Sarà necessario un istante che mi avvolga per mancare all’appello, quel nome muto dal quale affrancarmi. Voglio cedere, disperarmi con chi non sono rinunciare decidere cosa mi resta quando cammino accanto alla morte. Succhiare l’estasi del silenzio portando alle labbra una parola soltanto. Avrò bisogno di oscenità, di mani nervose che lascino sulle ossa un vuoto profondo arrendermi ogni notte che mi allontano spogliandomi della mia stessa voce. Servirà strapparmi via girare a vuoto per la stanza in fiamme senza trovare una via d’uscita .
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