LaRecherche.it
Scrivi un commento
al testo di Bocchino Rosario
|
||||
|
la profondità che mi appare è improvvisa come una stella infranta -smisurata alla fine degli alberi se segreti fossero gli occhi, ma la notte è calore senza lampi e, io, un poco di un poco sono lì, dove il buio si risparmia, dove precipitano i fiori lì, dove nessuno ha più il ricordo della luna: mi placa l’oro di questa finestra chiusa, così la pioggia, dentro questa luce così intima; da queste parti il sogno è il mio silenzio, e dove mi cercano le ore ci saranno le schegge e le inutili cose, gli appunti delle barche e le stesse pietre; non basteranno mille cancellature il desiderio, l’amore e il risveglio, il destino di una poesia
tra queste curve vicinissime siamo necessari come gli inganni e anche la strada è un momento qualunque |
|
Per commentare devi autenticarti |
||