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Nelle sale di Pergamo

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Lodo l'uomo che un tempo nelle sale di Pergamo

disse alla donna sulle sue ginocchia: «Sta' quieta,

il mio centesimo anno sta finendo. Io credo

che stia per accadere qualche cosa, credo

che l'avventura della vecchiaia stia iniziando.

A molte donne ho detto “sta' quieta”

e ho dato tutto quello che serve ad una donna:

un tetto, buone vesti, passione, forse amore,

ma non ho mai chiesto amore; quando dovessi farlo,

sarò vecchio davvero». E detto questo si recò

alla Sacra Casa e fra l'aratro d'oro e l'erpice

stette e parlò con voce alta perché tutti i seguaci

e la folla venuta lì per caso potessero udire:

«Ho amato Dio, ma se chiedessi il contraccambio

a Dio o ad una donna, allora è tempo di morire.»

Comandò, terminato il centunesimo anno,

a falegnami e zappatori di far la fossa e la bara;

vide che la fossa era profonda e robusta la bara,

convocò tutte le generazioni della sua casa,

si adagiò nella bara, fermò il respiro e morì.

 

© Paolo Melandri (1. 3. 2019)

 Franca Colozzo - 01/03/2019 21:07:00 [ leggi altri commenti di Franca Colozzo » ]

Interessante progettazione della propria fine. Invece di aspettare l’ora fatale, il vegliardo della poesia ha programmato la sua morte. Cessa il suo respiro solo quando, steso nella bara fattasi costruire all’uopo, decide che il suo tempo si è compiuto ormai.
Questa, senza suicidio, è una morte forse accettabile per tanti che la temono. Ci vuole sorte pure a morire! Ti auguro una buona serata ed un felice weekend.

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