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Scrivi un commento al testo di Giovanni Ivano Sapienza
Ma il cane attende sul promontorio



Lenta scorre lacqua,
su un declivio di languore,
osserva landirivieni dei petali,
trascinati da un corso di biforcute
destinazioni.
Spiaggia immemore
di sole ed astratta
Lontananza
serba in sogno un filo damaro
Presentimento,come ad inseguirne il dischiudersi
in gloria marmorea di vasto
Diorama:cos ti convince un fiore
a seguirne limpresa di forare ad uno ad uno
molteplici strati di terra ed aria
per valicare il confine
dei viventi.
Pure giurerei che nel sogno il dramma
era fuga ilare,
tavola quadrettata
al contorno amicale.
Se uomini ancora non so,ma avevamo imparato
a declinare una noia
in transito di rachitici epigrammi,
ne avevamo dischiuso il palpito luminoso
col sorriso di chi ne recupera intatta,nel divario del tempo
larguzia nascosta ,
la spensierata allegria.

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