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Cinque pensieri tristi e un breve canto d’amore

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Trilla l’aria alle prime luci.

Fa opaco il vetro il fiato.

Giacigli scomposti deserti,

memorie di solitudini.

 

Acerbo pensarti:

tu già ai tuoi affanni

io nell’ennesima battaglia

che non ti racconterò, dopo.

 

Il sole sul capo,

sul tuo sentiero piove?

Non dirmi… mi parli

attraverso le ossa,

scricchiolante

ad ogni mio movimento.

Avanzi. Mi ascolto.

 

Questo bacio al tramonto

è giunto così inaspettato.

Forse il premio per la pazienza?

Forse al coraggio per tessere

un ordito di attese,

sfogliando pagine

spesso al contrario?

 

La luna ha già invaso il cielo.

È immensa. Ci osserva:

noi piccoli, in egual modo.

Non fa differenza il peso.

 

 

E poi,  quando tocco i tuoi pensieri

m’accorgo di nicchie inesplorate

e di sentieri impercorribili.

Nascondo gli occhi tra le anse.

Come appari mutevole ad ogni postura…

il mio stato è limbico.

Quando muovi le labbra odo

come il silenzio di te parla

e m’accorgo di necessità cadute

e del tempo sprecato in aridità.

E poi, quando allarghi le braccia

sento come si popola il vuoto

ed io cado ai margini ebbra

dell’odore dell’aria che tu respiri.

Quando guardo il tuo viso

ogni linea è una via

già attraversata, m’appartiene.

Leggo ogni fioritura, ogni autunno.

Sei la terra da cui amo guardare

ogni notte il mio cielo!

 Dedalus - 19/02/2020 19:42:00 [ leggi altri commenti di Dedalus » ]

È come leggere a rovescio questa lirica con quei pensieri che sanno di malinconia cui segue il canto d’amore in uno sbalorditivo connubio con ciò che avviene o forse è già avvenuto, oppure solo a livello di pensiero e quindi mancante. Notevole è il lessico poetico e rigorosamente seguita la sintassi, talché possiamo senz’altro affermare che la poetessa sa raggiungere dei livelli ragguardevoli non insidiati dal non-sapere o dall’incertezza dai timori. Ottimo componimento.

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