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Melanconia

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Melanconia

 

Madre di greve sangue, i’ arcipigro

gravame della terra, voglio dire

che cosa sono, e quali i miei poteri.

La bile nera io sono, come un tempo

si diceva in latino, e nei parlari

ed ora si ripete sulla terra:

nessuno, sai, nessuno mi conosce.

So scriver versi buoni, con l’aiuto

della follia, come quelli dell’uomo

che làsciasi guidar dal saggio Febo,

il padre d’ogni arte. E solo temo

che intorno a me si generi il sospetto,

sì, come se volessi perlustrare,

scrutare fisso spiriti infernali,

così ch’io annunci pria che venga il tempo

quello che ancor non è. Intanto sono

una poetessa e mia caduta canto

e canto quel ch’io sono e che non sono.

E questa fama vien da nobil sangue,

da spirito celeste, se esso aleggi

su me. Accendo allora gli umani cuori

come s’io fossi un dio, ed essi certo

vanno fuori di sé, cercando vie

più che mondane. Se qualcuno ha visto,

se mai qualcuno ha visto qualche cosa

per mano di Sibille e Pitonesse,

ciò avvenne grazie a me, grazie a me sola.

 

 

 

 

 

Paolo Melandri

21 ottobre 2013

 

 

 Domenico Morana - 21/10/2013 21:03:00 [ leggi altri commenti di Domenico Morana » ]

Il Braille dei poeti! Inchiostro tipografico in rilievo su carta croccante che profuma di pane vero. Pleiadica, ronsardisante.
In breve, Paolo, memorata.

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