Sostieni il nostro comune progetto: diventa Socio e/o fai una donazione
:: Pagina iniziale | Autenticati | Registrati | Tutti gli autori | Biografie | Ricerca | Altri siti ::  :: Chi siamo | Contatti ::
:: Poesia | Aforismi | Prosa/Narrativa | Pensieri | Articoli | Saggi | Eventi | Autori proposti | Video proposti | 4 mani  :: Posta ::
:: Poesia della settimana | Recensioni | Interviste | Libri liberi [eBook] | I libri vagabondi [book crossing] ::  :: Commenti dei lettori ::
ANNIVERSARIO PROUST 10/07/2018: CHERCHEZ LA FEMME | festeggia: #cherchezlafemme
 

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L'opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. (da "Il tempo ritrovato" - Marcel Proust)

Poesia della settimana

Questa poesia è proposta dal 06/11/2017 12:00:00
Pagina aperta 382 volte, esclusa la tua visita
Ultima visita il Fri Jul 20 17:10:00 UTC+0200 2018

Dimenticanze

di Federico Corrado Camporeale (Biografia/notizie)

« indietro | versione per la stampa | invia ad un amico »
Invita un utente registrato a leggere la poesia della settimana »
# 2 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »


 

LA SERA DI DICEMBRE

 

Il cielo a sera
ha sciami di acerbe stelle

 

sbocciate appena
oltre la punta oscura
dei campanili.

 

Nell'ombra grande
dei fienili
s'avventura

 

l'ultima ribelle
luce delle lanterne

 

e mentre brilla
sulle trine delle calaverne

 

quasi con furore
batte batte
il mio cuore.

 

 

 

QUARTIERE

 

Si era in un quartiere

di case basse

cinto da giardini

e orti

il giorno si scioglieva

dietro guglie

di camini rossi.

 

Da snelli alberi

dal verde

una prova sommessa d'usignolo

in quei colori

come una tenue brezza

d'impazienza.

 

Una ragazza ci venne incontro

mostrandosi bianca

dal fondo della pergola

in una sola ebbrezza

accolse entrambi.

 

 

 

*

 

Come in una valle nascosta

se ne andavano entrambi;

il vento li modellava

sventolandone i lembi

dei vestiti estivi.

Nessuno sapeva,

ali d'angelo pensavano a guidarli.

 

D'improvviso caddero

nel giallo dei campi.

Io li vidi

mentre in bicicletta m'allontanavo

dal magazzino verso la stazione.

 

 

 

RETROSPETTIVA

 

Ricordo una domenica di festa,

la pioggia sui lampioni

la sera

coi fili chiari e scuri

sotto le luci il tuo profilo forte.

Come un angelo ribelle

bianco

sullo sfondo paglia.

 

Mi sciorini un migliaio

di recriminazioni sbagliate;

tra il pollice e l'indice

stava il tuo mento

e la gota vibrante.

In un deliquescente arbitrio

nel cielo di cinabro

quasi un'Amalasunta.

 

 

 

LO SCALO

 

Ai margini del campo

nere trine d'alberi si stagliano

sull'arancione occiduo,

più su nel blu profondo

gli altissimi lampioni

appena rischiarano

la massicciata.

Da un lugubre segnale

scatta la macchina in manovra

e fa più lucidi i binari

al suo lento passaggio.

DSìove andrà la scura teoria

di carri merci instradata

sul binario morto

chiuso in un buio

d'ombre

dalle foglie dense

dove al mattino si perdevano ragazzi

fuggiti da scuola?

 

 

 

[ da Dimenticanze, Italic ]

 


# 2 commenti a questo testo: Leggi | Commenta questo testo »