Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
Scarica gratuitamente LaRivista n. 4/2016, Anno IV, Aa. Vv. (pdf)
Partecipa al Premio letterario "Il Giardino di Babuk - Proust en Italie" - III edizione (2017)
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 26/12/2016 12:00:00
Pagina aperta 821 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Jan 20 09:23:00 UTC+0100 2017

La seconda vista - inedito

di Gabriela Fantato (Biografia/notizie)

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
# 3 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

E se ci fosse un dio nascosto

tra le cose, dentro lo spazio che

unisce e separa, dove

si legge la fine che abbraccia

il bordo nuovo di una seconda vita

fatta di legno, sale e lacrime,

di chiodi mai conficcati,

nella certezza tra tavolo e sedia,

caviglia e sogni, una crepa sottile

per nominare i giorni.

 

E se mai provassi a tendere la mano,

come un vecchio marinaio

dentro al vento di levante, dentro

      - la santa pelle del mondo,

nel tempo luminoso che nascevi

e quello in cui anche tu morirai,

senza il moto e la certezza, solo

un punto esatto dell’addio che viene

improvviso e strappa.

 

Allora prova a invocare quello stare

      - dritto davanti ai giorni, senza

chiedere, solo per un gesto

      - ah, il gesto che abbraccia!

Muta ancora nel vento la presenza,

la vita dentro le vene

e scorre e viene tutto, proprio tutto

solo nel gran silenzio

dove il tempo separa e taglia

il numero dei giorni, il conto degli andati

e dio è un dio piccolo di pane e buio,

come le figurine del presepe, come

la ragazza senza più sorriso, eppure

      - salva, nel dolore,

e il vento che parla di onde,

di ombre che vengono e ancora

                                        vanno…

 

 


# 3 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »