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al testo di Marco G. Maggi
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È una di quelle sere in cui i ricordi stagnano come l’acqua in una tinozza nell’arsura dell’estate e non mi lasciano andare a letto.
Dovrei buttarli via liberarmi della malinconia che mi morsica dentro ma sono sempre lo stesso uomo cresciuto tra gente di campagna abituata alla parsimonia
Detesto lo spreco come un nutrimento conservo anche il dolore più profondo.
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