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al testo di Michele Gentile
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Cerco una patria impigliata nel tramaglio dell’alba perduta su di una prua di carta difficile da interrogare. Da qualche parte ho ancora una madre una casa la finestra da dove ieri guardavo il mare. Posso infrangermi quando voglio se lungo la rotta procedo senza voltarmi indietro. Gli alberi non hanno radici quando piove l’arcobaleno, le onde fanno sul serio se non le distraggo con un argomento. Lo sguardo è un’ancora nessun approdo ecco perché la notte deve ancora passare e io resto straniero su questo mio petto inquieto |
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