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A proposito della poesia

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La poesia è storiografia delle verità imprescindibili dell'uomo. Cartografia
degli spostamenti e viaggi dello spirito. Evidenzia tutti i movimenti
essenziali che con l'andare del tempo avvengono nelle anime umane
e che di solito non è possibile avvertire nelle vicende quotidiane.
Trasformazioni nell'animo dell'individuo, trasformazioni nell'animo della
comunità umana, trasformazioni nell'animo del tempo. Senza la poesia
neanche potremmo accorgerci dei mutamenti degli stati d'animo e delle sue
evasioni, senza le persone che questi mutamenti intuiscono con sensibilità e
attenzione e concretizzano in parole ci sentiremmo sempre più a disagio
nei nostri corpi. Perché ci sembrerebbero sempre più disadatti ed estranei
all'anima. Insomma - non importa che nome le diamo - la poesia è ciò che
si agita dentro di noi e che contiene l'energia e la forza che mette in moto
tutto. Lo stesso vale per la comunità umana. Per la natura. E il tempo. Noi
poeti, ossia i poeti in genere, siamo quelle persone che sentono questo
disagio molto presto e intensamente, sapendolo rendere con parole e
immagini visibile e palpabile. In modo che possano riconoscerlo anche i lettori.
Che dopo riescono con più facilità a ritrovare l'equilibrio perduto. Intanto noi
poeti siamo già a caccia di versi nuovi e quindi siamo gli unici a essere privati
degli effetti benefici della poesia. Come sono privati i sacerdoti degli effetti
benefici dei loro riti. Per cui, da un lato è bello essere poeta, dall'altro
invece è molto meglio starsene in disparte, quanto più lontano possibile, e
godere comodamente la poesia da lettore. Sono perfino del parere che
quest'ultima sia l'unica vera poesia.



Traduzione dallo sloveno di Jolka Milič

 Loredana Savelli - 11/05/2013 23:18:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Cari amici, quanto siete profondi!!
A me aveva colpito la conclusione un po’ paradossale detta da un poeta: la poesia è meglio goderla da lettori, perché in qualche modo se ne fruisce più liberamente, non per obbedienza ad una piccola/grande ossessione.
Poeta che non conoscevo, mi pare una voce fresca e "laterale".

Ciao, un caro saluto a tutti.

 Luciana Riommi Baldaccini - 11/05/2013 23:02:00 [ leggi altri commenti di Luciana Riommi Baldaccini » ]

Un po’ vorrei associarmi a Maria. Forse si parla troppo di poesia, forse di "poesia" ci si riempie la bocca, e la testa, dico io, a volte con effetti nefasti di inflazione. Però intanto la prima affermazione: la poesia è storiografia delle verità imprescindibili dell’uomo. E quali sono le "verità imprescindibili"? E poi, siamo certi che la poesia ristabilisca un equilibrio? Non è capace piuttosto, come ogni espressione artistica, di spezzare gli equilibri consolidati, e attingendo alla funzione più intuitiva della nostra mente percepire qualcosa delle pieghe nascoste della cosiddetta realtà e, secondo me involontariamente, anticipare comprensioni che la "ragione" raggiungerà solo più tardi ? E non è forse per questo che alla poesia si preferisce, almeno nella nostra cultura, la narrativa di evasione, che non mette in crisi, non dà da pensare, ma semplicemente ritrae l’esistente e pure con qualche compiacimento?
Sicuramente per fare questo il "poeta" (l’uomo creativo in genere) deve tollerare e contenere dentro di sé una tensione tra istanze contrapposte, perché anche lui appartiene a questo mondo mentre per certi versi ne è fuori, perché è il suo Io ad avere le capacità rappresentative, ma il contenuto da rappresentare è una combinazione, spesso sofferta, di componenti coscienti e inconsce... tuttavia proprio per questo... è in una condizione più vitale e completa rispetto alla rassicurante identificazione con un soggetto pacificato che abbia del mondo e di se stesso una percezione letterale e superficiale. Ora, con la lampada di Diogene, partiamo pure alla ricerca del "poeta" !! ;-)

 Loredana Savelli - 11/05/2013 17:50:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

a Maria.
L’autore di questo scritto è un poeta, che trovo simpatico e acuto. L’ho scoperto stamattina, vedi, se vuoi, questo link:

http://www.filidaquilone.it/num030milic.html.

Ciao!!

 Emilio Capaccio - 11/05/2013 15:41:00 [ leggi altri commenti di Emilio Capaccio » ]

Io, invece, credo, cara Loredana, che scrivere sulla poesia, trovare un linguaggio creativo per promulgare idoneamente le sue misteriosi ragioni di esistenza mediante una definizione più o meno lunga, senza precipitare in una banalità sconcertante , sempre in agguata e miserevole, o in una difficoltà di comprensione, sia una delle cose più difficili che si possa fare, difficile quanto fare della "autentica", preziosa poesia.
Quello che dice questo medico, poeta, sloveno, sulla poesia è pienamente condivisibile, oltre che essere strepitosamente originale e vero, per cui ti ringrazio per la proposta e per questo arricchimento che non ha prezzo, né si consegue pagando un prezzo, se non con il piacere, immenso, inestimabile della tua amicizia.

Un bacio, mia dolce.

 Maria Musik - 11/05/2013 13:36:00 [ leggi altri commenti di Maria Musik » ]

Sai, Loredana, ultimamente e sempre più spesso, mi capita di leggere "scritti sulla poesia" e, magari, condividerli ma, subito dopo, sento tutta la stanchezza dello scrivere e leggere sulla poesia. Sono un po’ satura del continuo parlarne... preferisco leggerla (e, temerariamente quanto impropriamente, scriverla) e lasciare che si palesi da sola la sua potenza.

  Cristina Bizzarri - 11/05/2013 09:21:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Loredana, anche questa definizione della poesia mi sembra sottolinei - come lo he fatto De Luca in maniera secondo me ancora più incisiva e poetica - il ruolo del
poeta in quanto medium, portatore di messaggi che gli passano attraverso, e lui non può fare altro che trametterli, testimoniare la "notizia", trasportarla sul fiume (o mare) del suo sentire rendendola conosciuta al mondo. E questo spesso con fatica e duro lavoro, ecco perché mi sembrano vere le due cose, cioè che la poesia non esprime l’individualità, e che il poeta non è colui che maggiormente gusta e assapora il frutto della poesia. (anche se, dopo il travaglio, lo può fare!).
Ciao e grazie di questi spunti di riflessione.




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