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Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 11/09/2017 12:00:00
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Corpo disumano e inediti

di Daniele Campanari (Biografia/notizie)

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*

 

se mai con le mani ci suonerai qualcosa
non eravamo buoni in quella lista da depennare
non eravamo il momento;
ma nella parola momento c’è il tempo impegnato
dalla lingua per scavalcare i denti e cos’altro.
quanto eravamo lenti, vero, la mattina è il preascolto della giornata
e per gli altri, questi in fila, come fai a tenere l’angolo in disuso.
cosa non va nell’apparire come carne propria
le cose che fai e non dici, queste cose sono fasi
semmai infilzaci, infilaci il berretto semmai
se mai con le mani ci suonerai qualcosa


*


le cose sono come miopia
lo scoglio appena bianco, vedi, è un pescatore di pinne
e l’attrazione è il pescato di tutte le albe vicino a casa tua.
è qui che vieni ogni martedì di scuola e io che non pensavo di venire qui:
non avevo contato le meraviglie del mondo ma sapevo della tua faccia.
le cose, qui, le cose sono l’immenso, le cose come questo mare
le cose elementari che mangiano questi pesci si chiamano organismi
è che non sapevo di vederli qui.
quaggiù, proprio sotto ai mignoli, c’è lo scoglio appena bianco:
ti chiedo se sei felice e io non sono felice, non te lo dico
è che le cose, qui, le cose sono come miopia


*


le parole pesano solo qualche grammo
è chiaro cosa pensiamo immaginandolo dal parabrezza:
avrebbe un naso simile a un flauto
- gli avevamo promesso di restare -
e lo immaginiamo incompreso dal punto in cui il collo è piegato
ma dobbiamo rassicurarlo sull’operazione:
“questa incisione ti sfiorerà”
- dovevamo dirgli di smettere di scalciare -
riconosciuto come un chiodino arrugginito
lo avremmo chiamato Diego
e ora ci guardiamo cercando l’occhio che somigli,
ma per le nostre bocche le parole pesano solo qualche grammo


*


affacciandomi al terzo piano
non ho visto nient’altro che un cardellino
strofinarsi all’antenna elettrica del palazzo.
ho avuto due certezze:
il cardellino verrà stroncato
e io non so volare

 

[ da Corpo disumano, Oèdipus ]  

 

 


INEDITI 2017

 

*


prima che la morte sopraggiunga
rivelo un profondo spavento
per la finestra aperta sul balcone,
i carrelli vuoti di sotto aspettano il corpo
forse il mio, mamma, un salto
e tu fuori in attesa della campana


*

 
la forma sul letto è il tuo corpo
sei piccola e le gambe ci vanno bene
dovrò chiederti di alzarti per un momento
solo per prendere i risparmi di un anno
che hai nascosto dove sei adesso
perdonami se ti faranno male le ossa
il legno non è comodo per l'eterno
ma l'ultima volta avevi promesso
che gli occhi chiusi erano per dormire

 

 


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