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Serenata notturna

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Io mi desto d'averti sognata

nel primo dolce sonno della notte.

Quando i venti spirano più lievi

e scintillano le stelle ininterrotte:

io mi desto d'averti sognata,

e uno spirito i miei piedi,

chissà come, mi ha guidato,

alla finestra della tua stanza, o cara!

 

I venti vaganti svaniscono

sulla buia, tacita corrente –

gli odori di champaka si dileguano

come dolci pensieri nel sogno della mente;

il pianto dell'usignolo

muore sopra il suo cuore;

e così devo io sul tuo,

io che ti sono fratello d'amore!

 

Oh, su dall'erba levami!

Io muoio, io svengo, io manco!

Che il tuo amore su me si dispieghi

baciando le labbra, le palpebre stanche.

La guancia ho fredda e bianca, ahimè!

Il mio cuore batte forte e veloce; –

oh, premilo ancora stretto a te,

dove poi si fermerà la sua voce.

 

© Paolo Melandri (22. 6. 2018)

 Chanteloup - 23/06/2018 23:52:00 [ leggi altri commenti di Chanteloup » ]

Notturna, sensuale, odorosa,
come l’abbraccio dell’erba umida sulla schiena
di un incontro consumato sotto le stelle.
Bella, come bello è rileggerti.

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