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the quick brown fox jumps over the lazy dog

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lasciatemi una vita da morto
o abbandonato a un progetto d’avanguardia
come, ad esempio, colono su marte

 

ci porterò un libro di sconosciuti
la cui anima è una roba inutile

 

perciò ho detto lasciatemi
intanto che vi fate ingessare tutto ciò che avete
Questo è un imperativo galante
dacché io non sono un ortopedico
o un santone

 

poi uno di voi (al meno) mi invidierà
alzando gli occhi dai cumuli
di polvere diversa, fino a tanto
che l’ennesima cometa non l’avrà spazzata

 Ferdinando Giordano - 16/07/2016 18:06:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Giordano » ]

Come sai che ti osservo? Per ogni tuo cristallino un fiore, da terra al cielo, belluomo generoso e cordiale, poeta amatissimo.

 Fausto Torre - 16/07/2016 14:49:00 [ leggi altri commenti di Fausto Torre » ]

Nando, io sono senza parole. Nel senso: sono stupefatto. Immagina me come un pesce a bocca aperta schiacciato contro Il vetro dell’acquario.

E io che pensavo di non piacerti affatto...

 Nando - 16/07/2016 14:16:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Dimenticavo l’illustrazione:
A mio modesto parere, questa voglia di estraniamento, in un certo senso reazione conseguente al giudizio impietoso su questi tempi e sui suoi linguaggi, trova la propria "carne" in una poetica del linguaggio amputato della razionalità logico-discorsiva (se non sempre apparente però sostanziale), sia appunto come distanziamento di sicurezza e sopravvivenza poetica ed umana, sia per denunciare l’insufficienza della parola logorata dall’uso e dalle convenzioni (borghesi o del consumismo letterato ed illetterato?) ad esprimere l’immutato antropologico dell’uomo (fino a quando immutato?).

 Nando - 16/07/2016 14:06:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

La prima strofa suggerisce una volontà di estraniazione da un consesso umano deludente o avverso all’idea temporale di esistenza che il soggetto ha per se stesso o per un’ipotesi di società; la seconda strofa continua esplicitamente ovvero metaforicamente l’implicito della prima che poi illustrerò. nella terza è confermato il distanziarsi da chi viene ritenuto ingabbiato in strutture di pensiero non razionale o di credenze indotte e non credibili (o ameno questo è l’opinione dell’io poetante), imputate alla colpa di ideologi o spiritualisti. Nella chiusa c’è invero la perla di questo testo: alla fine tutto sarà ridotto a polveri, tutti saremo spazzati via e alla polvere ridotti; però nel frattempo, tra ideologi e fideisti disumanizzanti, c’è chi può suggerire un altro modo di stare al mondo.

La mia, non occorre dirlo, è una lettura personalissima del testo, di fatto il suo tradimento: facoltà del lettore; però mi scuso con l’Autore per essermene avvalso.

 Cristina Bizzarri - 15/07/2016 18:09:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Sì Fausto. Un libro di sconosciuti. Anonimo, e senza l’uso di imperativi. Magari bianco, e ognuno in grado di leggerlo e finalmente comprendere, o, anche senza comprendere, sentire. Grazie.

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