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Poesia d’appartenenza

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Al maestrale danno le spalle: 
così si diventa.

Qui s'impara a resistere,

il sole disinfetta.

Poco verde, ancor meno speranza.


Interrogare le discendenze:
chi è partito e perché, cos’ha dimenticato?
Certi colori.

Si aspettano tempi migliori.


Perciò, aprire di taglio le tende, 
contare i morti. 
Lucidare le pietre e andare.

 Fiammetta Lucattini - 05/08/2012 09:18:00 [ leggi altri commenti di Fiammetta Lucattini » ]

Eccomi di nuovo per lodare quello che considero un vero e proprio salto con l’asta poetico. Ciao Lory

 Silvia De Angelis - 22/07/2012 20:51:00 [ leggi altri commenti di Silvia De Angelis » ]

"....lucidare le pietre e andare, qui da sempre si aspettano tempi migliori..." trovo particolarmente suggestiva la chiusa a questa tua intensa lirica...
Buona serata mia cara

 Alessandro Mariani - 22/07/2012 18:36:00 [ leggi altri commenti di Alessandro Mariani » ]

Il primo verso sembra mostrare due diversi approcci a qualcosa che ci verrà spiegato. Il Maestrale, ( oggi con voi poetesse devo usare il vocabolario, che bello!) è un vento che viene da Nord-Ovest, e che si associa subito al mare: da qui le " spalle di sale" ( bellissima metafora, bellissima rima interna). Si diventa paurosi o coraggiosi a seconda di come si guarda il mare? E’ quindi questo il modo di cambiare, quello che tanto ci è caro e che tanto temiamo? Temiamo di cadervi dentro? Mi sembra il tema fondamentale di questa poesia.
Il paesaggio cambia ( questo è sempre cambiamento, di stile, di scena) e le colline sono bizzarramente lastricate di qualcosa che è eternamente impossibile da dire; anche qui mi viene in mente l’oggetto che ognuno di noi medita. Ma può essere la morte, questo cambiamento? Il riferimento ai camposanti me lo fa pensare. La poesia prende toni stupendamente nichilisti. Si capisce che si interroga la propria anima alla ricerca di chi è già partito (i morti). E con il tuo sguardo ci rivolgiamo agli affogati, che prendo letteralmente e non metaforicamente, conoscendo la tua propensione al sentire comune, che è bellissima. Mi è piaciuto molto il finale, a " lucidare le pietre"; gesto inutile come la maggior parte di quelli che facciamo, ma che ci fa passare il tempo in attesa di " tempi migliori". Bellissima, come nel commento di Cristina anch’io ho tenuto a mente, leggendola interamente, la metafora " spalle di sale".
Un caro saluto.

 Luciana Riommi Baldaccini - 22/07/2012 14:36:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

Immagini bellissime! Ho sentito l’aria, il sale, il sole, il riflesso di quelle pietre da lucidare... e poi andare. Portando con sé un po’ di quella malinconica rassegnazione: di chi aspetta sempre tempi migliori.

Ciao Loredana, buone vacanze!

 cristina bizzarri - 22/07/2012 11:40:00 [ leggi altri commenti di cristina bizzarri » ]

"Al maestrale entrambi danno le spalle /di sale. Così si diventa". Che meravigliosa immagine, folgorante, in una poesia genealogica (!)che trovo di una sintesi bellissima. In particolare le opposizioni "pur tornando" e "lucidare le pietre e andare". E tu, Loredana, immersa in questo "viaggio" e nella poesia. Sempre.
Ciao.

 Giovanni Baldaccini - 22/07/2012 00:43:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Baldaccini » ]

Loredana, non ti consegnare. I ritorni vanno sempre fatti a piccole dosi, te lo dice qualcuno che ne sa in prima persona più di qualcosa. Poi ci si abitua. Comunque niente male.
Ciao

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