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Dialettica

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Dialettica

 

Greve cade l’accento su «polemica».

Ai Giornalisti lasciala. Già infuriano

i balestrucci con le lor vertigini

d’ombra. Cresce il meriggio, fuori, immane.

 

Queste parole un poco «alluminate»

se non «di puro argento e d’oro», almen corrusche

siano d’un bronzeo ignoto baglior sùbito

e mia corazza la dialessi. Eppure

 

non m’è mestiere avere l’armi in pugno

né pur mostrare i muscoli, Domenico.

Bastino i pianti. Sorge all’improvviso

dal ritmo interno una memoria arcana.

 

Faville d’intelletto, epifanie

forse del Vero… E cosa è il vero

se non spirito infuso in intervalli

di tempo, ch’è interiore, o non esiste?

 

Con le celate alzate ancor guardiamoci.

Cos'è questo duellare dialettico

in mezzo a nebbia diaccia, maja vana?

Allo splender dell'alba conciliamoci.

 

 

 

 

 

Paolo Melandri

30 giugno 2013

 

P.S. Le parole tra virgolette basse o «a sergente» vengono dal Falstaff di Verdi-Boito.

 Nando - 01/07/2013 07:27:00 [ leggi altri commenti di Nando » ]

Ma io ringrazio tutt’e due: uno spettacolo pirotecnico di umiltà e letteratura, segno di un vero sapere e capacità magistrale d’insegnare già solo con la testimonianza d’anore per la scrittura letteraria.
Se posso, con stima per entrambi.

 Paolo Melandri - 30/06/2013 19:54:00 [ leggi altri commenti di Paolo Melandri » ]

Carissimo Domenico, evidentemente un’"iperirritabilità dello spirito" di thomasmanniana memoria m’ha abbagliato, e spinto a preder fischi per fiaschi. "Quale abbaglio mai presi!", per citar Da Ponte. Ahimè! Ma il tuo nuovo commento, con cui mi fornisci la chiave interpretativa del primo, mi rallegra ora tanto più profondamente quanto più m’accorgo di quanto ho frainteso le tue parole ove il vento-spirito era il più profondo incanto, se non mi rabbuiasse la constatazione che avrei dovuto capire, capire all’istante, capire a fondo, e non aspettarmi da parte tua, amabile maestro, alcuna maliziosa critica. La malizia è dunque stata tutta mia, ma me lo perdono, perché stanotte ho fatto nottata, a causa dell’insonnia. Questa dolorosa esperienza mi rafforzi nella sincera adesione alla letteratura e alla serietà che essa richiede. In lacrime t’abbraccio. Con profonda stima e gratitudine. P.

 Domenico Morana - 30/06/2013 17:51:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Ma bada Paolo che non c’era alcun intento polemico nel commento al tuo-nostro Trakl, Adone o Elis che dir si voglia. Mai e poi mai da me che poi su questo schermo ho sfacciatamente proposto pure una "traduzione" da Dino Campana, o traduzioni di traduzioni, roba da Vincenzo Monti, insomma. Sarebbe come contraddirsi. No-o? Mi sembrava solo che il cenno potesse aggiungere piuttosto che togliere magia (che è nel vento, è nel vento, non in quel che viene spinto verso l’oscurità).

Ti abbraccio, grazie.

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