LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Oreste Villari
Santuario di San Magno

- Se sei un utente registrato il tuo commento sarà subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sarà letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sarà inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo più veloce per commentare è quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, è possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, è possibile che tu abbia già impostato tale servizio: [ autenticati ]
Per me è “Il Santuario”.

All’ultima curva, come a cercarlo, rallento involontariamente.
Era un giorno di Primavera di tanti anni fa e già da allora avevo capito che il posto ispira anche l’ultimo dei credenti.
Certi luoghi andrebbero preservati solo per il magnetismo che trasmettono, la loro naturale sacralità. Poco importa sacri a quale religione.
Straordinario esempio, credo unico, di un’architettura rimasta tale, non agghindata da bar, alberghi, posteggi e seconde case.
Provo a raggiungerlo come un tempo, a piedi e con la stessa aria di sfida di chi vuol provare a chiedere qualcosa e magari ottenerla.

Timidamente ne rimango lontano girandogli intorno, salendo al Crosetta.
Da quella balconata mi sporgo sulla comba sottostante e mi sembra quasi di toccare il grappolo di case che è Narbona.
Su uno sperone vicino, lo sfascio delle grange Conbertrand.
Come corona i monti dell’alta valle ancora innevati, più sotto indovino i pascoli miracolosi del Castelmagno e le sorgenti del Grana.
Mi giro e ammiro il Santuario, nave incagliata in una secca del mare occitano.
Sotto un cielo che si mette a pioggia, mi affretto per l’imbarco.
Nel porticato, l’eco del mio camminare come unico rumore ed ho la strana sensazione di non essere lì per caso. Sfioro i muri bianchi e raggiungo una porticina a prua.
La apro, pochi ripidi gradini mi portano sul ponte di comando.
Sospendo il passo, sono nel cimitero.
Un pensiero al fortunato riposo di quelle anime mentre rinforza il vento ed io resto su quel ponte scoperto. Solo croci e nomi, comuni distintivi di un’invidiabile fede tramandata nei secoli.
Allora quella nave non mi sembra più incagliata. Naviga in quel mare con una manciata d’anime d’equipaggio. Nessun ammiraglio ne mozzo, nessun armatore in doppiopetto.
Solo un manipolo di amici al comando, sono loro che hanno deciso di buttare l’ancora. Uno di loro, più di tre secoli fa la buttò per primo e da allora altri lo hanno raggiunto e altri ancora lo raggiungeranno per un’inevitabile e tranquilla navigazione.

Sale una nebbiolina carica d’acqua nascondendo l’orizzonte a quell’approdo.
Timidamente e a bassa voce leggo un avviso ai naviganti:

“Voi che avete la fortuna di questo scirocco profumato di miele, di questo mare
verde smeraldo e di questa nave solida e scintillante, dico a voi, non abbiate paura all’imbarco. Mai vi sarà naufragio”.



 Mazzarello - 04/01/2011 19:26:00 [ leggi altri commenti di Mazzarello » ]

E’ un mezzo di trasporto che, in Dante, servirebbe nel Purgatorio. Siamo lì, come abbiamo già visto.

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verrà data la possibilità all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignità dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sarà tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potrà essere anche negativo ma non dovrà entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno può sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sarà memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potrà essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.