
ortiche, malva e ginestre
dal profumo intenso
cui le farfalle allegre svolazzano d’intorno
rincorrendosi gioiose.
L’aratro è fermo
arroventato il ferro della lama sotto il sole
il cavallo sonnacchioso e stanco
asciuga all’aria immobile
l’affanno pel lavoro prestato
mentre l’uomo sdraiato sopra il prato
giace all’ombra del grande e torto ulivo
osservando intorno la distesa
colma di pace
ma nei pensieri suoi
c’è un grillo che canta senza posa.

da "Carte sparse e dimenticate" - (1966 -1976) - raccolta inedita

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