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da ’La voce a te dovuta’

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Quando tu mi hai scelto
- fu l’amore che scelse –
sono emerso dal grande anonimato
di tutti, del nulla.
Sino allora
mai ero stato più alto
delle vette del mondo.
Non ero mai sceso più sotto
delle profondità
massime segnalate
sulle carte di mare.
E la mia allegria era
triste, come lo sono
quei piccoli orologi,
senza braccio cui cingersi,
senza carica, fermi.
Ma quando mi hai detto : “Tu”
- a me, sì, a me, fra tutti –
più in alto ormai di stelle
o coralli sono stato.
E la mia gioia
ha preso a girare, avvinta
al tuo essere, nel tuo pulsare.
Possesso di me tu mi davi,
dandoti a me.
Ho vissuto, vivo. Fino a quando?


So che tu tornerai
indietro. E quando te ne andrai
ritornerò a quel sordo
mondo, indistinto,
del grammo, della goccia,
nell’acqua, nel peso.
Sarò uno dei tanti
quando non ti avrò più.
E perderò il mio nome,
i miei anni, i miei tratti,
tutto perduto in me, di me.
Ritornato all’ossario immenso
di quelli che non sono morti
e non hanno più nulla
da morire nella vita.

 

 Laura Turra - 30/05/2019 20:20:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

proprio come dici tu, Paola... Sono lieta di averti fatto conoscere questo testo...
Buona serata

 Paola Salzano - 30/05/2019 16:50:00 [ leggi altri commenti di Paola Salzano » ]

Leggo per la prima volta questa poesia di Salinas e devo dire che mi ha colpito parecchio.
Una bella proposta, sulla forza dell’amore, che ci permette di uscire dall’anonimato agli occhi dell’amato, infondendo nuova linfa, portandoci fin sulle stelle o nella terra pi buia.
Grazie.

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