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Sui ligustri ridenti

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Pareti nude intorno

e l’albero in giardino

appare spoglio, i campi: brulli e neri.

Non è questo il mattino

dell’atteso ritorno.

 

Non c’è sentore alcuno

di primavera nuova

ma quel bozzolo fiducioso attende

mentre un merlo già cova

tra siepi. Secco il pruno

 

all’occhio pare, esala

solo spine. Invisibili

le sue gemme. Rinvia ad altro tempo

i prodigi indicibili

che Natura regala

 

e canterà lo storno

e le miti formiche 

disposte in fila avanzeranno insieme 

spartendosi fatiche.

Può nel suo breve giorno  

 

chieder giusto rimborso 

dell’orribile danno

la pupa che alla schiusa non ha un’ala?

Sarà truce l’inganno

e non varia il trascorso!

 

Ma vedrai un dolce raggio

posarsi sui ridenti

ligustri che offriranno bacche ai merli.

Nei rosai rifiorenti

ci sarà gioia a maggio.

 

Esulto a beltà nuova

dopo l’inverno mesto,

alla vita che rinasce, al mistero

che ci avvolge, a ogni gesto

che in cuor speme rinnova.

 

 Giulia Bellucci - 09/07/2018 18:09:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Una poesia nella poesia! Grazie Alberto per avermi letto e per avermi lasciato questi bellissimi versi!

 Alberto Becca - 08/07/2018 19:56:00 [ leggi altri commenti di Alberto Becca » ]

Se Natura regala a noi viventi / file di gemme e di formiche / potrà pure senza inutili fatiche / renderci oltremodo consenzienti / nell’ ammirare lo stupore senza fine / della stagione che non ha confine / del tempo che non ha mattino o sera : / l’ epopea dell’ eterna primavera / Una stagione che sarà per tutti / un trionfo di sole, fiori e frutti / un mare aperto ove solcano le vele / tra oceaniche onde latte-miele

 Giulia Bellucci - 07/07/2018 07:38:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Chiedo scusa per gli errori dettati dalla fretta e dall’uso di telefono.
Avrei dovuto scrivere
c’è ben poco
‘Credo mi abbia’ e non ‘ credo mi ha’
Così anche nel commento precedente
‘Rosa Maria’ e non ‘Risa Maria’
Poi avrei voluto scrivere che la Natura a volte è madre matrigna
Infine ‘credo’ al posto di ‘credi’

 Giulia Bellucci - 07/07/2018 07:31:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Buongiorno Antonio e grazie per avermi letto. È stata una mia sperimentazione lo schema da te giustamente messo in evidenze e forse hai ragione quando dici che è stato partorito da una mente avvezza a schemi chimici.
In realtà la biografia, pur essendomi riproposta di scrivere qualcosa di me ( in realtà c’ ben poco), non l’ho mai inserita. Credo che la mia pigrizia mentale mi ha impedito di farlo. Sicuramente l’avro detto in qualche commento di essermi laureata in Ingegneria Chimica, tanti anni fa ormai. Però sono partita da studi Classici essendomi prima diplomata in un piccolo Liceo Classico di Provincia. Tra l’altro studi che amavo molto. Eppure amavo anche le materie scientifiche, tutte e la scelta finale fu una sfida con me stessa.

 Antonio Terracciano - 06/07/2018 13:11:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

Mi sembra di aver letto, tempo fa, nella sua biografia (ora cancellata) che questa poetessa è laureata in chimica. E, al di là del contenuto (spiegato esaurientemente dall’autrice stessa) , il lavoro mi sembra davvero un gioiellino partorito dalla mente di un chimico. Le molecole sono state paragonate a strutture architettoniche, e questa poesia sembra formata da sette molecole (le sette strofe) che si ripetono in forma sempre uguale. Ogni strofa, infatti, ha due settenari all’inizio e due alla fine, ed al centro ha sempre un endecasillabo. Non solo: i settenari rimano fra loro, all’interno di ogni strofa, secondo lo schema AB - BA . Se anche la chimica trae la sua maggiore bellezza dalla ripetizione di schemi ben definiti, perché non dovrebbe trarne la poesia?

 Giulia Bellucci - 06/07/2018 08:24:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Grazie Risa Maria, Laura, Salvatore e Armando.
La primavera è una stagione che regala felicità e arriva sempre. Anche l’albero che in inverno sembra secco, si colora di verde e si riempie di fiori profumati. Eppure a volte è un po’ davvero madre matrigna, perché tradisce.
Ma credi che i canoni della felicità non debbano necessariamente essere uguali per tutti. C’è chi insegue alte mete affannosamente come chimere e chi sa già in partenza di non poter volare in alto perché non ha ricevuto le ali. Ciò non toglie che non possa essere felice ugualmente secondo criteri diversi e incomprensibili ai più!
Armando, grazie per il tuo prezioso suggerimento. Ho apportato le modifiche.
Un abbraccio a tutti e spero di riuscire a essere più presente sul sito.

 Salvatore Armando Santoro - 05/07/2018 23:56:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Armando Santoro » ]

Splendida poesia dove il verso libero disegna armonie nell’intreccio di parole ed emozioni che danno il senso pieno della primavera.

 Salvatore Pizzo - 05/07/2018 18:29:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Echi d’altri tempi che non nascondono un sentimento molto attuale, anzi lo amplificano: amore per la natura che, nel rinnovarsi, sempre ci rinnova...
Bello tornare a leggere di te...
un saluto sempre

 Laura Turra - 05/07/2018 17:37:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Cara Giulia, torni con questa tua bellissima poesia. Si legge davvero con piacere. Anch’io ritrovo sonorità pascoliane, e a me Pascoli piace tantissimo. Un abbraccio

 Rosa Maria Cantatore - 05/07/2018 17:24:00 [ leggi altri commenti di Rosa Maria Cantatore » ]

sembra una poesia d’altri tempi...sento risuonare echi pascoliani, quasi.
Intendimi: non è una poesia "vecchia" ma una bella, bellissima poesia, che sembra provenire da un affascinante passato.

A me è piaciuta immensamente.

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