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Vieni mi disse

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Ecco, mi ritrovo sulla riva del mare, dopo aver peregrinato sulla terra inospitale; i miei piedi poggiavano su una terra che non mi appartiene, sulla quale mi sento straniero. I miei occhi guardavano lontano, cercando di vedere qualche cosa, qualcuno che mi fosse familiare, amico, qualcuno che potesse dirmi quale è lo scopo della mia esistenza.

 

Fu allora che udii una voce fra il rumoreggiare delle onde, una voce che mi disse "Vieni". In un primo tempo non feci molta attenzione alla voce, perchè lo spettacolo che il mare offriva, mi appariva grande e maestoso e di fronte ad esso mi sentivo inerme, impotente; ma la voce si fece più forte e disse ancora "Vieni"!

 

Ancora nulla poteva distrarmi da quello spettacolo, ma il vento si calmò, le onde si acquetarano e la voce si fece sentire ancora una volta e disse "Vieni!!".

 

Allora, facendo mente locale, ritornando indietro nel tempo, mi accorsi che il suono della voce era lo stesso, e la mia vita fu percorsa da un profondo fremito. Mi accorsi finalmente che da tempo il Signore cercava di parlare al mio cuore attratto e distratto dallo spettacolo della vita, tanto da non distinguere quella voce da cui essa procede.

 

Allora io risposi dicendo: "Come Signore"? Come potrò camminare sopra le onde del mare? Dove potrò trovare un posto per poggiare il mio piede? La voce allora si fece più personale, più diretta e mi disse: "Non ti ho io detto che se tu credi tu vedrai la gloria di Dio"?

 

Allora io dissi: "Se sei tu Signore che me lo ordini, allora io camminerò, io verrò a Te". E fu così che cominciai a muovere i miei primi passi sul mare tempestoso della vita, un poco fidando nel Signore, un poco guardando le onde del mare. Ti ringrazio Signore, per avermi fatto udire la tua voce; ora a te affido la mia esistenza, cosciente che da solo non saprei come fare, non saprei dove mettere i piedi; solo tu, oh Signore, che mi hai preso per la mano destra, mi condurrai per il tuo consiglio e poi  mi riceverai in gloria.

 

Tu, Creatore del cielo e della terra; Tu che mi hai donato la vita; Tu, che di giorno e di notte fai sentire la tua voce, fammi udire il suono delle tue parole, quel suono che l'orecchio di Elia udì e lo costrinse ad uscire fuori dalla spelonca dove si era rifugiato; quel suono che le ossa secche di Ezechiele hanno vivificato.

 

Tu che hai alitato sulla terra e l'uomo è divenuto anima vivente, fammi udire gioia e allegrezza, perchè colui che Ti ascolta, per certo vivrà.

 

 Ivan Pozzoni - 26/01/2018 17:23:00 [ leggi altri commenti di Ivan Pozzoni » ]

Bella! :-)

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