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al testo di Irene Magni
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si perdono speranze, come perdere appuntamenti. Volgendo altrove lo sguardo.
le mani molli alle marce, i volti scesi, le solitudini.
ai lati, passano i tram – hanno semafori speciali - e pubblicità disegnate come le donne sui fianchi. ma un poco sgranate dai pixel, e senza l’audio
ricordano vetri alti di cattedrali - o pupazzi, a toccarli sanno di gommapiuma.
incontro alla loro vita, fatta di chissà cosa, e di niente gli estranei
se ne vanno.
stridono i freni, un attimo prima.
si piega il collo del mio vicino ricorda qualcosa che muore. “Non è possibile,” dice, “questo tempo”. come un cane con il padrone lo cerca fuori dal vetro. “lo senti anche tu, l’umido,” chiede. “la senti la testa girare pesante le ossa crollare come fossero briciole.”
“non è possibile,” ripete, “questo tempo”.
la prossima volta, se puoi, portami il sole. |
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