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Piccolo banale sonetto d

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Non ho l'arte per scrivere poesia
con parole che tocchino il tuo cuore
ed è grande mancanza questa mia
che esprimere non sa versi d'amore.

Invidio quei poeti che malìa
sanno imprimere al verso con vigore
bravi davvero nel trovar la via
per conquistare donne... a tutte l'ore.

Io non sono poeta e strimpellare
soltanto so con questo mio sonetto
che son sicuro è solo da buttare

e pertanto con rabbia io lo getto
poiché un solo verso al cuor mi viene:
“Amore mio, ti voglio tanto bene!”

 Lorenzo Tosco - 14/02/2019 14:13:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Tosco » ]

Mi sono rivolto con quella frase a Teracciano perchè so che è poeta attento alle liriche come forma ed estensione, conosce i generi, cosa è un endecasillabo, sa rimare esattamente e si espande solo nei generi che conosce.
Potrà pur rimanere la poesia qualcosa di inafferrabile, ma se si vuole inquadrarla in un determinato stile non si può andare a casaccio.
Leggo qui sontuosi commenti a poesie che sono inquadrate, per ammissione degli stessi autori, in determinatei generi, ma che risoltano strafalcioni, inesatte, misere, come miseri sono i commenti degli interessati commentatori.
Tanto per toccare ancora un determinato e troppo disquisito argomento, che può valere d’esempio, non si può entrare in merito al sonetto senza conoscerne le modalità. Meglio posare la penna o scrivere qualche altra cosa.
Però, se vuol impostare un sonetto (come qualsiasi altro genere poetico) si deve studiare, se non si sa, come è configurato, senza definirlo tale, per rispetto allo stesso, al sito, e ai lettori. E soprattutto alla POESIA.
Qui il sonetto piace, lo si vorrebbe esprimere, però ...troppo faticoso studiarselo, meglio scriverlo a caso e come la va la va. Tanto pochi se ne intendono e tutti quelli che commentano diranno: che bel sonetto! Anche se del genere non ne sanno niente.

 Marina Pacifici - 14/02/2019 12:52:00 [ leggi altri commenti di Marina Pacifici » ]

Se questo fosse davvero un sonetto da "smaltire" saremmo rovinati...
Molto bello. Complimenti.

 Ferdinando Battaglia - 14/02/2019 12:30:00 [ leggi altri commenti di Ferdinando Battaglia » ]

"Lo ringrazio davvero per il suo intervento, che è di persona che sa come si scrive una poesia".

Lorenzo, mi dispiace se non tu condividi che lo spazio dei commenti venga utilizzato anche per riflessioni extratestuali, ma io così lo intendo (purché non entri nel personale ovvero non coinvolga la dimensione personale a meno che non lo voglia lo stesso autore) e così anche mi sembra che la Redazione ammetta.
Senza disconoscere le competenze ed il talento poetiche di Antonio, direi che è possibile conoscere le regole delle varie forme in cui si può scrivere una poesia, ad esempio il sonetto, ma non come si scriva una poesia, che rimane qualcosa d’inafferrabile.

Un saluto

 Lorenzo Tosco - 14/02/2019 12:16:00 [ leggi altri commenti di Lorenzo Tosco » ]

Ancora una volta (casomai ce ne fosse bisogno) il poeta Antonio Terracciano sa entrare a proposito di un sonetto da me pubblicato.
Lo ringrazio davvero per il suo intervento, che è di persona che sa come si scrive una poesia e si ferma ai limiti di questa, ma dove è necessario studia, prende appunti e non si introduce, prima di ciò, in sentieri che non conoosce. Come purtroppo qui avviene anche in questo sito, col plauso scrociante dei non intenditori. Che di certe poesie capiscono ben poco.

 Antonio Terracciano - 14/02/2019 11:41:00 [ leggi altri commenti di Antonio Terracciano » ]

Lorenzo mi perdonerà se dico un’eresia, ma secondo me leggere un vero sonetto (come questo ennesimo propostoci dal nostro amico) è un po’ come bere un buon bicchiere d’acqua. Non c’è niente di più semplice, ed apparentemente entrambi non lasciano traccia, ma poi ci si accorge che, come l’acqua è la principale e benefica benzina del nostro organismo, così il sonetto opera con lo spirito. Voglio intendere che sia l’acqua sia il sonetto vanno giù (nel corpo e nella mente, rispettivamente) con estrema facilità, e solo dopo si riflette sul loro prezioso contenuto (un po’ nascosto da quelle facili operazioni del bere e del leggere) , che rischia di apparire quasi assente a chi è abituato ai sapori forti (dei liquori, o delle poesie ultramoderne) . Ma, per essere come l’acqua, il sonetto deve rispettare tutte le regole canoniche, e di ciò Lorenzo ci dà continue e utilissime dimostrazioni (l’acqua sarebbe ancora acqua se invece di essere H2O fosse H3O o HO2 ? )

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