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’Il miele selvatico sa di libertà’ di Anna Achmatova

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[...] Anche Anna voleva diventare poeta. Si era sempre sentita diversa dai coetanei: camminava nel sonno e parlava da sola, timida allinverosimile quando le coetanee civettavano. Verso i diciassette anni aveva scoperto il cognome tataro della nonna materna e, dopo che il padre laveva accusata di infangare la famiglia con i suoi versi, aveva adottato Achmatova come pseudonimo. Senza grandi rimpianti, visto che da sempre detestava il suono del cognome paterno Gorenko.

Da : 'L dove s'inventano i sogni. Donne di Russia' di Margherita Beljoioso, Guanda

Il miele selvatico sa di libert di Anna Achmatova dalla raccolta 'Il Giunco'


Il miele selvatico sa di libert,
la polvere del raggio di sole,
la bocca verginale di viola,
e loro di nulla.
La reseda sa dacqua,
e lamore di mela,
ma noi abbiamo appreso per sempre
che il sangue sa solo di sangue...

Invano il procuratore romano,
tra gridi sinistri della plebe,
lav davanti al popolo le mani,
e invano la regina di Scozia [nota 1]
tergeva da rossi schizzi
le palme affusolate, nellafosa
oscurit del palazzo reale...

1933

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