LaRecherche.it

« indietro :: torna al testo senza commentare

Scrivi un commento al testo di Maurizio Soldini
Fukushima

- Se sei un utente registrato il tuo commento sarà subito visibile, basta che tu lo scriva dopo esserti autenticato.
- Se sei un utente non registrato riceverai una e-mail all'indirizzo che devi obbligatoriamente indicare nell'apposito campo sottostante, cliccando su un link apposito, presente all'interno della e-mail, dovrai richiedere/autorizzare la pubblicazione del commento; il quale sarà letto dalla Redazione e messo in pubblicazione solo se ritenuto pertinente, potranno passare alcuni giorni. Sarà inviato un avviso di pubblicazione all'e-mail del commentatore.
Il modo più veloce per commentare è quello di registrarsi e autenticarsi.
Gentili commentatori, è possibile impostare, dal pannello utente, al quale si accede tramite autenticazione, l'opzione di ricezione di una e-mail di avviso, all'indirizzo registrato, quando qualcuno commenta un testo anche da te commentato, tale servizio funziona solo se firmi i tuoi commenti con lo stesso nominativo con cui sei registrato: [ imposta ora ]. Questo messaggio appare se non sei autenticato, è possibile che tu abbia già impostato tale servizio: [ autenticati ]
Le altalene oscillano nel vuoto,
si dondolano di vento radioattivo,
e i giardini si specchiano di macerie,
i bambini non rincorrono ali
di aquilone nei cieli sporchi di grigiore.

Le nuvole interrogano il sole
negli interludi di sereno astratto
e i grattacieli ancora in piedi
soffrono di nostalgiche visioni.

Cose e bambini restano, spaesati,
gli uomini nascondono vergogne
di progresso e chiudono le bocche
celate dietro maschere antisettiche.

 Paolo Ottaviani - 29/03/2011 15:11:00 [ leggi altri commenti di Paolo Ottaviani » ]

Ottima conclusione, caro Domenico, per un mini-dibattito forse non del tutto peregrino...a tutti il mio più caro saluto!

 Domenico Morana - 29/03/2011 13:37:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Timidissimamente e solo per il partito preso della Poesia e della fratellanza dei Poeti di fronte alla sofferenza, sia quella d’uno solo, sia quella di migliaia, propongo, spero non a sproposito, Marziale e Stazio, sicuramente ben presenti a Leopardi duemila anni dopo:

« Ecco il Vesuvio, poc’anzi verdeggiante di vigneti ombrosi, qui un’uva pregiata faceva traboccare le tinozze; Bacco amò questi balzi più dei colli di Nisa, su questo monte i Satiri in passato sciolsero le lor danze; questa, di Sparta più gradita, era di Venere la sede, questo era il luogo rinomato per il nome di Ercole. Or tutto giace sommerso in fiamme ed in tristo lapillo: ora non vorrebbero gli dèi che fosse stato loro consentito d’esercitare qui tanto potere. »
(Marziale Lib. IV. Ep. 44 )

« Crederanno le generazioni a venire [...] che sotto i loro piedi sono città e popolazioni, e che le campagne degli avi s’inabissarono? »
(Stazio Silvarum Liber III )

Un caro saluto ai Poeti.

Domenico

 Paolo Ottaviani - 29/03/2011 13:11:00 [ leggi altri commenti di Paolo Ottaviani » ]

perché generalizzare? Le tue, in gran parte, mi appaiono belle poesie..."poesiola", per me, rimane "Fukushima" per i motivi, tautologici e no, che ho provato a spiegare...Ciao!

 Maurizio Soldini - 29/03/2011 12:26:00 [ leggi altri commenti di Maurizio Soldini » ]

Mi piacerebbe tanto replicare a questa ulteriore tautologia ottavianica, avrei tanto da dire sul piano ermeneutico, storico, filosofico e letterario, ma per modestia e per non provocare ulteriore inutile polemica e sbavature di parole, chiudo qui e continuo a scrivere poesiole...

 Paolo Ottaviani - 29/03/2011 10:56:00 [ leggi altri commenti di Paolo Ottaviani » ]

"poesiola" perché, a mio modestissimo parere (e dico "modestissimo" con cuore sincero, bando alle facili ironie!) del tutto sproporzionata rispetto alla vastità della catastrofe e alle sue nefaste conseguenze in un lungo futuro, oggi umanamente inimmaginabili. Nella "ginestra" leopardiana, per esempio, possiamo sempre leggere parole poetiche, imperiture di verità. Ma fu scritta da un genio, duemila anni dopo la catastrofe di Pompei. Non vi è allora un tempo per la storia e un tempo per la poesia?

