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La straniera

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È fredda e buia, là, la notte?

È fredda, ma non è buia la notte.

La nube grigia in alto si distende,

la nube vela il cielo, non lo asconde.

La luna è dietro, ed è la luna piena;

eppure sembra piccola ed opaca.

La notte è fredda, l'alta nube è grigia:

siamo ad un mese dal mese d'aprile,

lenta sale la neve in queste valli.

 

Venne furtiva, senza nulla dire,

levava fondi e teneri sospiri,

niente era verde sulla quercia antica

se non il muschio e raro l'agrifoglio:

in ginocchio sotto la grande quercia,

silente ella pregava.

 

La notte è fonda; la foresta è nuda;

il vento si lamenta desolato?

Non tanto vento bianco era nell'aria

da sollevar la ciocca inanellata

d'in sulla gota della bianca dama –

non tanto vento da far via volare

l'unica foglia rossa, della schiera

che balla spesso quanto può ballare,

appesa così lieve, così in alto,

a un ramoscello in cima, in faccia al cielo.

 

Allora vede là dama fulgente,

vestita in bianca tunica di seta,

che riluceva opaca al fioco lume

della recente e fredda e lattea luna:

il collo illividiva il bianco in veste,

il nobile suo collo e le sue braccia

erano nude; il piede suo di neve

dalle vene azzurrine è tutto scalzo,

e vivide e selvagge brillan sparse

le gemme ai capéi d'oro suoi intrecciate.

Credo che fosse pura la visione

d'una dama vestita riccamente

come lei era – candida in quel luogo.

 

E la dama straniera le parlava,

e la sua voce simile all'incanto

e dolce e mite come primavera

e la sua voce era silenzio bianco.

Fuori dal suo canile, l'invecchiata

mastina addormentata nei suoi sogni

giaceva, in mezzo al freddo chiardiluna.

Ma non si desta la vecchia mastina,

ma emette un lungo ringhio lamentoso:

cosa turba la cagna, la mastina?

Non mai ringhiato aveva prima d'ora

di sotto agli occhi della sua signora.

Forse è lo strido della civettina:

che cosa turba la cagna mastina?

 

Riluce opaca all'aperto la luna,

e qui non entra che un raggio di luna.

Ma senza la sua luce può vedere

la stanza sculta sì curiosamente,

scolpita con figure strane e dolci

uscite dalla mente del marmista,

convenienti alla stanza d'una dama:

la lampada con catena d'argento

sospesa al piè d'un angelo è spavento.

 

È fredda e buia la notte di neve?

È fredda, ma non è buia la notte.

La nube grigia in alto si distende,

la nube vela il cielo e non lo prende.

La luna è dietro, ed è la luna piena,

all'angelo è sospesa la catena;

la luna vela, il cielo non asconde,

la luna sembra piccola e confonde.

La notte è fredda, la nube è più grigia:

siamo ad un mese dal mese di aprile,

sale la neve lenta ed è gentile.

 

© Paolo Melandri (1. 9. 2018)

 Klara Rubino - 30/09/2018 10:50:00 [ leggi altri commenti di Klara Rubino » ]

Mi piace moltissimo questa poesia!
La natura è un sottofondo musicale, parlano le immagini, attraverso le emozioni che suscitano.
Emana un’atmosfera da romanticismo tedesco.
A tratti è ipnotica.
Mi piacerebbe farci una video poesia, fammi sapere se gradisci!

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