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Corpo

 

CORPO

Corpo serenamente construído
Para uma vida que depois se perde
Em fúria e em desencontro vivido
Contra a pureza inteira dos teus ombros.

Pudesse eu reter-te no espelho
Ausente e mudo a todo outro convívio
Reter o claro nó dos teus joelhos
Que vão rasgando o vidro dos espelhos.

Pudesse eu reter-te nessas tardes
Que desenhavam a linha dos teus flancos
Rodeados pelo ar agradecido.

Corpo brilhante de nudez intensa
Por sucessivas ondas construído
Em colunas assente como um templo.

 

CORPO

Corpo serenamente costruito
Per una vita che poi si perde
In furia e in discordanza vivida
Contro la purezza piena delle tue spalle.

Potessi io trattenerti nello specchio
Assente e muto a ogni altro convivio
Trattenere il chiaro nodo delle tue ginocchia
Che vanno a frantumare il vetro degli specchi.

Potessi io trattenerti in quelle sere
Che disegnavano la linea dei tuoi fianchi
Attorniati dall’aria riconoscente.

Corpo brillante di nudità intensa
Per successive onde costruito
Su colonne fondato come un tempio.

 

 

[da Il giardino di Sophia, Sophia de Mello Breyner Andresen, Il ramo e la foglia edizioni, cura e traduzione di Roberto Maggiani]

 

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