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Qui finisce l’inverno

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Il giallo sui rami prima del verde
ormai irreversibile,
fatto di tanta bellezza
che sola si esprime per dono divino:
silenzioso mistero la crescita,
il coraggio di gemme
che si concedono a vita
negli interstizi, nei tagli delle cortecce,
il bianco di narcisi su steli
che sporgono da crepe nuove e fessure.
Qui finisce l'inverno.

E tutto l'amore cercato
è negli orli piegati d'una pagina aperta,
presto i fiori verranno
e domani l'ardente di più della rosa.

 

 Laura Turra - 14/03/2019 08:03:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Gil, carissimo Poeta, un grazie speciale per queste parole bellissime e perfette, perché sai leggere nel testo, ti avvicini al cuore fino a toccare con grande delicatezza luoghi di me profondamente interiori. Grazie per la tua continua e preziosa presenza.
A te tutto il mio bene.

 Laura Turra - 14/03/2019 07:51:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Giovanni, grazie a te, per la tua lettura, per la tua presenza. Un abbraccio

 Gil - 14/03/2019 07:28:00 [ leggi altri commenti di Gil » ]

Occorre dire con urgenza che la Turra non è mai poetessa del banale ovvero dell’ordinario o meglio: ella, proprio perché poetessa di genio e di talento, offre il proprio grembo creativo all’ordinario (mai banale) riportandolo o ad un’originale, quando non originario, splendore oppure trasfigurandolo e svelandone perciò aspetti di bellezza e di verità. Premessa quindi la cifra poetica di Laura Turra, verrei ora al testo
Un avverbio e un aggettivo, con il loro essere l’uno accanto all’altro, c’introducono, non solo (insieme al"qui" del corsivo) il tema implicito ma anche l’orizzonte poetico in cui sorgono e trovano voce propria i versi della Turra, una voce direi particolarmente originale, unica, sia per bellezza e accuratezza di scrittura, sia per quell’eco filosofica che spesso paiono riverberare sul lettore, ma anche quell’"ostinata" speranza che i segni della primavera ovvero le metafore che questa ci regala sono più forti e nella loro evidenza così eloquenti, che non possono non segnalare con quel "qui finisce l’inverno", così intensamente protestato che l’apparente ossimoro tra significanti, significato e il senso nell’intratestuale, l’" ormai irreversibile " di timbro sempre "ferale" qui viene ribaltato come una "rinascita" senza più morte, tutto il senso esistenziale di uno sguardo poetico, quello dell’Autrice, che scorge per sé e profeticamente per tutti, come ogni notte dell’anima conoscerà sempre il ritorno dell’alba e l’alba sarà sempre quella luce "ormai irreversibile", definitiva vittoria della rinascita sulla morte; eppure, perché tutto questo incontri il nostro sguardo, ci dice la Turra, ci vuole da parte nostra, poiché per chi ha fede tutto viene per fono divino, " il coraggio di gemme/che si concedono a vita", cioè quella resistenza dell’anima ai suoi rigori invernali interiori che spesso l’attanagliano, che spesso la conducono a credere "ormai irreversibile" non la fine dell’inverno ma la sua perduranza eterna. Ma c’è ancora qualcosa di più, c’è ulteriore bellezza nella Turra ed in questi versi o meglio rivelata nella seconda strofa, negli ultimi versi: Laura Turra non è poetessa che scinde la carne dallo spirito, lei non divide, non esalta il primo e non disconosce la voce della seconda, lei recupera un’integrità dell’umano, che congiunge tra loro, quando autentica, le dimensioni sia della carne sia dello spirito, così come, appassionata poetessa dell’alba, sa intimamente, ovvero lo rivela a noi con la sua poetica, che la bellezza di quella luce che precede il mattino porta seco la gravità della notte, rifulge proprio perché grido notturno di liberazione, così come la parola grida e libera il silenzio, per cui in chiusura vi dice che l’inverno del cuore finisce davvero e per sempre oppure ogni volta quando è cercato l’amore, quando l’amore viene incontrato in un "tu" di relazione d’amanti, foss’anche quel "tu" e spesso lo è, d’unano o di divino, "negli orli piegati d’una pagina aperta" ("terribile" fare gli orli alle pagine; notate qui il dettaglio significante l’aggettivo "aperta", cioè una relazione con un " tu" che sia viva, non un "tu" dimenticato in un libro chiuso); perché è in quel "tu" ovvero in quello stare di fronte ad un proprio e personale "tu" l’ accadere il "domani l’ardente più della rosa".

Dev.mo Tuo

 Giovanni Rossato - 14/03/2019 07:25:00 [ leggi altri commenti di Giovanni Rossato » ]

Crazie per questa poesia così piena di speranza.

 Laura Turra - 14/03/2019 05:02:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Molte grazie, Alberto, tutte quelle che la nuova stagione può portare.
Ricambio l’augurio per una bella primavera.

 Alberto Becca - 13/03/2019 21:13:00 [ leggi altri commenti di Alberto Becca » ]

Una poesia che ne contiene due oppore due poesie che diventano una, si con-fondono, si integrano, si migliorano a vicenda, nella loro non troppo apparente drammaticità: il tutto è delimitato da un "lapidario" "Qui finisce l’inverno" Purtroppo l’inverno potrebbe non finire qui avere lunghe code, mostrare rigurgiti o riprese, oppure sfociare in una nuova e diversa stagione, indistinta, non definibile e incontrollabile a causa dell’impazzimento progressivo del clima: il mio augurio è che Tu possa vivere, fra breve, un primavera "vera", prolungata, rasserenante

 Laura Turra - 12/03/2019 18:38:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Ti ringrazio, Graced, della tua visita, è un vero piacere averti qui tra i miei versi.
Un abbraccio

 Graced - 12/03/2019 17:50:00 [ leggi altri commenti di Graced » ]

Si, in effetti l’inverno è finito, lo si vede dalle gemme in sboccio e dal verde rilucente nei campi. La primavera rinnovamento e rinascita della nature e, così si spera, per quella degli uomini. Splendidi versi!

 Laura Turra - 12/03/2019 11:03:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

Lino, grazie sempre per la tua attenzione e… buona primavera!

 Lino Bertolas - 12/03/2019 10:55:00 [ leggi altri commenti di Lino Bertolas » ]

Una poesia che parla della fine dell’inverno, una metafora del desiderio di uscire dal male e dalla morte quotidiana verso lo sbocciare della vita e della speranza. E allora ... bentornata primavera!

 Laura Turra - 12/03/2019 10:45:00 [ leggi altri commenti di Laura Turra » ]

I fiori che si concedono alla prima occhiata di sole, incuranti del possibile ritorno del freddo, la dicono lunga sulla fiducia in un bene presente, in una primavera che, lo sappiamo, presto sarà inarrestabile.
Grazie, Alice, della tua lettura e anche per aver apprezzato.

 Alice P - 12/03/2019 09:33:00 [ leggi altri commenti di Alice P » ]

Ciao Laura.

Stamane ho proprio scritto una poesia sulla fine dell’inverno, ma poi, affacciandomi alla finestra, ho notato la neve sulle montagne. Il clima è impazzito, e così impazziscono anche le metafore sull’argomento.

I fiori hanno veramente bisogno di coraggio per sbocciare in un tempo così ballerino.

Bellissima poesia.

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