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Racconto di vita

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Racconto di vita

 

Nella luce che declina, assisto senza rimpianti alla scomparsa della specie. Un ultimo raggio di sole sfiora la pianura, passa sopra la catena montuosa che sbarra l’orizzonte verso est, tinge il paesaggio desertico di un alone rossastro. I reticolati metallici della barriera di protezione che circonda la casa scintillano. Fox ringhia piano; percepisce probabilmente la presenza dei selvaggi. Per loro non provo alcuna pietà né alcun sentimento di appartenenza comune. Li considero semplicemente come scimmie un po’ più intelligenti, e di conseguenza più pericolose. Mi capita di aprire la barriera per soccorrere un coniglio o un cane randagio; mai per soccorrere un uomo.

Non mi verrebbe mai in mente, nemmeno, di accoppiarmi con una femmina della loro specie. Spesso territoriale negli invertebrati e nelle piante, la barriera interspecifica diventa principalmente comportamentale nei vertebrati superiori.

 

La prima legge di Pierce identifica la personalità con la memoria. Nella personalità esiste solo ciò che è memorizzabile (sia tale memoria cognitiva, procedurale o affettiva). È grazie alla memoria, per esempio, che il sonno non dissolve affatto la sensazione di identità.

La seconda legge di Pierce afferma che la memoria cognitiva ha come supporto adeguato il linguaggio.

La terza legge di Pierce definisce le condizioni di un linguaggio diretto.

 

Le tre leggi di Pierce avrebbero posto fine ai tentativi rischiosi di downloading memoriale tramite un supporto informatico, a beneficio da una parte del trasferimento molecolare diretto, e dall’altra di ciò che conosciamo oggi sotto il nome di racconto di vita, inizialmente concepito come semplice complemento, una soluzione di attesa, ma che in seguito ai lavori di Pierce avrebbe assunto un’importanza considerevole. Così, questa avanzata logica fondamentale avrebbe curiosamente riportato in auge una forma antica, in fondo abbastanza vicina a quella che si chiamava un tempo autobiografia.

Riguardo al racconto di vita, non ci sono prospettive precise. L’inizio può avere luogo in qualunque punto della temporalità, come il primo sguardo può cadere su qualunque punto dello spazio di un quadro; l’importante è che, a poco a poco, l’insieme ricompaia.

 

 Lorenzo Mullon - 03/06/2014 15:15:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

scusa, ma questo Pierce mi sembra sempre di più un piercing di carnevale, con tutte queste maschere
per farmi capire meglio - se ti interessa, eh, solo se ti interessa, non pretendo, magari sbaglio, sicuramente sbaglio - è vero che la personalità trova la sua stampella nella memoria, ma noi siamo prima della personalità, della sua costruzione, dei suoi riconoscimenti, veniamo prima di queste architetture
la sensazione di identità, non di identificazione della personalità, è connaturata al nostro essere, al nostro essere profondo, per chi ha la fortuna di essere in contatto con se stesso
la sensazione di identità non c’entra nulla con la memoria, con il vissuto personale, con il racconto della propria vita, qualunque sia

 Lorenzo Mullon - 03/06/2014 10:20:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Mullon » ]

occhio, la personalità e la sensazione di identità sono opposte
nella sensazione il segreto dell’essere

  Cristina Bizzarri - 03/06/2014 08:30:00 [ leggi altri commenti di Cristina Bizzarri » ]

Testo raffinatissimo, aristocratico, controcorrente. Tagliente. Lo leggo subito dopo aver letto un breve saggio su Jane Austen e le true manners. Ci vedo un
collegamento. Sempre istruttivo e per me ... sfidante leggerti.

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