 Maurizio Soldini - 29/03/2011 09:42:00 [ leggi altri commenti di Maurizio Soldini » ]

Un poeta, sicuramente più autorevole di Soldini, ampiamente laureato e riconosciuto, tra trecce e intrecci, e arcadie manieristiche, - sto parlando di Ottaviani, (e che necessità c’è di tirare in ballo un premio Nobel, Quasimodo), si meraviglia della repentinità nello scrivere davanti ai fatti che accadono nel mondo...
E su questo fatto bolla, come "Pontifex Maximus" della poesia, un testo "poesiola"...
Lo faccia pure, ma almeno argomenti e non incappi in una petitio principii. Non incappi soprattutto in una lettura superficiale dei testi, prima di esprimere giudizi, che poi lo debbono fare ricorrere ad una excusatio non petita sull’energia nucleare...

 Paolo Ottaviani - 29/03/2011 09:12:00 [ leggi altri commenti di Paolo Ottaviani » ]

Nessuna arcadia e tanto meno nessuna fiducia cieca nelle sorti "progressive" della scienza. Lo stesso "laico" Leopardi le aveva ridicolizzate. (Personalmente sono contro il nucleare, da sempre). Solo lo stupore della repentina reattività. Di solito la poesia ha bisogno di percorsi carsici. Un poeta, forse più autorevole di Soldini, di fronte alle tragedie provocate dall’uomo (le guerre), si era chiesto: "E come potevamo noi cantare".

 Franco Fabiano - 29/03/2011 09:10:00 [ leggi altri commenti di Franco Fabiano » ]

Caro Maurizio, anche il suo testo cerca di dare voce alle tante vittime (molte altre ce ne saranno in avvenire, causate dalle conseguenze delle radiazioni) di questa nuova immane tragedia annunciata; tutti conosciamo la pericolosità del nucleare che, sommata alla zona altamente sismica, può dare esiti incontrollabili. Ne abbiamo nuovamente prova, come al tempo di Chernobyl, nella irresponsabilità assoluta di quanti ancora cercano di ridimensionare l’accaduto. Non credo che cittadini e varie organizzazioni ambientali debbano tacere, credo sia doveroso esprimersi in modo chiaro ed inequivocabile. Inoltre, ritengo una priorità la tutela dell’ambiente in concomitanza alla salvaguardia delle popolazioni.
Saluti. Franco Fabiano

 Loredana Savelli - 29/03/2011 08:25:00 [ leggi altri commenti di Loredana Savelli » ]

Mi ha ricordato lo spettrale "Girotondo" di Fabrizio de Andrè: lo stesso sguardo sgomento.
Un saluto

 Maurizio Soldini - 29/03/2011 07:40:00 [ leggi altri commenti di Maurizio Soldini » ]

Ma come si fa, dopo una così immane e disgraziata catastrofe, a stare muti?!
Soprattutto quando si è causa di una tragedia sommersa legata all’impresa dell’uomo che in un orizzonte positivista e illuminista (le "magnifiche sorti e progressive" leopardiane) pensa di risolvere problemi con la scienza e con la tecnica e invece provoca solo catastrofi. In questo caso una catastrofe nucleare, per ora solo accennata. Quello che in questo testo si vuole mettere in evidenza è proprio la catastrofe creata dall’uomo, non quella naturale, e denunciarla.
Mi fa piacere che dopo di me, almeno altre due voci si sono levate in questo blog sulle vicende di Fukushima, a contrastare l’arcadia di Ottaviani.
Sulla "poesiola" e per di più pronta per l’uso, non faccio commenti. Si commenta da sola.

 Paolo Ottaviani - 28/03/2011 21:58:00 [ leggi altri commenti di Paolo Ottaviani » ]

Ma come si fa, dopo una così immane e disgraziata catastrofe, ad avere una poesiola pronta da pubblicare?!?!
"The rest is silence." (William Shakespeare, Amleto)

Leggi l'informativa riguardo al trattamento dei dati personali
(D. Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 e succ. mod.) »
Acconsento Non acconsento
Se ti autentichi il nominativo e la posta elettronica vengono inseriti in automatico.
Nominativo (obbligatorio):
Posta elettronica (obbligatoria):
Inserendo la tua posta elettronica verrà data la possibilità all'autore del testo commentato di risponderti.

Ogni commento ritenuto offensivo e, in ogni caso, lesivo della dignità dell'autore del testo commentato, a insindacabile giudizio de LaRecherche.it, sarà tolto dalla pubblicazione, senza l'obbligo di questa di darne comunicazione al commentatore. Gli autori possono richiedere che un commento venga rimosso, ma tale richiesta non implica la rimozione del commento, il quale potrà essere anche negativo ma non dovrà entrare nella sfera privata della vita dell'autore, commenti che usano parolacce in modo offensivo saranno tolti dalla pubblicazione. Il Moderatore de LaRecehrche.it controlla i commenti, ma essendo molti qualcuno può sfuggire, si richiede pertanto la collaborazione di tutti per una eventuale segnalazione (moderatore@larecherche.it).
Il tuo indirizzo Ip sarà memorizzato, in caso di utilizzo indebito di questo servizio potrà essere messo a disposizione dell'autorità giudiziaria.