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Matera, città della Visitazione

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Oh Matera, città della Visitazione

immersa nel buio d’un Sud

cui non manca mai il calore

del suo sole.

Ricordi com’eri solo ieri?

Il tuo restare un passo indietro 

e l’amara rassegnazione

che ti coprì del sapore amaro

della vergogna? 

e quel tuo viver desolato in grotte buie,

così remoto adesso,

di uomini e le sue bestie?

e tu inerte dinanzi a tale condizione?

 

Ma il sole posò su te una mano

e si stupì della tua bellezza, 

anche il cielo ti ha intarsiata di stelle

cadute dopo il crepuscolo 

accendendo così la tua notte. 

E tu città risorta toccasti il cuore 

d’un uomo santo 

che venne in veste bianca

e t’appellò città del Magnificat.

 

Sommessamente parlano i tuoi sassi,

voci scolpite nella antica pietra,

e narrano di dolori, fatiche, giovani

vite e sogni infranti. E narrano.

E le tue strade dicono d’allora,

di quando versasti sangue e lacrime,

allor che per prima nella tua terra

insorgesti contro l’oppressor nazista, 

con la dignità che tu stessa ignoravi.

 

E ora il mondo viene ad ascoltarti,

tu che oggi sei al pari d’una regina 

declamata e decantata,

narra al mondo la tua storia 

la nostra storia 

e fa che non sia più dimenticata. 

 

 Giulia Bellucci - 21/02/2019 19:15:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Grazie ad Alberto e a Grazia.

 Graced - 21/02/2019 13:38:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Bellissima descrizione in versi di Matera, città della cultura, meravigliosamente scolpita nella sua roccia . Si presenta come splendido presepe che emoziona noi che veniamo a renderle omaggio. E poi vederla illuminata di notte è come essere immersi in un sogno di meraviglie. Tu, con i tuoi versi gli hai reso l’omaggio che si merita. Un caro saluto Giulia!

 Alberto Becca - 20/02/2019 21:12:00 [ leggi altri commenti di Alberto Becca » ]

Matera è un libro aperto, una poesia perenne, un film incastonato nella roccia, un monumento senza tempo e che travalica lo spazio, un monito per l’ umanità, una metafora del lavoro umano, della fatica di generazioni, dell’ ingegno dei viventi, dell’ arte piu’ sublime e incotaminata: il vivere, la lotta per la sopravvivenza, il trionfo e al tempo stesso la sconfitta di un popolo generoso ma assai provato dalla sofferenza e dai disagi, l’ apoteosi di una terra per troppo tempo dimenticata e che ora assurge a tempio massimo della cultura europea

 Giulia Bellucci - 19/02/2019 22:36:00 [ leggi altri commenti di Giulia Bellucci » ]

Grazie cara Franca e caro Salvatore.
In realtà non sono materana, Salvatore, ma calabrese dove ho vissuto fino a quattordici anni fa. Poi mi sono trasferita in Lucania, ma nella provincia di Potenza. Questo non toglie che non possa essere orgogliosa, come italiana, di questa bella città che in meno di settant’anni è cambiata totalmente.
Levi quando venne giù rimase davvero colpito dalle condizioni di Matera e dintorni e dalla sua esperienza scaturì ‘Cristo si è fermato a Eboli’.
Molti intellettuali del tempo vennero a visitarla e dalle loro descrizioni venne alla luce come il simbolo dell’arretratezza del Mezzogiorno d’Italia. Chi visitò i Sassi, come Palmiro Togliatti, li definì “vergogna d’Italia”.
Fu con il Governo De Gasperi che iniziò il Risanamento dei Sassi, che pur prevedendo inizialmente il recupero dei rioni, di fatto ne provocò il totale svuotamento ed il loro abbandono.
Oggi invece Matera è capitale della Cultura Europea ed è una città da visitare.
A definirla poi città della Visitazione e del Magnificat fu San Giovanni Paolo II nel 1991.

 Salvatore Pizzo - 19/02/2019 18:07:00 [ leggi altri commenti di Salvatore Pizzo » ]

Di certo, questi tuoi versi splendidi, contribuiranno attivamente a far si che non sia dimenticata la tua Matera, se non altro col sentimento, animato di grande orgoglio e consapevole fierezza dell’appartenenza, che traspare solare.
Auguri e di cuore, affinchè questo possa essere più un anno di ripartenza che d’arrivo per la tua città

 Franca Colozzo - 19/02/2019 12:03:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Matera assurge nella tua poesia ad un ruolo regale, come il brutto anatroccolo della famosa fiaba di Andersen che si trasformò poi in cigno.
L’arcana bellezza nascosta tra le sue rupi e grotte ritorna al suo antico splendore nella veste rinnovata che la cultura europea è riuscita a far riemergere dalle profondità del tempo.
Matera rappresenta il volto di una civiltà mediterranea conquistata a fatica attraverso il duro lavoro nei campi ed il sudore di intere generazioni per mare e per terra.
In questo ritornare alle origini ritroviamo le vere radici del nostro passato e ad esso dovremmo attingere se vogliamo salvare l’ambiente e le nostre bellezze storiche, artistiche ed architettoniche.
Sembra quasi che la Madre Terra voglia, tramite il millenario messaggio di Matera, indicarci la strada verso il bene ed il bello.
Grazie di questo tuo omaggio a Matera, al sud e all’Italia tutta.
Un abbraccio affettuoso. Buona giornata.

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